|
|
||
| ||||||||
|
Le macerie sono piaghe insanguinate di una catastrofe. Ma cosa si nasconde dietro le macerie?
Adolescenti "irrequieti"
|
|
Un nuovo capitolo nell'imponente piano di ricostruzione dell'universo neveriano (da intendersi non solo in chiave metaforica, ma anche come riferimento al "restyling" della testata), in cui il lettore sta apprendendo le molteplici sfaccettature maturate all'interno di una realt� sventrata dalla catastrofe della guerra. Un percorso per certi versi obbligato: dall'emblematico quanto funesto slogan "C'� una crepa in ogni cosa", che impregna persone e cose in un unico, necessario, abbraccio, fino all'organizzazione della rete dei trasporti fluviali, o dei sistemi di passerelle tra gli edifici ancora in piedi. Un percorso ovviamente articolato in una serie di tappe in un primo tempo a s� stanti, fintantoch� i diversi fili non troveranno precise - quantunque imprevedibili - modalit� per riallacciarsi. Ma stiamo andando troppo in l�.
E'allora da sottolineare subito come questa storia doppia firmata da Alberto Ostini abbia il merito di aver reso al meglio, a tutt'oggi, la oramai tangibile sensazione di ricostruzione di quella che, a tutti gli effetti, appare come una sterminata ragnatela di equilibri, umani e non solo (Naturalmente, dal novero viene esclusa la tripla di Medda, che ha avuto l'onore e l'onere di affrontare - magistralmente - il cammino di ricostruzione dell' "Uomo" Nathan Never, prima ancora che della sua citt�). Un tragico disastro aereo. Un nuovo stadio nel cammino evolutivo dell'uomo. Un potere incontrollato, indesiderato, che punisce chi ne ha avuto dono privandolo di ogni frammento di normalit�. Una realt�, ben lontana dagli "effetti del buon governo", lasciata (come purtroppo spesso accade) nelle mani impreparate di ragazzi che possono solo domandare, e domandarsi: "Perch�?"
Ovviamente, l'elenco delle impressioni potrebbe continuare. Preme per� far risaltare le impressioni di un agente speciale, che si aggira tra queste macerie alla ricerca di una risposta concreta alle sue non poche domande, tra le ipocrisie di pseudo-sette in cerca di denaro, e gli sporchi giochi di organizzazioni fuori da controlli governativi.
Una storia, si diceva. Uno dei tanti tasselli di un mosaico che si svilupper� nel tempo, ma un tassello finalmente ben incastonato, ed in parte anche grazie ai disegni di un Andrea Bormida in apparenza non al massimo della forma. Il suo tratto, infatti, non � volutamente "fantascientifico", n� magari ansioso di esaurirsi nella resa di macchinari o scenografie futuribili.
E' uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo (e con soddisfacenti risultati, vale la pena di dirlo).
Vedere anche la scheda della storia
|
|