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| pillole dal mondo del fumetto |
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Il sigillo azzurro di Riccardo Panichi Da chi, come i Kappa Boys, combatte da anni una difficile battaglia per l'emancipazione dello shojo manga, ci si attende dimostrazioni concrete del valore artistico di questo genere fumettistico. La realtà, tuttavia, è che Amici, la testata interamente dedicata agli shojo, in questo momento è, qualitativamente parlando, in caduta libera. Difficile far morire certi pregiudizi, se ci troviamo di fronte a prodotti di dubbio valore come quelli che, al momento, stanno alternandosi su Amici: persino Mars, la promettentissima opera di Fuyumi Souryo che tanto ci era piaciuta inizialmente, si sta ora avviando verso un manierismo stucchevole.
Poteva essere interessante l'idea di unire i più classici stilemi shojo ad una venatura orrorifica; la verità è tuttavia che gli inserti macabri sono per lo più ridicoli, mentre il plot è di una banalità e piattezza tale da sfiancare persino il lettore più accanito. Il tratto della Shinohara è invece abbastanza buono, specie nella cura delle espressioni. Ci convincono meno le ambientazioni, che rivelano un certo impaccio dell'autrice, specie nella raffigurazione degli esterni (strade, boschi, grotte...). Chi scrive è un estimatore dello shojo manga, e, in quanto tale, un lettore esigente. Dispiace vedere arrivare in Italia cose così poco meritevoli, quando tante altre storie migliori sono in attesa di pubblicazione o, ancora peggio, sono costrette ad uscire con una cadenza talmente dilazionata da stancare anche il pubblico più affezionato. Il nostro consiglio a chi vuole avvicinarsi al delicato mondo dello shojo è dunque, inutile dirlo, quello di evitare "Il sigillo azzurro" e di dare più di un'occhiata invece al ben più meritevole e interessante "Il grande sogno di Maya", pubblicato attualmente dalle Edizioni Orion.
2/7
Il sigillo azzurro n.3 (di 11) di Chie Shinohara
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