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| "Manfredi fa il machiavellico, prepara lintrigo" | | | |
Sicché salta fuori una certa Norma Snow. E quindi adesso, a che punto è la notte, nel cuore di Ned? Confuso anzichenò, il nostro eroe... Perché se è vero che di questa moglie Ned non ricorda niente, è pur vero che di quel bastardo di Grisham si ricorda... Grisham che manda Ned in prima linea come Davide con Uria, per lamore di Betsabea. O forse no, forse non fu per quello, forse Norma mente, Ned non sa. Sa però che Grisham gli è nemico ora non meno di un tempo. Grisham che da fastidio anche alla terribile setta della Volta Nera... Sapete fare uno più uno? Lonesto Wesley è in realtà il diabolico Iago... Manovra Ned per i suoi fini e vuole spingerlo ad uccidere Grisham.
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Richiudete pure la mandibola: è solo il solito Frisenda... (c) 2000 SBE
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Sarebbe già parecchio materiale narrativo anche solo così, ma ci sono altri fili da intrecciare... Per esempio: che fine ha fatto Hogan? Okay, alzi la mano chi credeva che fosse morto veramente... Noi no, ovviamente, e lo dimostra la didascalia che facemmo allimmagine che illustrava la caduta di Hogan (n. 32)... Ma neanche Poe e Carr ci erano cascati, e così iniziano la caccia alluomo, a partire dai bassifondi, perché più grandi sono più in basso finiscono, quando cadono... E infatti Hogan è vivo; conciato ma vivo. Oddio, Poe e Carr questo non lo sanno ancora, il lettore ne sa più di loro... Comunque, il grande Nemico, luomo più potente di Chicago, il Male incarnato, è ridotto immobilizzato e frignante in un letto; il capovolgimento è compiuto, il bello è brutto e il brutto è bello.
Che altro cè? Quali altre rivelazioni ci attendono, da questo soggetto così intricato, incubo di una notte di mezza estate? Sorride, lautore, anzi ghigna: gode del nostro elucubrare, e non parlerà. Anzi, getta nuove incertezze, nuove inquietudini: perché Norma ha il volto di una adepta della setta apparsa sul n.31 (segnalazione di D. J. Farah.)? Chi è che comanda il tutto, stando sopra la Volta? Che se ne fa la setta di Hogan? Cosa vuol dire che quello che doveva accadere è accaduto? Perché Lady Macbeth non deve morire? Al diavolo: ci sono più cose tra cielo e terra di quante ne contengano questi fumetti... Però anche in questi fumetti ce nè un bel po. E, comunque, non scambiamo Magico Vento per uno di quei comics americani, che vanno tanto di moda adesso, quelli in cui i misteri sullo stesso protagonista si moltiplicano senza risposte per numeri e numeri, frustrando il lettore (in particolare ho in mente Spawn e Wolverine, per dirne solo due...): Magico Vento non manca di gratificare il lettore con risposte; al massimo poi insorgono nuove domande, ma sono nuovi misteri, non sempre quelli dellinizio.
| "Magico Vento non manca di gratificare il lettore con risposte; al massimo poi insorgono nuove domande"
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Ormai sappiamo che Ned non è figlio di Hogan, punto (e se qualcuno ha dubbi, vada a vedere cosa ci disse Manfredi stesso in una recente intervista...). Sappiamo già che Hogan è vivo (altri avrebbero tirato la cosa molto più in lungo, alimentando per numeri e numeri il dubbio amletico o margheritesco dellè vivo o non è vivo...). E sappiamo anche già che Norma non è moglie di Ned, o almeno, non così limpidamente...
E oltre a ciò, a gratificare il lettore cè unarte del raccontare che è stupefacente: non una sbavatura, non una zona dombra, non una reticenza o una dimenticanza, tutto viene detto e spiegato, e spiegato in maniera credibile. Laffresco di Manfredi è grandissimo, occupa una parete che si estende per numeri e numeri, coerente e intrigante, equilibrato, ricco di particolari e senza soluzione di continuità.
Con questi due numeri si potrebbe scrivere un manuale di sceneggiatura. Magistrali. Io non so se questa è la migliore storia di Magico Vento uscita finora; ce ne sono altre che mi piacciono affettivamente di più; però so che da un punto di vista strettamente tecnico, questi due numeri sono di unabilità spaventosa. Intimamente legati, con il primo a preparare splendidamente il tourbillon del secondo, colpiscono per ricchezza di elementi e strategia narrativa, nonché, come già detto, per coerenza interna. Un teorema. Viene spiegato tutto, e a voler proprio fare i pignoli, cè un solo punto che convince un po meno: la morte di Wesley.

