ubcfumetti.com
Indice del SitoNovit� !Cerca nel SitoScrivi a uBC
MagazineRecensioni




" City gangs"

TESTI
Alberto Ostini
DISEGNI
Andrea Bormida

Macerie

Pagine correlate:

Le macerie sono piaghe insanguinate di una catastrofe.
Ma cosa si nasconde dietro le macerie?

Adolescenti "irrequieti"
recensione di Oscar Tamburis

Un nuovo capitolo nell'imponente piano di ricostruzione dell'universo neveriano (da intendersi non solo in chiave metaforica, ma anche come riferimento al "restyling" della testata), in cui il lettore sta apprendendo le molteplici sfaccettature maturate all'interno di una realt� sventrata dalla catastrofe della guerra.
Un percorso per certi versi obbligato: dall'emblematico quanto funesto slogan "C'� una crepa in ogni cosa", che impregna persone e cose in un unico, necessario, abbraccio, fino all'organizzazione della rete dei trasporti fluviali, o dei sistemi di passerelle tra gli edifici ancora in piedi.
Un percorso ovviamente articolato in una serie di tappe in un primo tempo a s� stanti, fintantoch� i diversi fili non troveranno precise - quantunque imprevedibili - modalit� per riallacciarsi. Ma stiamo andando troppo in l�.

E'allora da sottolineare subito come questa storia doppia firmata da Alberto Ostini abbia il merito di aver reso al meglio, a tutt'oggi, la oramai tangibile sensazione di ricostruzione di quella che, a tutti gli effetti, appare come una sterminata ragnatela di equilibri, umani e non solo (Naturalmente, dal novero viene esclusa la tripla di Medda, che ha avuto l'onore e l'onere di affrontare - magistralmente - il cammino di ricostruzione dell' "Uomo" Nathan Never, prima ancora che della sua citt�).
Molteplici sono gli elementi che si fondono in una trama variegata e ben articolata, in cui si riscopre anche quel vago retrogusto "bladerunneriano", vale a dire la capacit� di insinuarsi nelle pieghe della Citt� e di chi vi abita, di mostrarne ferite e cicatrici, tumori ed epidemie, ma anche tanti sforzi di guarigione: da questo punto la sensibilit� dell'autore mostra un netto passo in avanti rispetto alla sua pur buona "L'anima della citt�" (NN117).

Un tragico disastro aereo. Un nuovo stadio nel cammino evolutivo dell'uomo. Un potere incontrollato, indesiderato, che punisce chi ne ha avuto dono privandolo di ogni frammento di normalit�. Una realt�, ben lontana dagli "effetti del buon governo", lasciata (come purtroppo spesso accade) nelle mani impreparate di ragazzi che possono solo domandare, e domandarsi: "Perch�?"

"Un potere [...] che punisce chi ne ha avuto dono privandolo di ogni frammento di normalit�."    

Ovviamente, l'elenco delle impressioni potrebbe continuare. Preme per� far risaltare le impressioni di un agente speciale, che si aggira tra queste macerie alla ricerca di una risposta concreta alle sue non poche domande, tra le ipocrisie di pseudo-sette in cerca di denaro, e gli sporchi giochi di organizzazioni fuori da controlli governativi.
Impressioni rese in maniera mai banale, e che permettono un coinvolgimento emotivo reale da parte del lettore durante lo sviluppo dell'indagine, orchestrata d'altronde in maniera quantomai realistica e coerente (si pensi ad esempio all'analisi dei resti dello shuttle schiantato, effettuata dall'ingegnere a colloquio con Nathan nella sequenza delle pag.49-55 nel n.170).
Impressioni che per una volta non si limitano a contemplare lo spettacolo delle macerie della Citt�, ma che indugiano su chi tra quelle macerie ha imparato a crescere, su quei Tecnopati che danno il nome a questa storia, sulle loro vite, le loro scelte, le loro storie - ed in questo Ostini dimostra di saper gestire al meglio l'equilibrio tra personaggi "suoi" (Igor McNally) e quelli "ereditati" da altri autori (i giovani hackers che avevano aiutato Sigmund durante la guerra e che sono divenuti dei tecnopati).

Una storia, si diceva. Uno dei tanti tasselli di un mosaico che si svilupper� nel tempo, ma un tassello finalmente ben incastonato, ed in parte anche grazie ai disegni di un Andrea Bormida in apparenza non al massimo della forma. Il suo tratto, infatti, non � volutamente "fantascientifico", n� magari ansioso di esaurirsi nella resa di macchinari o scenografie futuribili.
E' un linguaggio fatto di volti, di espressioni forse scarne e non sempre stilisticamente uniformi, purtuttavia in grado di comunicare l'impalpabilit� delle emozioni, il senso di impotenza di fronte alle macerie (ancora una volta).

(16k)
Macerie
disegno di Andrea Bormida (c) 2005 SBE

Il buon vecchio Nathan di un tempo? No, oggettivamente non sarebbe pi� possibile. Traspare per� la volont� (oltre che la capacit�) di svecchiarlo da clich� ormai stantii, ma soprattutto di non crearne di nuovi.
E' uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo (e con soddisfacenti risultati, vale la pena di dirlo).

Vedere anche la scheda della storia
 

 


 
(c) 1996 uBC all right reserved worldwide
Top
https://ubcfumetti.magazineubcfumetti.com §