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Sog. e
Sce. Gianfranco Manfredi
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Poe
Inviato dal suo giornale, giunge a Fort Lincoln per intervistare Custer, da tempo inattivo. Ma Custer si concede allintervista sub condicione: che Poe gli dia una mano a reperire informazioni sul furto di grano che danneggia la zona, profittando del suo essere giornalista, cioè ficcanaso. E, come spesso nella testata, Poe parte per la sua strada, e porta avanti parte dellavventura per conto suo. Astuto, attento, cerca informazioni confidenziali che siano di una qualche utilità per finire sulle tracce dei ladri speculatori. E non lo frega nessuno. Cioè, forse solo uno, un pochino... Forse Poe a Garrison inizialmente crede... Ad ogni modo rimedia in fretta, con labilità dialettica ma anche con la mitica derringer.
Intrigante, machiavellico, Brighella.
Custer
Il vero protagonista di questo album. Il ritratto che ne da Manfredi è affascinante. Questuomo non è un uomo, è un cretino; questo cretino non è un cretino, è un generale; questo generale non è un generale, è un colonnello. Sfaccettato e contraddittorio, il Custer di Manfredi è un individuo incapace di cogliere la differenza tra se stesso e Napoleone, per intenderci, incapace di sano distacco e corretta valutazione di se stesso e delle situazioni. Esattamente come al Big Horn. Ed esattamente come quasi tutti i capiufficio che abbiamo conosciuto nella nostra vita... E non sorprenda che Magico Vento in qualche modo gli sia amico: in fin dei conti Custer è lunico che ha lasciato vincere gli Indiani... Di fatto però questo Custer ricorda molto la sua parodia che leggevamo quando eravamo bambini: Il colonnello Custerbum e Piccolo Dente, per chi se li ricorda...
Ridicolo, arrogante. Capitan Fracassa (ma potevamo dire anche Gioppino...)
Pioggia-In-Faccia
Guerriero sioux, è accusato di aver ucciso un soldato e due civili. La situazione è tesa, e in realtà questo miles gloriosus è solo un millantatore. Non ha ucciso se non per errore, ma desidera vantarsi. Dico, si può essere più stupidi? Ma questo qui è il fratello scemo di Custer... Colui che non sa avvedersi delle conseguenze dei suoi gesti è un pericolo per se stesso e per gli altri, direbbe un saggio indiano. Dunque non lui...
Irresponsabile, sciocco. Arlecchino.
Magico Vento
Magico Vento è troppo avanti, rispetto a tutti gli altri protagonisti di questa storia: para il culo a Pioggia in Faccia, a Custer, e pure agli abitanti di Bismark; previene il rischio di una guerra indiana, sgama immediatamente il mentitore infido che si finge lavapiatti, supera in arguzia lo stesso Poe, che pure dovrebbe essere (ed è) la mente della coppia. E tutto senza risultare minimamente antipatico o tendente allonnipotente. Come dire che un Tex meno stupido di quello attuale potrebbe anche essere scritto, a dispetto dei tempi... Il ridimensionamento della figura delleroe che può tutto non nega la possibilità di esistenza alleroe che può tanto...
Unico, eroico. Capitan Spaventa.


Non si scherza... n.77 (c) 2003 SBE
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Dexter
Continua a piacerci molto questo ricomparire di personaggi anche minori già trovati in episodi precedenti. E il buon Dexter è tra i più divertenti. Morire che ne capisca una...
Bonaccione, gonzo. Dottor Balanzone.
Garrison
Il mentitore. Oddio, ci sono cattivi più rappresentativi, sicuramente... Ma questo, che è cattivo, lo capisce solo Magico Vento, e per un pochino inganna non solo Poe, ma noi con lui, naturalmente. In realtà, come tutti ben sappiamo, esistono uomini e quacquaraquà. Lui è un quacquaraquà...
Infame, ma innocuo, in definitiva. Pulcinella.
Tom Custer
Tra le comparse va segnalato almeno il nobile fratello del grande generale. Ma che pazienza ci vuole ad essere fratello di uno così? Ma neanche Abele, va... Esilaranti i siparietti: quando egli si rivolge al fratello con il titolo militare di generale, Autie lo esorta ad abbandonare le formalità, quando lo appella familiarmente, gli vien ricordata la differenza di grado. E per di più in questa storia il buon Tom si becca una infradiciata di pioggia da broncopolmo e un colpo in faccia da Ned. Okay, per finta, ma niente di simpatico lo stesso, a pensarci...
Stoico, ma un po sottomesso... Colombina.
  

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Biglia/Talami - Barbati/Di Vincenzo
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Circolare, circolare... Non cè nulla da vedere! Doppia coppia, per questo doppio albo. Ma serviva un tris, evidentemente... Degnissimo il lavoro di Biglia-Talami e di Barbati-Di Vincenzo, ma lasciando stare la solita domanda di fondo, sul perché far realizzare un albo da due disegnatori (al solito intuiamo problemi di tempo), e quindi fermo restando che molto probabilmente i quattro autori hanno lavorato contro il cronometro, limpressione che se ne ricava è che, come altre volte, da soli si lavora meglio. Sostanzialmente qua il lavoro è degnissimo, come detto, ma non cè nulla che ci sorprenda, che ci stupisca, che ci colpisca. Non cè niente da vedere. Okay, basta la storia da raccontare. E questa, in verità, in quattro la raccontano. Solo che noi siamo abituati a godere anche con gli occhi, su MV... E probabilmente il tempo ha fregato tutti quanti.

Almeno un po di spettacolo... (c) 2003 SBE
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Grande affresco globale, tantissima carne al fuoco, al punto che forse ci si perde un po via. Del resto, si coglie bene che lintenzione di Manfredi è quella di raccontare anche un fatto storico, e su questa esigenza narrativa risulta poi obiettivamente difficile mantenere il largo respiro dellavventura nuda e cruda. E dunque piuttosto che un narrare piano si ha inevitabilmente un procedere collinoso. Rimane al solito la consapevolezza che qualsiasi strada narrativa percorsa dallautore, il rispetto per il lettore è sommo, e lonestà del lavoro evidente.
Migliorano le copertine di Mastantuono, anche se il loro merito maggiore continuano a essere i colori, mentre ancora poco evocativa la figura delleroe, sempre piuttosto statica. Almeno fino al prossimo albo...
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