|
|
||
Pagine correlate: | ||
|
|
||
|
La lunga marcia recensione di Roberto Giammatteo Dal South Dakota ai confini del Nebraska. La lunga marcia dei Sioux alla ricerca dei bisonti!
|
Ancora una volta la storia di Magico Vento incrocia la Storia con la esse maiuscola. In questo episodio ci viene narrata la grande migrazione di massa, in occasione della caccia ai bisonti, che costringeva gli indiani del South Dakota a spingersi fin nel Nebraska. Non si tratta certamente di un'idea originale, comunque, Manfredi si dimostra abilissimo nello sfruttare la realtà storica inserendola al meglio all'interno del microcosmo di Magico Vento. L'autore non si sofferma mai ai soli avvenimenti ma, penetra al loro interno, mostrandoci tutto e anche di più. Non mancano così la visione iniziale dello sciamano che da il via alle "procedure" di partenza; l'elezione dei giovani Akicita (sorta di responsabili del gruppo); i risvolti politici e lo scontro con una tribù nemica; e molto altro ancora.
Manfredi costruisce una sceneggiatura molto lineare, senza grossi sobbalzi. Il susseguirsi degli eventi non è frenetico ma possiede la giusta velocità. La lettura dell'albo scorre via senza intoppi. La caccia è solo il pretesto che permette all'autore di presentarci meglio alcuni aspetti della cultura indiana e di come i giovani "erano" costretti a crescere in determinati momenti della proria vita, che coinvolgevano tutta la tribù. E Magico Vento? Ned c'è ma non si vede. Resta ai margini della storia, non è il protagonista assoluto. Il suo ruolo è quello del padre che vigila e protegge i propri figli. Non interviene mai in maniera evidente, ma è sempre presente nei momenti in cui la sua presenza è necessaria.
Buonissima la prova ai pennelli da parte di Goran Parlov. I vari personaggi sono tutti ben definiti e riconoscibilissimi. Magico Vento, Cavallo Blu, Uccide se stesso, Rifiuta di smettere, Radice profonda.... ed altri ancora, ad ognuno di questi Parlov riesce, inoltre, a dare una propria personalità grafica. Numerosi sono i primi piani che ne risaltano al meglio gli stati d'animo. Non bisogna, però, dimenticarsi del resto. Vedi ad esempio le scene in cui la tribù si trova alle prese con il tornado; lo scontro tra i giovani Sioux ed i Pawnee; l'incontro di Radice Profonda con il Ladro di Bisonti. Molto ben bilanciato è l'uso che fa l'autore dei tratteggi, che ben si integrano nell'utilizzo da parte dello stesso, dei bianchi e dei neri. Se avesse caratterizzato meglio la parte visionaria dell'albo, differenziandola dal resto come stile, quest'albo sarebbe stato superlativo.
Una volta ancora Magivo Vento si dimostra, attualmente, una delle migliori produzioni della Sergio Bonelli Editori e non solo. Il disegno di questo albo, è in perfetta simbiosi con i testi. La storia mette in risalto molto l'umanità dei personaggi e la cosa avviene benissimo grazie alla perfetta armonia tra testi e disegni. Si ha quasi l'impressione che a realizzare la storia sia stato un unico autore. A questo ci aggiungiamo anche il Blizard Gazette, il miglior redazionale Bonelli, ed una buona copertina da parte di Frisenda, ed ecco a voi l'ottomo risultato globale.
Vedere anche la scheda della storia.
|
|||||||||||||||
|