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Chi ha incastrato Andy Havilland?
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L'esordio di Piani � ripetitivo: sembra che l'unico stimolo che possa far muovere l'agente Havilland sia la morte di qualcuno che gli � caro (vedi recensione di Agenzia Alfa n.4). Poi, per�, la storia si sviluppa su binari differenti, sia come trama, sia nell'approfondimento del personaggio di Andy. Il razionale ma impulsivo Andy viene incastrato alla perfezione, e fino alla fine il lettore resta nel dubbio: Havilland � un assassino oppure no? La trappola � ben congegnata, e il lettore, tenuto all'oscuro dell'indizio fondamentale, resta stupito dalla rivelazione finale. Piani orchestra un giallo pi� che una storia di fantascienza, ma proprio Havilland � il personaggio che sembra trovarsi a suo agio pi� nei vicoli della citt� che nello spazio e nel mondo ipertecnologico di Nathan e Legs. Il trucco del proiettile sostituito, poi, � semplice, forse poco credibile, ma � la chiave di volta su cui si regge l'inganno, e alla fine si rivela un espediente utilissimo per incuriosire il lettore. Piani � abile nel tratteggiare le sensazioni di Andy, anche grazie alla narrazione in prima persona, e il risultato finale � quello di un personaggio duro, cinico, arrogante, ma capace di essere riconoscente, di amare e di compiere il suo mestiere con professionalit�.
Ma quando Havilland si conquista una parte di Agenzia Alfa il tempo dedicato alla lettura � ben speso. Certo, alla lunga Andy stufa: � un personaggio troppo stereotipato, troppo "duro d'acciaio perso nelle strade oscure della tetra citt�". 89 pagine quasi ogni 2 anni sono una dose perfetta: il personaggio viene definito meglio, magari lo si pu� apprezzare, e, quando si ritorna alla serie normale, si riesce a collocarlo con facilit� e quasi con familiarit� nelle situazioni e nei dialoghi. Un dettaglio: a pag.71 c'� una scena in cui si intuisce una "malattia" per Andy. Scopriremo i suoi malanni fisici tra un biennio, in un altro Agenzia Alfa, oppure � prevista una storia da co-protagonista anche sulla serie di Nathan Never? Forse questa avventura � un preludio all'addio dell'agente Havilland, troppo fuori luogo nel contesto dell'Agenzia? Lo far� diventare pi� cinico e violento? Oppure l'accenno alla malattia permetter� di sviluppare ancora di pi� il suo lato umano, magari facendo nascere qualche amicizia? Attendiamo curiosi le fantasie di Piani...
Bastianoni fa un buon lavoro nella resa delle espressioni di Andy: il nostro agente Alfa scherza, sorride, lancia sguardi sardonici, sogghigna. Bastianoni si sbizzarrisce per quanto possibile anche con gli altri personaggi, per� spesso le scene d'azione risultano troppo statiche e i corpi davvero massicci. La storia, tuttavia, non prevede scambi veloci, anzi � giocata tutta su Havilland, i suoi pensieri e i suoi occhi, davvero molto espressivi. Un lavoro, quindi, che si adatta abbastanza bene alla narrazione.
Poca fantascienza, poca azione, pochi inseguimenti. Tutta la storia � giocata su Andy, e Piani riesce a gestire bene una materia davvero pesante come l'agente Havilland, senza rendere il racconto noioso e monotono.
Chi non sopporta Andy avr� storto il naso leggendo,
ma nel complesso � una storia godibile e interessante,
che lascia soddisfatti e ben disposti per il futuro
verso l'antipatico Havilland.
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