Immagine talmente realistica che mi ha bagnato il fumetto... (c) 2000 SBE
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Grisham ha appena ucciso sua moglie, è finito. Wesley ha dunque raggiunto il suo scopo, non ha bisogno di intervenire per fermarlo: e invece, Wesley si mette fra il drago e la sua ira, e da Iago mi diventa Polonio. Wesley doveva starsene buonino, che tanto Grisham era sconfitto, e invece fa l'eroe... Però il fatto che Manfredi faccia fuori i personaggi così è ricchezza, e' proprio il contrario che far rinascere zia May, se mi capite... Del resto Wesley ormai aveva svolto la sua funzione come personaggio, una volta noto il fatto che era lui il gran Kadosh, e la sua morte, inoltre, rende più inquietante il personaggio di Aiwass, e potrebbe approfondire psicologicamente di nuove motivazioni il personaggio di Norma. E allora anche questa morte pare inevitabile, narrativamente giusta. Altra chicca: Grisham viene incastrato con uno scandalo a sfondo sessuale; ora, è vero che noi disincantati lettori del Duemila sappiamo che per questo genere di cose non cadono più nemmeno i presidenti, però ritrovare unastuzia come quella di Poe e Carr in un fumetto, oltretutto ambientato nellAmerica puritana del secolo scorso, è una bella sorpresa che gratifica il mature reader.
Oltre a ciò, tra un po Manfredi ci racconterà le guerre indiane, ma sin da questo numero ci accenna qualcosa: la Volta abbandona Grisham per puntare su un giovane ufficiale più affidabile, il generale George Armstrong Custer... E le ghiandole salivarie del lettore non capiscono più niente, viene lacquolina già adesso solo ad immaginare cosa ci prepariamo a leggere, solo a questo piccolo cenno dellennesimo embricarsi di Storia e fantasia. Cè del marcio a Washington, e tra poco ce lo racconteranno... Voi fate quello che volete, ma io preparo la poltrona buona...
   
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Parlov - Frisenda
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Goran Parlov non è un disegnatore comune: possiede la registica capacità di far recitare i volti dei suoi personaggi; nel colorire espressioni, nel comunicare con il viso, nel cogliere il preciso istante significativo della mimica facciale, Parlov, forse, è il migliore; soltanto il suo Poe non è tra i più convincenti, ma gli altri volti sono assolutamente e intensamente comunicativi. E tutto questo gli riesce con uneconomia di tratti che ha dellincredibile: generalmente riesce ad illustrare qualsiasi tipo di sentimento presente su un volto concentrando la sua attenzione sulla parte alta del viso: occhi e fronte; ecco, Parlov è un mago perché fa parlare le fronti: tutto lì, in mezzo agli occhi mette una bocca.
 Volti parlanti - (c) 2000 SBE |
Unaltra grande abilità di Parlov è nel dipingere con i bianchi; difficile da spiegare, questa cosa, ma quella che può parere sintesi finanche eccessiva del tratto, sino al punto che qualcuno parla di pigrizia, a ben guardare è non solo precisa scelta stilistica, ma anche molto ricercata via artistica; in realtà ci sono occasioni in cui un disegnatore ci metterebbe di meno a raggiungere un immagine riuscita usando qualche linea in più, anche solo per creare uno sfondo. Riguardate invece la visione-ricordo di Ned, a partire da p. 50: lo spazio, che è quello della vasta prateria in cui si muove lesercito americano, è reso nelle sue dimensioni proprio dai bianchi, e non dai neri: riempisse di più quelle tavole, il buon Goran, e noi col cavolo che ci sentiremmo in una vasta pianura...
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Questa si chiama unentrata!
(c) 2000 SBE
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Non è bianco, quello che sta dietro le figure, non è assenza di sfondo: è cielo. Parlov disegna il cielo. Trae in inganno, spesso, questa tecnica: molti lettori trovano Parlov, come dire, avaro. A suo definitivo merito vogliamo segnalare la straordinaria leggibilità dei suoi disegni: si leggono senza accorgersene, senza fatica. Sono disegni che non urlano, che non si impongono sulla parola, sono discreti come un maggiordomo; nellepoca degli effetti speciali, amiamo Parlov anche solo per questo. Vi è la stessa abilità che hanno quegli attori che non si vede che stanno recitando. Credetemi, non è niente facile...
Solo che, con tutto il bene che si può dire di Parlov, il secondo numero di questa storia è disegnato da Pasquale Frisenda. E qui, significar per verba non si porìa... Di che cosa vogliamo parlare, dei volti? Della caratterizzazione dei personaggi e della gamma espressiva? O forse vogliamo parlare delle sue atmosfere? No? E allora che fare, criticare il suo chiaroscuro? La visionarietà? Ah, Ecco! Possiamo prendercela con la sua tecnica mista! Ma per favore. Io voto Frisenda miglior disegnatore Bonelli attualmente. Tutti compresi. E dico solo una cosa: signora Frisenda mamma di Pasquale, che tra laltro è un bravissimo ragazzo, grazie.
   
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Dopo tutti questi elogi, a parlar delle copertine non si hanno più aggettivi utili... Lho già usato stupende? Mah, forse sì, tra laltro non è neanche originalissimo, però a questo punto non me ne viene un altro... Un Ned crocifisso e virato seppia per il primo numero, e una setta schierata, incombente e manovrante per il secondo. Sì, stupende è anche poco...
Comunque, caro il mio paziente lettore che è arrivato fino a qui, uBC dovrebbe pagare il doppio le rece di MV (il doppio di niente è niente): cè troppa roba da scrivere!
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