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Sog. & Sce. Lotti & Pasini
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Molta carne al fuoco, e di buona qualità, per il canonico speciale
estivo del Buon Vecchio zio Martin.
La storia, leggera
come la tradizione dello speciale impone, si snoda tra i mondi
impossibili di Escher e l'arte araba nella Spagna del sud.
Due elementi che già singolarmente avrebbero sufficiente peso per una storia mysteriosa:
Lotti e Pasini li combinano ottimamente, grazie agli spunti offerti dalla biografia dell'artista olandese.
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Particolare degli stucchi dell'Alhambra di
Granada, fonti d'ispirazione per Escher
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E così i mondi antiprospettici di Escher, ideali ricerche del concetto
dell'infinito, raggiungono il loro corrispondente reale, ovvero gli
stucchi mirabili dell'Alhambra di Granada. I merletti finemente
creati dagli artisti arabi, che guidano l'occhio dello spettatore su percorsi
apparentemente senza fine, furono infatti la principale fonte di ispirazione dell'incisore.
Nonostante infatti che il visitatore comune non possa vedere
i colori degli stucchi originali, ormai persi nei secoli, e che con ogni probabilità
non possa godere delle sure del Corano e dei versi di poeti arabi incastonati ad arte nei
motivi geometrici divenendone parte integrante, ne rimane quasi stordito
nel cercare di afferrane l'interezza. Non ci si meraviglia quindi che un
artista particolarmente sensibile possa rimanere talmente colpito da cercare
di emularne l'effetto scenico e persino metafisico.
Su questo palcoscenico
affascinante si muovono, persi per strada Dee e Kelly,
i soliti protagonisti delle colorite avventure, ovvero Martin, Java, Angie e Tower.
Guest star dell'albo e new entry nell'universo di MM la volitiva moglie di
Chris Tower. I personaggi, i dialoghi e le gag sono generalmente brillanti, senza
scadere nell'eccessiva commedia. Meglio un albo da leggere sorridendo che
un albo che tenti di farti ridere a crepapelle senza magari riuscirvi...
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La labirintica Moschea di Cordoba, teatro degli
inseguimenti di quest'albo
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La storia si dipana lineare e senza forzature, grazie ad un buon uso degli
elementi di transizione da un argomento all'altro. Il lettore si
ritrova a girare l'Andalusia passando da Escher
all'Alhambra, come già detto, attraverso la biografia dell'artista; dall'Alhambra
alla Moschea di Cordoba invece sfruttando la prima come chiave di lettura per il labirinto
formato dal palmeto di archi della Mezquita. Di qui si ritorna ad Escher, anzi
addirittura ad un "vero" mondo antiprospettico. Bravi quindi Lotti & Pasini a
preparare un albo ben bilanciato, nella parte didascalica (con spunti, come detto,
davvero interessanti) e in quella in stile "commedia".
Per le varie curiosità vi rimandiamo alla Scheda della Storia.
  

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Giancarlo Alessandrini
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Come al solito è difficile commentare i disegni di Alessandrini: come creatore
grafico della serie e "guida carismatica" di tutti molti dei disegnatori che si alternano
suelle pagine di MM, è ingiudicabile in quanto lui stesso metro di giudizio ;^)
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