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La morte di un famoso produttore televisivo mette in discussione
gli equilibri di potere all'interno del "network".
Intanto un assassino shakespeariano colpisce senza piet�
ispirandosi alle piaghe bibliche...
Il peggio della Tv
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In questa storia Bepi Vigna inanella un susseguirsi di prevedibili omicidi e ad elevare lo spessore della trama non sono certo i richiami a Shakespeare o il killer copycat (che in questo caso rielabora le piaghe bibiliche). La storia, verbosa e noiosa, scivola via senza lasciare segno. Inutile il colpo di scena finale che manca di adeguato climax.
Nathan si muove ai margini della vicenda, quasi come uno spettatore. E rimane indietro rispetto al lettore rimediando una pessima figura come investigatore (vedi scheda).
Appena sufficiente questa prova di Tofanetti, sottotono rispetto ad altre storie. Molte le scene buie ed impastate, la regia � sempre piatta. Abbastanza esitante l'interpretazione dei numerosi Agenti Alfa che fanno una comparsata, Nathan addirittura sembra un po' ingrassato. Sfortunate le scelte della copertina sia per impostazione che per la colorazione.
Sensazione del lettore dopo aver girato l'ultima pagina dell'albo:
"Ol�, anche il n.121 di Nathan � andato".
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