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Due vecchi amici d'infanzia tornano sulla
strada di Nathan Never e una
vecchia storia irrisolta riemerge...
Una faccenda da mettere a fuoco
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Medda torna a regalarci un numero di Nathan Never incentrato sulle persone. In "Flashpoint" ci sono diversi personaggi degni di nota, caratterizzati con cura, primo fra tutti il protagonista: Bodhi Feuer. Probabilmente Medda risulta (inevitabilmente?) un po' di maniera nel raccontare il mito dell'infanzia perduta, i tre amiconi che si sfidano a chi sale pi� in alto, ecc... comunque riesce a restituire ai "racconti del giovane Nathan" una certa dimensione se facciamo il confronto con gli ultimi tentativi di Vigna in questa direzione (la lunga sequenza estiva di storie giovanili si era interrotta in al98 "Il ragazzo che scopr� l'universo").
In ogni caso il risultato complessivo della storia � armonioso pur essendo vario: la trama � molto densa con la narrazione che alterna presente e passato, tra incendi, giochi dei bambini, Hadija, la sfida, Spartacus, il chimico... A volte si ha l'impressione che qualche meccanismo non giri proprio a puntino (soprattutto la storia del binocolo) ma l'uso che Medda fa dell'autocombustione riesce ad affascinare il lettore. Sebbene sul fondo si senta sempre un retrogusto di "costruito", pian piano il racconto coinvolge il lettore, e se ci si lascia trasportare risulta molto bello anche il finale in cui, per un attimo, anche il lettore "vede" l'unicorno.
Guido Masala ci regala un lavoro davvero egregio sugli sfondi naturalistici della incontaminata Gadalas dell'infanzia di Nathan. Sicuramente da ricordare la tavola a pag.23 (riportata sopra), la sequenza alle pag.43-47 e tutto il finale alle pag.90-98.
Masala ha un tratto molto personale, particolareggiato, con influenze orientali. L'unico punto debole � probabilmente nella resa espressiva dei volti dei personaggi e qualche errore nelle proporzioni che fa sembrare in qualche caso i personaggi dei "pupazzetti" (ad esempio pag.41). Nel complesso la prova � comunque molto positiva e sicuramente superiore rispetto al 73 "Un mondo di robot" da lui disegnato nel 1997. Bella copertina e bella storia. All'albo manca qualcosa per andare sopra il 90% ma resta una delle migliori storie degli ultimi tempi.
E a ben guardare, nelle migliori storie dell'ultimo anno troviamo
sempre Medda dietro le quinte (di indubbio valore sono
102 "Una canzone per Sara"
e 111 "Le belve").
Storie in cui a fare la differenza � la caratterizzazione dei personaggi
proposti (pieni di problemi) e non certo il ruolo di primo piano svolto da Nathan
o le particolari trovate fantascientifiche (presenti ma solitamente solo di contorno).
L'essenza del Nathan che funziona.
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