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Ancora tre partite e siamo al Koshien! |
Inevitabile successore di Touch e ultima, monumentale opera di Mitsuru Adachi , H2 giunge questo mese al suo quattordicesimo numero. La storia, l'intreccio narrativo, i temi trattati, non ci presentano nulla di nuovo: il palcoscenico è sempre il baseball scolastico, sul quale i protagonisti "interpreteranno i prossimi tre anni della loro giovinezza", come viene annunciato all'inizio del primo numero. Lo stile grafico e la narrazione sono inconfondibili: le lunghe pause, le numerose pagine prive di baloon, la predilezione per una comunicazione visiva ed emotiva piuttosto che per dialoghi e battute troppo esplicativi. Adachi sembra però non preoccuparsi troppo di tutto questo e leggendo i primi quattordici numeri di H2 se ne capisce anche il motivo.
Il triangolo amoroso di Touch viene sostituito in H2 da un quadrilatero i cui vertici sono i quattro protagonisti: Hiro, Hideo, Hikari e Haruka.
Proprio in quest'ultimo numero, la squadra di Hiro vince gli ottavi di finale contro il Mitaka Ko e fa un nuovo passo avanti verso la sua sfida, sul campo del Koshien, contro il Meiwa di Hideo. A tre partite dalla qualificazione però, il più grande ostacolo è rappresentato dalla squadra dell'Eiyko e dal suo lanciatore Hirota, personaggio subdolo e malvagio contro il quale si preannuncia, nei prossimi numeri, una sfida molto interessante. Insieme alle vicende sportive, si sviluppano anche le vicende sentimentali e personali dei protagonisti: dalla nascita di una simpatia tra Hiro e Haruka alla particolare situazione di Hikari, divisa tra l'affetto per Hideo e quello per il suo amico di infanzia. Ancora una volta dunque, Adachi non fa che trasporre su carta la normale vita quotidiana di normalissimi studenti liceali e per fare questo rinuncia ad una trama narrativa ben delineata, rinuncia ad episodi avvincenti, ai colpi di scena, rinuncia a protagonisti-eroi e a personaggi dalla caratterizzazione particolarmente interessante.
H2 rappresenta, a dispetto delle apparenze, un'opera unica.
H2 n.14 di Mitsuru Adachi
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