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TESTI
Soggetto
e
Sceneggiatura
Asao Takamori
DISEGNI
Tetsuya Chiba


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Le copertine del n.1 e del n.2
Un tuffo nel passato alla scoperta di uno dei "classici" del fumetto giapponese che mette in scena una storia dura e violenta...

Rocky Joe
recensione di Amos Pons


Ci troviamo di fronte a un fumetto con una caratteristica particolare, che mi pare doveroso sottolineare subito: si tratta di un fumetto vecchio, molto vecchio. E' stato pubblicato nel 1968, quindi, visto che oramai siamo nel 2003, ben 35 anni fa, quando il sottoscritto era ben lungi dal nascere!! 35 anni sono molti e non sempre si invecchia bene... ma direi che Rocky Joe lo potremmo tranquillamente paragonare a un buon vino, che più invecchia e più diventa buono.

In giro per la rete..
Sito ufficiale Star Comics

Ho voluto iniziare con questa premessa in quanto i giovani lettori, ma non solo, non potranno che domandarsi perchè dovrebbero mai leggere un fumetto di 35 anni fa? Cosa potrà mai avere da dire di attuale? Cosa potrà comunicare a chi vive una o due generazioni dopo? Domande lecite, secondo me.
Vediamo di rispondervi...

Rocky Joe ci pone prima di tutto di fronte a una parte del Giappone a molti sconosciuta, la parte povera e misera, che generalmente gli altri fumetti, e sovente anche i libri, tendono a non mostrarci. Ci parla dei poveri, dei diseredati, dei senzatetto... e non è poco. Il Giappone ancora oggi tende a nascondere le sue "vergogne": i poveri e la povertà non vanno messi in mostra. Nessuno li deve vedere. Né i gapponesi, né gli occidentali. Rocky Joe ci offre quindi una delle rare occasioni per dare uno sguardo ad alcuni degli aspetti più oscuri del Giappone.

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L'inizio della storia...
l'arrivo di Joe
disegni di Tetsuya Chiba
(c) 2002 Star Comics

Il protagonista è un ragazzo sbandato come tanti: Joe Yabuki. Un ragazzo cresciuto in mezzo alla violenza abituandosi a subirla ma soprattutto a farne uso per difendersi. Un ragazzo dal carattere forte, che lotta senza posa, sempre pronto a rialzarsi dopo ogni colpo subito, dalla vita come dagli avversari.

Forse è proprio questo che colpisce Danpei Tange, ex pugile ed allenatore, caduto in disgrazia per aver scommesso tutto quello che aveva su un boxer che non esiterà ad abbandonarlo una volta diventato famoso. Ma Dampei è fatto così. Quando vede Joe in azione e ne intuisce le potenzialità non lo molla più. E' pronto ad una nuova scommessa. Si dimostrerà disposto a tutto per lui: disposto a farsi picchiare, a lavorare duramente tutte le notti, ad aiutarlo a non mollare anche in prigione. Ma il compito più difficile sembra proprio insegnare a Joe la passione per la boxe...

Inizialmente al giovane protagonista Danpei non può che sembrare un pazzo e i suoi insegnamneti gli servono soprattutto per avere la meglio sui compagni di cella come Kanichi Nishi, che col tempo diventerà uno dei pochi amici di Joe. Ma presto scopre che la boxe può essere qualcosa di diverso, qualcosa nella quale si può credere... soprattutto se serve anche per battere un odioso personaggio: Rikishi Tooru, ex pugile professionista ora finito in riformatorio. Qualcuno che con la sola forza bruta non può essere sconfitto. Qualcuno che rappresenta una sfida, che può riempire la vita di una persona dandole un motivo per cui andare avanti. Un rivale con cui confontarsi, in cui specchiarsi, col quale crescere.

Nella storia non poteva mancare un personaggio femminile... particolare come tutti gli altri: Shiraki Yoko, figlia di un miliardario, che si dedica col tutto il cuore, e in prima persona, alla beneficenza. Ma è veramente generosa o si tratta solo di un passatempo, col quale pulirsi la coscienza, come le urla dietro Joe?

Tutti i personaggi del fumetto sono ambigui. Nessuno è veramente buono e nessuno è veramente malvagio. Non c'è la visione occidentale del bianco e del nero ma, anzi, si percepisce nettamente il modo di pensare orientale che si può identificare con una scala di grigi. Questo modo pensare che permea il racconto, narrato magistralmente da Asao Takamori, non può che spiazzare e, al contempo stesso, affascinare il lettore occidentale. Lettore che potrà giudicare l'operato dei singoli personaggi in piena libertà e farsi un giudizio personale sui loro comportamenti, come si trattasse di persone realmente esistenti.

Il tratto duro e scattoso dei disegni di Tetsuya Chiba risulta decisamente adatto al tipo di storia, in cui le scene di pugilato e lotta abbondano e in cui prevale un'atmosfera decisamente oscura e tenebrosa. Da notare come le vignette siano sempre ricche di dettagli e le espressioni del viso, pur essendo sempre molto semplici, rendano al meglio lo stato d'animo dei vari personaggi. Infine, a Chiba va sicuramente un ulteriore plauso per i tagli che è stato capace di dare alle varie vignette e alle diverse soluzioni grafiche escogitate per descrivere al meglio ogni situazione. Si vedano ad esempio le pagine da 63 a 65 del secondo volumetto che descrivono il pestaggio di Joe e Nishi.

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La... scena del pestaggio
disegni di Tetsuya Chiba
(c) 2002 Star Comics

Detto questo, se mi si chiede, giovani o meno, se valga la pena spendere 4,20 Euro, che non sono sicuramente pochi, per leggere le avventure di Joe e compagni non posso che rispondere in modo affermativo, a patto che non si consideri il fumetto un qualcosa da leggere e buttare. Rocky Joe va avvicinato e letto come si trattasse di un libro: la storia è matura è ha parecchie cose da comunicare, basta saperle vedere e capire.
Buona lettura.


Rocky Joe n.1/2 di Tetsuya Chiba (disegni) e Asao Takamori (testi)
(Star Comics) 240pp b/n, Euro 4,20, brossurato, mensile, serie composta da 20 numeri

 

 


 
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