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Alla fine l'unico vero difetto di questa doppia storia sta nella parsimonia con la quale
dispensa colpi di scena e fuochi d'artificio. Quello che doveva essere il primo atto
della guerra tra la Terra e le Stazioni orbitanti si risolve infatti in un'atipica
avventura sospesa tra lo spionaggio e la fantapolitica. La guerra, quella vera, � rimandata:
al lettore vengono per ora riservate solo alcune scaramucce stellari.
Vietti ha un compito non facile: da una parte deve, nell'arco di 188 pagine, inventarsi un contesto bellico i cui nodi principali, dopo essere stati accennati nei primi anni della serie, non erano mai stati n� sviluppati, n� ribaditi. Vietti � quindi costretto a gettare nella mischia
una caterva di nuovi personaggi, di nuovi soggetti economici e sociali e di nuovi scenari sia bellici che governativi. Inutile sottolineare la difficolt� per l'autore di rendere digeribile al lettore un insieme cos� articolato di situazioni a lui nuove: l'estrema verbosit� e complessit� di questa storia � figlia proprio della necessit� di inventarsi, quasi da zero e nello spazio di poche pagine, le condizioni per potere in seguito scatenare una guerra che, sembra, cambier� Nathan Never, come uomo e come testata, in maniera radicale.

Brividi di guerra... di Jacomelli (c) 2002 SBE
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Tuttavia Nathan Never � prima di tutto un fumetto di avventura: da qui l'imprescindibile esigenza di costruire una storia che facesse da cornice alle indispensabili chiacchiere esplicative dei personaggi. Vietti imbastisce una complessa spy story, i cui risvolti toccano molti punti interessanti: scendono infatti in campo vecchi personaggi, come il procuratore Galya, e new entry come Mr. Alfa e Logan; vengono toccati argomenti come quello delle serre idroponiche e dei Grigi; infine, ultimo ma non meno importante, si combatte veramente, sebbene per poche pagine.
Insomma, per la prima volta dalla fine della saga Alfa, abbiamo la possibilit� di apprezzare la profondit� dell'intreccio, con tutte le sue sottotrame che cominciano a intersercarsi e completarsi vicendevolmente. E, cosa pi� importante, finalmente ne cogliamo anche qualche frutto. Un po' acerbo, forse, ma la soddisfazione � quella del bambino che coglie la prima ciliegia della stagione.
Il Vietti che pi� ci piace rimane tuttavia quello che scrive storie di azione: i brevi assaggi che qui ci regala sono ottimi, realizzati in puro stile action movie hollywoodiano. Buono l'esordio, con l'attacco a sorpresa di Little Round Top, che ci presenta la classica situazione di quotidianit� militare spezzata dall'improvviso attacco nemico. Ma ancora migliore � la sequenza dello scontro tra le flotte spaziali: Vietti ricrea perfettamente lo stato di tensione estrema dei personaggi, i cui stati d'animo sono turbati non solo dalla paura, ma anche da dubbi morali. Fenomenale poi � il cliffhanger che chiude il primo albo, capace di ridestare l'attenzione e l'attesa del lettore, dopo una prima ottantina di pagine piuttosto soporifere.
Da notare la posizione pi� che defilata di Nathan, che si riprende la scena solo per una quarantina di pagine nel secondo albo. I veri protagonisti della storia sono infatti Solomon Darver e il procutarore Galya, sempre al centro della vicenda (com'� giusto e naturale che sia). Ci preoccupa un po' tuttavia questo defilarsi di Nathan: se � vero che in sua assenza si guadagna in coralit� (molti personaggi hanno pi� spazio per essere approfonditi), bisogna anche ricordare che il musone � il tramite attraverso il quale il lettore si cala nelle sue avventure. Se non scattano l'identificazione e l'empatia, il fruitore della storia si trova in una posizione troppo distaccata per potere veramente appassionarsi a ci� che legge. Una regola d'oro che sar� bene tenere a mente quando ci ritroveremo nel mezzo della vera e propria guerra con le Colonie.
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La misteriosa Logan
disegni di Jacomelli (c) 2002 SBE
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Molto, molto bene i disegni di Jacomelli, migliorato tantissimo negli ultimi anni. Il suo segno ormai raggiunge spesso la qualit� di quello di De Angelis, del quale tuttavia non ha ancora la costanza. Grande lavoro sui volti, assai plastici e espressivi: ci piacciono soprattutto Nathan e Darver. Interessante anche il lavoro di ricerca tecnologica: sono ben fatti gli interni delle astronavi, i flyer, le armi, i visori e gli ambienti militari. Qualche vignetta tuttavia non � proprio all'altezza del resto: a volte per l'uso eccessivo di retini, che stacca eccessivamente all'interno della tavola, a volte per qualche volto un po' tirato via, specie nel secondo piano. Imprecisioni facilmente correggibili, che indicano anche gli ulteriori progressi che Jacomelli pu� compiere.
Le copertine di De Angelis, pur realizzate bene, poco colgono dello spirito della storia. Per concludere, una storia piuttosto verbosa e forse un po' noiosa, ma nel complesso riuscita: Vietti, a nostro parere, � stato assai bravo a creare praticamente dal nulla le condizioni per una guerra Terra-Colonie. L'artificio si vede, indubbiamente, ma non ci sentiamo di fargliene una colpa. Piuttosto, bisognerebbe prendersela con chi ha programmato cos� sconsideratamente i passi che hanno portato a questa storia: non era il caso di introdurre un po' alla volta i personaggi e le tematiche nei vari albi, invece di riversarli tutti in un sol colpo?
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