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Cosa ci inventiamo per il primo gigante post-Serra?
Ci vorrebbe un idea forte... no, meglio seguire la ricetta classica:
tiriamo fuori un bel pacco di personaggi da vecchi numeri
della serie cos� accontentiamo di sicuro gli aficionados.
Per� ci infiliamo dentro anche un sacco di accenni al
mondo di Nathan e al suo passato cos� incuriosiamo anche gli altri.
Un bel po' d'azione che non guasta mai e voil�: il gigante � fatto...
La guerra dei poveri
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Vediamo di analizzare per parti il contenuto approntato da Medda per questo quarto gigante neveriano: La prima parte della storia non affascina, non coinvolge. Conosciamo gi� tutti i personaggi, tutto quello che accade � prevedibile e comunque non c'e' niente da scoprire visto che il lettore � a conoscenza di tutto. Ci sono una serie di attentati e morti che coinvolgono personaggi non caratterizzati, producendo pi� noia che coinvolgimento. L'unico quesito che viene da porsi � "cosa vuole scatenare questa volta Hans?". La tensione narrativa � zero. Forse l'uso del flashback, di una narrazione non lineare, avrebbe potuto aiutare una partenza pi� calda.
A pag.114 inizia la seconda parte: Nathan scende al primo livello con lo scontro tra umani e mutati che monta e qui la storia acquista ritmo e sale d'intensit� (il punto di svolta � proprio nella persona appiccata con scritto "sapiens"): Nathan va verso l'incognito e la parte d'azione si fa d'interesse. Contemporaneamente prende corpo un intreccio politica/magistratura: niente di troppo "impegnato" ma gi� molto se consideriamo che la politica � un tema praticamente mai affrontato sulle pagine di Nathan (e forse pi� in generale in tutti i bonelliani). Anche i dialoghi, che nella prima parte sono molto sottotono, prendono vita e lo stile di Medda qui si riconosce (vedi ad esempio pag.147-150). Arriviamo cos� di buon passo a pag.178, ove inizia la terza parte: la chiusura. Il punto d'inizio � l'incontro tra Sara e Nathan (avvenimento non da poco). Dopo, iniziano a scoprirsi i tasselli del piano dei politici e di quello di Hans che finisce, purtroppo, con il rivelarsi il tentativo di "fondare uno stato indipendente". Uno stato indipendente in un'isola diroccata occupata da "mostri" che va pure bonificata da misteriosi virus... con l'esercito che pu� sicuramente riprendersi l'isola quando vuole, chi avrebbe mai riconosciuto lo stato?... e uccidendo contemporaneamente una folla allo stadio che non ha alcun collegamento con l'isola... sperando che la Citt� non si voglia poi "vendicare"... e tutti i mutati lo seguono e tutto in segreto senza che nessuno se ne accorga: uno dei piani pi� balzani che si sia mai visto! Tanti i personaggi, tanti i rimandi a storie passate (soprattutto ai numeri 52/53 e 55) e i fili lasciati aperti per il futuro. Serio (per la prima volta?) il modo in cui viene affrontato il rapporto Nathan/Hadija. Diversi gli inevitabili (ormai sono considerati inevitabili) "riassunti della vita del personaggio" che comunque sono narrati con stile e in quantit� minima se confrontati agli standard serriani. Poetica la trovata della campana che riemerge e suona di nuovo il segnale di difesa dell'isola. Durissimo il finale con Nathan che spara ripetutamente ad Hans. In conclusione, mettendo in un piatto i tanti elementi buoni e nell'altro le incongruenze (vedi anche la scheda), � possibile a fatica non far scendere la valutazione complessiva della sceneggiatura sotto i 3/7. Senza raggiungere mai grossi livelli di tensione e senza il grande respiro delle saghe temporali dei primi tre giganti, la storia nel complesso scorre gradevolmente fino al pessimo movimento finale. La trovata dei mutati che lasciano la Citt� e vanno a scontrarsi con i freaks di Hell's Island � senz'altro buona, ma il modo in cui viene realizzata dalla sceneggiatura non regge e il messaggio (troppo esplicito?) sulla corruzione della politica e sugli "oppressi che diventano oppressori" passa in secondo piano di fronte ai problemi di credibilit�.
Stefano Casini non ha certo bisogno di presentazioni, essendo uno dei disegnatori storici della serie. Ottima quindi l'interpretazione di Nathan (il suo � uno dei Nathan standard) e in generale � ottima la caratterizzazione e l'espressivit� dei personaggi. Non molto azzeccata per� Hadija (chi � la donna a pag.186?). Purtroppo lo stile non particolareggiato di Casini non guadagna niente dalla accresciuta dimensione delle tavole del gigante, anzi una dimensione bonelliana standard avrebbe giovato. Inoltre l'aggiunta del graffiato in alcuni tratteggi non sembra abbia portato particolari benefici. Ma quello che pi� conta � che la composizione nelle scene d'azione, di norma punto forte di Casini (basti citare le belle scene del 52/53), � molto meno dinamica del solito. Sempre buono invece la scelta delle inquadrature. Sicuramente questo gigante non � la miglior prova di Casini, sebbene sempre di buon livello. Da segnalare le pagine 55-56, 74, 92, 115, 178. Gran bella copertina, ottima la scelta dei colori. Nell'impostazione ricorda molto quella del primo gigante con Nathan al centro e alle sue spalle due co-protagonisti della storia e due zone di colore contrastante.
Per altre considerazioni vedi la scheda della storia.
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