ubcfumetti.com
Indice del SitoNovit� !Cerca nel SitoScrivi a uBC
MagazineRecensioni




" Alta velocit�"

In questa pagina:
Testi
Disegni
Globale


Pagine correlate:

Ma come si chiamano i figli di Speedy Gonzales?

Concerto per due cuori e bang sonico.
recensione di Oscar Tamburis



TESTI
Sog. e Sce. Pasquale Ruju
   

Un ben noto adagio cita: "Squadra che vince non si cambia". In questo caso � pi� esatto pensare ad una squadra che corre, dato che stavolta i Lone Runner sono due. Ma andiamo con ordine.

Fin dalla storia doppia dei numeri 127/128 era lecito aspettarsi, da parte di Ruju, ulteriori sviluppi nelle vicende legate all'ormai noto Salomon Wolface, nonch� ora anche alla sua grande-piccola figlia Alice. E la storia � puntualmente arrivata, confermando, nel bene e nel male, tutte le previsioni maturate nell'attesa.

Da un lato, infatti, fa sempre piacere, in qualit� di lettori, ritrovare alcuni personaggi che avevano affiancato il protagonista in una sua passata avventura. Ritrovarli significa diventare partecipi dei loro cambiamenti, dell'evoluzione dei loro caratteri; ritrovarli significa quindi anche scoprire alcuni loro aspetti che in precedenza l'autore non aveva avuto l'opportunit� di mostrare, e cos� via.

D'altra parte c'� per� il rischio di cadere in una specie di loop narrativo: se i personaggi sono sempre quelli, le storie nelle quali compaiono finiranno per rifarsi sempre a questa o a quella variante di un modello abbastanza definito. A tutto questo va aggiunto che, se gi� un seguito mette in evidenza entrambi gli aspetti ora descritti, in una terza avventura l'ago della bilancia tende a dirigersi con maggior probabilit� verso i cosiddetti - per cos� dire - "punti di debolezza". Vediamo perch�.

Alice, dopo essere andata a vivere con il nonno a Big Lake, decide di tornare in citt� con la bella mutata Gwen. Contemporaneamente ricompare la Lux Limited, che intende servirsi di nuovo della giovane Lone Runner come macchina da guerra.

E poi? Poi basta. O quantomeno, rimane poco da aggiungere. Le figure principali erano in pratica gi� state presentate in passato, e se ad esempio il dottor Monroe non era pi� "utilizzabile" (in quanto morto alla fine del precedente episodio), pu� ora tutt'al pi� entrare in scena il grande capo della Lux Limited, che da' cos� all'autore l'opportunit� di fare il dovuto riferimento all'attuale situazione di tensione tra la Terra e le stazioni orbitanti. Nulla pi� di un paio di pagine, per�, giusto per rientrare nelle linee generali dell'universo neveriano degli ultimi tempi. Ancora, non si fa fatica a risalire, per il rapimento di Gwen, alla figura di Oliver de Vitt ed alla sua passione per le mutate. E l'elenco potrebbe continuare, da Danny che aveva sposato la causa di difendere Alice, al satellite Genesis II, ricostruito nei bassifondi della Citt� cos� come era nella spazio. Come si dice, era una questione di tempo (o di pagine, se si preferisce) prima di mettere al suo posto ogni tassello del mosaico e chiudere cos� il gi� citato loop narrativo.

O forse no? Come poteva una storia sulla figlia di Wolface concludersi senza che entrasse in scena proprio Wolface, qui in veste lapalissiana di deus ex machina? Ed infatti anche lui assolve il suo compito, fino in fondo: il tassello finale da collocare nell'affresco generale era appunto quello del ricongiungimento tra padre e figlia, cosa che in teoria potrebbe addirittura lasciare la porta aperta ad una loro futura rentr�e.

Che cosa rimane, allora? Una storia di onesto "manierismo" nella quale Ruju ha mostrato la sua bravura nel dosare elementi gi� visti, secondo una composizione ancora una volta diversa. Per il resto c'� poco da dire: giocando "in casa" con personaggi da lui creati, non vi � nulla da eccepire su dialoghi e ritmo. Volendo proprio fare un'osservazione, alcune sequenze appaiono un po' "condensate": forse la storia avrebbe avuto bisogno di ben pi� delle canoniche 94 pagine per essere raccontata al meglio, ma la carne al fuoco tuttavia non era tanta da giustificare una storia doppia. In fondo, perci�, il risultato accontenta un po' tutti, dai lettori ai due Runner, adesso finalmente non pi� cos� Lone, solitari.



DISEGNI
Stefano Casini    

Il tratto "sporco" di Casini � una garanzia. Anche qui, si tratta di personaggi da lui gi� disegnati, per cui la mano � naturalmente sicura. Le fisionomie sono in generale ben rispettate (fatta salva una Legs dal naso un po' pronunciato, a pag.79), cos� come la cura delle diverse ambientazioni e la scelta delle inquadrature (ben resa, ad es., la dinamica dell'incidente a pag.49). La sequenza dell'incubo di Alice (pag.23-28) permette inoltre di recuperare alcuni dei principali frammenti della precedente avventura, e c'� da dire stavolta che finalmente le dimensioni del Thor 14 sono giustamente mastodontiche rispetto a tutto il resto - visto che l'altra volta era stato disegnato come una specie di "ragnone" di poco pi� grande rispetto ad una normale camionetta :-).
Nel complesso, quindi, una buona prova.



GLOBALE
 

E' una bella storia, questa, nulla da dire. Peccato che soffra, come detto, del complesso del sequel, la cui influenza sembra essere direttamente proporzionale al numero dei seguiti e tende a non far lievitare pi� di tanto il giudizio globale. Anche lo stesso titolo � decisamente poco originale, incapace di destare come si deve la curiosit� del lettore.

La copertina di De Angelis riprende in maniera smaccata quella del numero 57, "Thor 14", disegnata da Claudio Castellini; il confronto per� � nettamente a favore di quest'ultimo.

Un albo che probabilmente "chiude" una trilogia, e come tale incentrato prevalentemente sullo scioglimento delle diverse tematiche affrontate nel corso delle precedenti avventure. Questo per� non impedisce di regalare al lettore una storia in fin dei conti gradevole.

Vedere anche la scheda della storia
 

 


 
(c) 1996 uBC all right reserved worldwide
Top
https://ubcfumetti.magazineubcfumetti.com §