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Un ragnetto nel canale
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Il volume era già stato annunciato a settembre sulle pagine de "L'Uomo Ragno " n.373 (vedi
uBCLog), mostrando pure alcune immagini dei disegni: una storia di Spiderman ambientata a
Venezia, ideata e scritta dal poliedrico Tito Faraci e disegnata nientemeno che da
Giorgio Cavazzano (uno tra i più noti disegnatori Disney, per chi ancora non lo sapesse).
L'albo si mostra in una veste cartonata piuttosto ben fatta, suddiviso in due parti: la storia e il "Dietro le quinte", una sorta di sketchbook con i bozzetti e disegni di prova di Cavazzano e con estratti della sceneggiatura di Faraci. Purtroppo, la prima cosa che colpisce chi sfoglia l'albo è la lunghezza limitata della storia: solo 22 pagine, nella tradizione dei comics americani spillati.
Divertenti e capaci di strappare un sorriso sono le battutine che Tito Faraci mette in bocca a personaggi come Peter e J.J.Jameson nel loro scambio all'inizio della storia oppure i commenti e pensieri del protagonista quando si ritrova a Venezia durante il Carnevale più famoso del mondo: proprio lui che sperava, con questa trasferta, di allontanarsi dalla caotica New York, piena di "cattivoni" in costume. Speranza alquanto vana, chiaramente.
Il conte Gianus, sebbene si comporti in maniera troppo avventata, è ben caratterizzato per quanto riguarda il suo passato -è un membro dell'antica casata del Ragno ;-) - ed il legame con la città di Murano e la sua tradizione della fabbricazione del vetro. Tutto questo però lo dobbiamo alle parole proferite dal Professor Grimani, un personaggio che introduce Peter alla storia e lo aiuta. Lo stesso Grimani, inoltre, appare troppo come deus ex machina, rivelando particolari importanti e comparendo in momenti strategici per la narrazione. Pare addirittura strano che non abbia legami con il conte Gianus o non compaia nel finale della storia per salutare il supereroe, commentando la conclusione della vicenda. Faraci è stato ben capace di porsi di fronte al famoso personaggio dell'Uomo Ragno, però non ha aggiunto molto. Anche i momenti di riflessione sono quanto ci si poteva aspettare da chi, a causa di superpoteri, ha superproblemi, soprattutto di carattere psicologico.
Il maestro è originario della nota laguna e questa è stata la prima volta che ha disegnato la sua città in una storia a fumetti. Il risultato è stato ottimo ma ci si poteva aspettare di più: sarebbe stato preferibile che la città partecipasse attivamente alla vicenda, invece pare che rimanga troppo sullo sfondo, fredda e immobile, lasciando totalmente lo spazio ai personaggi veri e propri, ricche di particolari e di atmosfera. Sicuramente notevoli le splash page e le vignette di più ampio respiro come quelle che si innalzano su più strisce. In fondo al volume sono presenti molti bozzetti di tavole e illustrazioni per copertine, accompagnati da indicazioni e commenti di Tito Faraci e da estratti della sua sceneggiatura.
A questo volume cartonato ed in bianco e nero, seguirà un albo a colori, come successe all'albo di Silver Surfer disegnato da Claudio Castellini, uscito in grande formato ed in bianco e nero all'edizione di Lucca Comics del 1995 ed in seguito a colori.
L'Uomo Ragno - "Il segreto del vetro" di Tito Faraci e Giorgio Cavazzano |
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