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" Vita artificiale"

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I.K.E. e Lynn

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I.K.E. � un robot killer dotato di un cervello bio-elettronico con un piccolo bug: sar� proprio questa caratteristica a condizionare la sua vita e a fargli scoprire che oltre la morte c'� un bene ben pi� prezioso.

O' robbot 'nnammurato!
recensione di Mauro Dollari



TESTI
Sog. e Sce. Alberto Ostini    

In questa nuova avventura, Nathan � alle prese con un caso pi� unico che raro: un killer robot-uomo che lascia tracce femminili. L'idea � estremamente originale, tuttavia c'� un particolare che lascia perplessi e vagamente sospettosi. Perplessi perch� le indagini svolte dal nostro agente si basano essenzialmente su reperti "avventatamente" lasciati dal perfetto killer, e cio� le evidentissime tracce di DNA femminile che I.K.E. sparpaglia qua e l� nel corso dell'avventura. Sospettosi perch� il tutto finisce con l'apparire una forzatura per condurre a termine un indagine alla quale altrimenti non vi sarebbe stata soluzione. Ma a parte questo, affascina la figura del robot killer, quanto di pi� perfetto si possa trovare nel mondo di Nathan grazie all'idea che sta alla base del suo concepimento: l'uso illegale di un cervello bio-elettronico, contrapposto al normale cervello positronico, usato per gli androidi dell'universo neveriano.

(16k)
I.K.E. e Lynn, disegno di Mandanici
(c) 2002 SBE
   
 
Ma trasponendo queste riflessioni sulla sceneggiatura, comunque ben articolata, si potrebbe anche avere l'impressione che Ostini abbia voluto dare un significato a quanto accade: sembrerebbe quasi che I.K.E. voglia inconsciamente farsi catturare o almeno farsi fermare da qualcuno. E allora ecco spuntare i vari "pezzi" del robot: un capello nell'appartamento della prima vittima e due frammenti di pelle, uno sotto le unghie di un cadavere all'interno di una setta cinese e l'altro sul portaombrelli di un consulente finanziario, ucciso anch'egli dal killer.

Figura centrale della storia � Lynn: la ragazza che I.K.E. conosce, � infatti una donna veramente speciale, almeno per un robot, non tanto per noi esseri umani. Lynn ha la particolarit� di conservare una vita nel suo grembo e questo stravolge completamente le percezioni che il robot ha della vita e di un sentimento fruibile unicamente dagli esseri viventi, l'amore.

Una storia poetica, quindi, e molto semplice, il cui protagonista ricorda nelle emozioni Andrew Martin, il Robot NDR-113 di Silverberg e Asimov, che voleva diventare umano nell'omonimo romanzo. Ed entrambi terminano di esistere dopo aver raggiunto il loro sogno: Martin l'umanit� e I.K.E. la consapevolezza dell'esistenza dell'amore.



DISEGNI
Patrizia Mandanici    

Buona la prova di Patrizia Mandanici. Abbastanza continua nel tratto e sufficientemente preparata nel rappresentare la tecnologia: d'altronde con i suoi precedenti in Legs Weaver e in Gregory Hunter, non potevamo aspettarci altro.

E' inoltre una piacevole sorpresa vederla maturare rapidamente e sapersi adattare alla storia, anche se in alcune (pochissime) circostanze, i suoi personaggi sembrano un po' troppo statici. Caratteristica che comunque non pregiudica in nessun modo la godibilit� dei suoi disegni.

Come non sottolineare, infine, che per la prima volta nella storia della serie regolare di Nathan Never, una donna (finalmente, diciamo noi) impugna la matita e realizza un albo.



GLOBALE
 

Il giudizio globale di questo numero scaturisce sia dalle perplessit� che ci hanno accompagnato riguardo lo svolgimento delle indagini, sia dalla scontata tristezza romantica che avvolge l'intera storia, con tanto di inevitabile finale amaro. E' vero che I.K.E. sarebbe pur sempre rimasto una minaccia, ma arrivare al punto di renderlo del tutto inoperativo contribuisce a mettere altro carbone sul dolente fuoco dell'amarezza della storia. E poi, dopo tanto dire sulle coppie di genitori "impossibili" dei nostri giorni, perch� non dare un padre (ebbene si, robot!) anche al futuro figlio di Lynn?

Allineandosi alla tristezza generale che permea l'albo, Roberto De Angelis realizza una copertina molto malinconica, con un Nathan dallo sguardo vacuo: egli d� l'impressione di colui che sta prendendo una decisione grave, sicuramente a svantaggio di qualcuno a cui tiene molto.
 

 


 
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