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13 tesori per 7 personaggi (e 7 autori!), una spruzzata di sport, troppe situazioni già note e qualche lampo di genio: a voi il nuovo speciale... autunnale, stavolta!
Ultime battute per lo speciale?
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Ventunesimo speciale...significa 21 anni di albi più lunghi del consueto, con storie autoconclusive e dedicate e a temi particolari, che magari richiedono più spazio rispetto ad un normale numero mensile. Da circa tre d'anni (con "L'impareggiabile Reeves" SP16 come apripista), questi speciali sono diventati uno spazio comico che Castelli si ritaglia per inserire sette personaggi (tre coppie più 1) e farli interagire con una buona dose di non-sense e umorismo. Un appuntamento fisso: ogni anno ritornano in scena Dee e Kelly, coppia di stralunati imbroglioni, Tower e Brody, a rappresentare Altrove, Martin e Java, e l'immancabile oca Angie, sempre alle prese con spogliarelli e nuovi flirt.
E' un prodotto standard, che annualmente ritorna uguale a se stesso, come il Festival di Sanremo. E proprio come il Festival, questa sua costanza, alla lunga, può stancare. Ormai le battute tra i nostri sette personaggi iniziano ad essere sempre le stesse, e non certo per mancanza di fantasia del buon Castelli, ma perchè, dopo anni di onorato servizio, può darsi che la materia prima cominci a scarseggiare. Alcuni luoghi comuni (il prurito al naso di Kelly, gli spogliarelli di Angie, i balbettii di Brody) sono elementi a cui siamo affezionati, ma che ormai hanno fatto il loro tempo. Se leggiamo l'albo, spesso sorridiamo incontrando questi clichès, ma è più un sorriso di circostanza, di affetto nel ricordare un qualcosa che ci è familiare, piuttosto che una risata data da una battuta particolarmente brillante. Sono senza dubbio più divertenti il siparietto al ristorante, con un Pileggi decisamente grezzo, o la scopa volante di Aldous, piuttosto che l'ennesimo scambio di battute scontate tra Dee e Kelly. Ciò significa che la verve ironica di Castelli è ancora in piena forma, ma che rischia di esaurirsi se non trova una nuova formula per questi speciali estivi. A maggior ragione visto che, quest'anno, il soggetto è decisamente tirato per i capelli, specie nell'albetto allegato. Ormai i temi mysteriosi si stanno esaurendo, e lo sport (anche se si tratta di un simpatico richiamo al clima olimpico di quest'anno) non è certo un argomento ricco di eventi soprannaturali o enigmatici. Per cercare di assicurare un alone mysterioso all'albo, Castelli ha mescolato le care, vecchie leggende celtiche al nobile sport del tennis, e nel complesso l'idea non è malvagia, anche se alcuni collegamenti tra i personaggi risultano davvero ostici da seguire. Dov'è che Castelli ha cercato di salvare l'albo? In alcuni aspetti della sceneggiatura: stavolta ha introdotto un elemento nuovo, e abbastanza intrigante, ovvero il fatto che i nostri sette personaggi chiave non si incrociano mai, pur indagando sullo stesso argomento. Per evitare ulteriori clichès scontati, la sceneggiatura insiste proprio sull'assenza di contatti, anche se i continui rimandi tra le coppie creano ugualmente un collegamento latente. Collegamento che probabilmente si concretizzerà alla fine, sull'aereo, quando i nostri si incontreranno tutti e capiranno l'intero filo logico della storia. Senza dubbio è questo elemento, unito a dei buoni comprimari, primo tra tutti Pileggi, a dare la sufficienza ad un albo altrimenti stanco.
Per quanto riguarda la resa grafica, ci troviamo davanti ben tre disegnatori, e passare dal tratto lineare, dinamico, quasi super-eroistico degli Esposito Bros. a quello più tortuoso (scusate il gioco di parole!) di Torti è decisamente faticoso. Tuttavia, una volta che l'occhio si abitua al cambiamento, il segno di Torti appare, per quanto a volte impreciso, sicuramente adatto al tono dell'albo: i visi sono spesso esagerati, quasi caricaturizzati, così come i corpi, molto snodati, cosa che non stona in un contesto umoristico come questo. Specularmente, il tratto molto realistico degli Esposito Bros. è senza dubbio adatto agli eroici guerrieri di Avalon. Nel complesso, quindi, possiamo dire che questo speciale ci ha regalato un'oretta di relax, con qualche sorriso, qualche difficoltà nel capire tutti i collegamenti, un paio di sbadigli e un albetto atipico. Ventun'anni sono molti, e persino il Festival ha cercato nuove formule nelle ultime edizioni: forse sarebbe il caso di cambiare anche lo speciale. Non stravolgerlo, ma innovarlo, limare qualche situazione ormai abusata, inserire nuovi personaggi, il tutto sfruttando l'abilità, sempre evidente, di Castelli come umorista e coordinatore. Coordinatore, certo, perchè in quest'albo hanno messo mano ben sette persone (se contiamo alche Alessandrini), uno per ciascun personaggio chiave della storia! ;-) Si tratta di un numero molto elevato per un volume di sole 132 pagine, e forse parte della confusione e della stanchezza che si percepiscono all'interno è dovuta anche a questo.
Ci auguriamo che lo speciale torni a farci compagnia anche l'anno prossimo, ma ci auspichiamo un cambiamento, non necessariamente un ritorno alla "serietà" dei primi speciali, ma perlomeno un tentativo di modificare una situazione ormai troppo logora per funzionare ancora a dovere.
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