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| pillole dal mondo del fumetto |
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Strain di Riccardo Panichi Onore innanzitutto alla Star Comics, che attraverso la più adulta delle sue testate, ci ha fatto conoscere nel giro di diciassette mesi due opere che rendono completa giustizia alla fama e al blasone di Buronson e Ikegami. Dopo Sanctuary, ambizioso quanto riuscito saggio a fumetti sulle condizioni sociopolitiche del Giappone contemporaneo, i due autori ritornano infatti su alcune delle tematiche affrontate nell'opera precedente, sebbene in un'ottica decisamente meno impegnata. La razza è questa volta la tematica centrale della narrazione: i personaggi di Strain sono tutti alla ricerca della loro identità, in un mondo dove il sangue decide chi appartenga ad una determinata società ed ai valori che essa propugna.
Ambientata prevalentemente in Malesia, la storia è incentrata sui misteri di Mayo, un misterioso killer, celebre nell'ambiente della malavita per le sue tariffe ridicole. L'avventura prende il via quando la sua strada incrocia quella di Shion, una giovane ragazza che qualcuno vuole morta. Incaricato di ucciderla, Mayo si rifiuta e con il suo gesto di ribellione si mette di fatto contro alla potente Kusaka, una delle più importanti imprese petrolifere giapponesi.
Se in Sanctuary l'azione era il mezzo per il fine metaforico dell'opera, in Strain accade il contrario: a trasparire non è l'impegno, che, nelle sue considerazioni sulla razza, appare qui più che altro un'elegante cornice nella quale inquadrare gli eventi; degna di interesse è invece la componente più pragmatica della narrazione: sparatorie, fughe, rivelazioni, un continuo succedersi di eventi il cui ritmo pare a tratti davvero incontenibile. Buronson si rivela una volta di più il degno alter ego fumettistico di Quentin Tarantino: pur non condividendone il gusto un po' retro, l'autore nipponico ne esalta il gusto per l'eccessivo, per il pulp spinto ai suoi livelli più estremi. Da parte sua, Ryoichi Ikegami si conferma invece come un disegnatore eccellente, capace di fissare sempre al meglio i propri attori in pose significative e comunicative. Rispetto all'opera precedente l'autore perfeziona ancora di più la cura per le locations, specie per quanto riguarda l'aspetto paesaggistico e metropolitano.
6/7
Strain n.5 (di 5) di Buronson e Ryoichi Ikegami
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