Apocalypse Now Redux
Scheda IT-NN-187-188
- Sara McBain
valutazione 84%
La sua presenza ci rimanda a una lunga trama sviluppata negli anni dalla sua prima apparizione (ne "L'abisso delle memorie", 1992) all'ultima in ordine di tempo ("L'ultimo addio", 2005), dove improvvisamente lei e Nathan si erano ricongiunti, ponendo fine con un abbraccio alla lacerazione del loro rapporto e il lungo periodo di separazione, finanche fisica, e di certo traumatica, che ne era seguito.
"Sara McBain" � il titolo del primo albo di questa storia doppia, ma c'� da dire che la bionda ex-procuratore si lascia un pi� mettere da parte dalle sue insicurezze, e il suo problema personale si riduce innanzitutto a una questione deontologica che la allontana spiritualmente da Nathan per un centinaio di pagine. Ritorneremo pi� avanti su di lei.
L'azione e l'attenzione si concentrano piuttosto su un gruppo di ragazzi speciali, i cosiddetti "figli dell'apocalisse" che danno il titolo al secondo albo.
Chi sono? Non soltanto i giovani "x-men" rincorsi dai soliti cattivi per tutta la storia, ma anche Nicholas Bates o la figlia di Sara, per altri aspetti. Le nuove generazioni insomma, che sono le prime vittime di un mondo abbrutito, perch� pessimamente generato da altrettanto pessimi genitori: da quelli irresponsabili (di Ben, di Kate) a quelli che cercano in una progenie solo una copia di se stessi (Neil Bates), fino addirittura a quelli che hanno il "complesso degli dei dell'olimpo" (la multinazionale) e costruiscono figli disinteressandosi della felicit�, chiedono solo venerazione ma al contempo li trattano in modo arbitrario e dispotico.
Medda costruisce un interessantissimo gioco di specchi dove la "trama vera" � in realt� un pretesto per parlare di pedagogia: tutto il mondo e i suoi malanni riescono a rientrare in un discorso sui genitori ed i loro figli (naturalmente la parte dei bravi genitori nella geometria del racconto spetter� a Nathan e Sara).
E' sempre la fine del mondo
Sembra che la dimensione della coppia Nathan-Sara sia grossomodo risolta, che i due abbiano lasciato qualcosa di importante alle loro spalle visto che "Dopo l'apocalisse" (n.162-164) il senatore Sawyer � morto e con lui, simmbolicamente, � venuto meno l'Ostacolo, ossia la loro immaturit�, tutti gli errori passati e in un certo qual modo anche la loro giovinezza.Da persone mature i due possono quindi proporsi come coppia genitoriale e aiutare le nuove generazioni che vivono su di se l'angoscia della propria adolescenza (dal latino "adolescere", crescere), in pratica una nuova Apocalisse.
Ma se Nathan impersona il ruolo dell'eroe nel modo pi� "classico", ossia risolvendo un'indagine e uscendo vincitore in una serie di sparatorie, pur lasciando percepire nei suoi dialoghi che � un uomo buono e che di lui ci si pu� fidare, la situazione che Sara si trova di fronte � completamente diversa, dovendo infatti far fronte ad un delicato problema di deontologia professionale che risolver�, per farla breve, anteponendo la sua coscienza di madre a quella (disumanizzante) di professionista.
Da persone mature (Nathan e Sara) possono proporsi come coppia genitoriale e aiutare le nuove generazioni che vivono su di se l'angoscia della propria adolescenza...
Fare un passo avanti
Il lettore rischia di essere indotto a dubitare di Sara perch� lei, in termini narrativi, impiega molto tempo prima di risolversi a fare la cosa "giusta".Medda dal canto suo conosce molto bene il suo personaggio, perch� lo ha creato e sempre meravigliosamente scritto, e si ricorda perci� di quanto lei sia insicura: � in fondo la stessa Sara che in "Una canzone per Sara", a lei completamente dedicata, si ritraeva e nascondeva il suo corpo per tutto il tempo, non riuscendo cos� ad afferrare la felicit� che sembrava esserle regalata.
Sara � ancora la stessa donna e conserva ancora quelle difficolt� relazionali che una vita blindata le ha trasmesso, ma ora � in grado di fare un passo avanti.
Lascia da parte quelle insicurezze che nella forma della sua professionalit� in altri momenti la avevano bloccata e riesce ad agire per il meglio, e Nathan pu� entrare in questa sua "sfera", quando prima veniva lasciato chiuso fuori.
E significativamente, alla fine della storia, riceve anche una sorta di chiamata-premio da parte della figlia estraniata, forse perch� i bravi genitori permettorno al mondo di andare avanti.
Oblomov
C'� invece chi resta fermo.Una sottorama molto interessante � quella dell'ipotetica vendetta della B.Yonder. Tutta la storia, nelle sue primissime pagine, si annuncia come la realizzazione di questa vendetta, ma poi qualcosa si inceppa.
Succede che Nicholas Bates, clone/figlio di Neil Bates, non riesce a decidersi e rimane per gran parte del tempo a ponderare cosa dovrebbe fare, senza poi davvero determinarsi a farlo.
Nicholas crede di soffrire della sindrome di Oblomov, ma non � vero, perch� tale malattia risulta essere una finzione, introdotta ad arte per mascherare una normale abulia adolescenziale: un rifiuto inconscio di relazionarsi al mondo dei padri.
Nel mondo cinico che Medda racconta, le industrie farmaceutiche l'hanno inventata, e presentata come sindrome, solo per vendere i loro medicinali. Nicholas scopre l'inganno e improvvisamente si sveglia dalla sua abulia, decide di incamminarsi sulla strada giusta, ma dopo sar� fermato dai suoi stessi creatori della B.Yonder, che in pratica lo priveranno di ogni prospettiva ideale, lo svuoteranno di nuovo: lo oblomov.
Maschere vuote
Medda prova anche a coinvolgerci nel complicato maneggio politico dei suoi personaggi, un intreccio apparentemente noioso in se stesso ma proprio attraverso di esso, tra tanti nomi e complicazioni, osserviamo come a muovere le fila della malvagia organizzazione sia solo una nidiata di spettri: una serie di maschere vuote.E di Medda apprezziamo il forte senso morale: egli � in grado come pochi di restituire l'idea che nel nostro mondo/nel mondo di Nathan ci sia effettivamente qualcosa di corrotto, di sporco, di marcio.
E l'altro volto di una realt� siffatta sono le parole dure di Nathan o Branko, mosse dalla ripugnanza e dalla rabbia, espresse con un linguaggio che sembra appartenere pi� propriamente al tipico frasario ruvido di Tex Willer.
La storia raccontata � molto interessante dal punto di vista tematico e di certo � ben triste. In termini di scrittura si tratta di un lavoro notevolissimo.
Sui disegni e nel complesso
Necessariamente poche parole da spendere sugli stupendi disegni di De Angelis. Tratto pulito, deciso e perfettamente definito, personaggi tutti ben caratterizzati e sempre espressivi. Scorrere le pagine � una gioia per gli occhi.
Volendo formulare un giudizio complessivo: si tratta di un bel lavoro, forse appena un gradino al di sotto di altri lavori di Medda ma comunque un'ottima prova, coadiuvata da un De Angelis in forma strepitosa.
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