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Sembrava che la qualit� media delle storie di Nathan Never fosse riuscita a raggiungere un buon livello
e, leggendo l'editoriale di questo nuovo albo in cui si dichiara l'ispirazione al romanzo giallo
"Una dolce eternit�", era confermata la speranza di trovare una nuova vicenda intrigante.
Invece ci ritroviamo a dover parlare di un'improvvisa ed inaspettata battuta d'arresto.
Un intreccio inesistente e piuttosto deludente fa da sfondo ad una serie di fatti di cui sinceramente
non si capisce l'utilit�: episodi di violenza gratuiti, vaghi accenni a vicende antecedenti su cui Piani
non scende in dettaglio, il comportamento dei personaggi piuttosto banale e scontato sono tutti gli ingredienti di un albo che ci ha lasciato alquanto interdetti. Nessun protagonista dimostra di avere "smalto": i dialoghi smozzicati, seppur originali nel modo in cui vengono proposti, non riescono ad affrontare in maniera adeguata alcuni temi che forse dovevano essere maggiormente approfonditi per caratterizzare meglio le diverse personalit�.

Ancora ragazzini morti disegni di Bastianoni (c) 2003 SBE
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Nathan stesso � irriconoscibile: l'avevamo visto nei numeri precedenti farsi carico
dei problemi di gente che neanche conosceva e lo ritroviamo ora che si affretta
ad acquistare un libro, mentre gli stanno parlando dell'omicidio di due ragazzini.
Una figura evanescente che non prende parte all'azione, se non per dovute forzature dell'autore:
basti pensare al basso stratagemma usato da Piani per far "scorgere" a Branko
le lettere di Sean Condrick.
E' un peccato vedere come il personaggio di Nathan sia ormai entrato nella spirale
di un "multiverso" in cui ogni sceneggiatore della serie lo interpreta a modo suo:
se � vero in piccola misura questo accadeva anche in passato, ormai Nathan (e la serie) non hanno
pi� una personalit� e questo comporta alti e bassi disastrosi che spesso disorientano
il lettore attento e lasciano insensibile quello occasionale.
In ogni caso il tema della droga sulle stazioni orbitanti poteva essere sfruttato
per una storia pi� coinvolgente e, come spesso � accaduto di recente,
si ha l'impressione che anche questa storia sia solo una specie di antipasto
ad un successivo sviluppo narrativo. Speriamo solo che questo qualcosa arrivi e al pi� presto,
visto che continuare a gettare troppi ami rischierebbe di intrecciare troppe lenze in un lago senza pesci.
Sottotono l'apporto di Francesco Bastianoni: sempre attento ai particolari
ma molto spesso viziato da imperfezioni di prospettiva. Da ricordare,
in negativo, l'auto di pag.46. Anche la dinamica
e l'espressivit� dei personaggi � spesso problematica.
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