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Un uomo alle prese con il suo presente e con la possibilit� di diventare immortale... ma chi � quest'uomo?
Chi ha sfidato la morte?
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Questo albo offre due livelli di lettura, uno pi� immediato e superficiale, l'altro pi� intimista e nascosto. Il primo aspetto � forse il pi� semplice da cogliere, e anche da valutare: attraverso una serie (piuttosto tortuosa, per altro) di collegamenti l'Agenzia Alfa si trova involontariamente a creare un nuovo essere, un ibrido mostruoso dai poteri illimitati, il redivivo William Campbell, ovvero l'uomo che sfid� la morte. Nathan Never, a conti fatti, appare molto poco in quest'avventura, caratterizzata pi� che altro da un piccolo gruppo di personaggi minori, ben tratteggiati e quasi tutti con un punto in comune (di cui parleremo in seguito). Un pesce piccolo, uno spacciatore improvvisato diventa il legame tra la Biotech di Campbell e la morte di Theresa Maddox, sulla quale Nathan e May stavano indagando, su incarico dell'amica Jenna.
Quel che gli agenti ignorano � il fatto che la loro incursione nel laboratorio della Biotech ha contribuito a generare un nuovo super-nemico, una creatura i cui poteri vanno oltre la comprensione umana, e che fanno sembrare il fu Aristotele Skotos e l'onnipresente (ma disperso, al momento) Mister Alfa due avversari da operetta. E qui sta proprio la grossa falla di questo soggetto, complesso ma ben gestito: c'� il rischio, difatti, di aver creato un nemico troppo potente per chiunque, al punto che o i suoi poteri verranno drasticamente ridotti, oppure la sua gestione sar� decisamente problematica per tutti quegli autori che vorranno utilizzarlo in albi futuri. La storia, difatti, � ben lungi dall'essere completata: � assolutamente finita per quanto riguarda gli aspetti "interni" e l'avventura pura (Jenna torna a casa, l'Agenzia Alfa archivia sia il caso Maddox sia l'operazione anti-droga), tuttavia i risvolti politici, scientifici ma soprattutto economici che si sono venuti a creare con la comparsa del nuovo Campbell lasciano aperte moltissime strade, che speriamo la redazione voglia approfondire. Il primo approccio, quindi, offre un albo godibile, ben scritto, con dei personaggi credibili e ben delineati, che crea un possibile scenario per prossime avventure, pur concludendosi in maniera soddisfacente. Il secondo livello di lettura, invece, va oltre la singola storia, e collega quasi tutti i personaggi e le ambientazioni con un dettaglio appena percettibile: in Tony Green cos� come in Theresa Maddox, persino in William Campbell troviamo un aspetto di Antonio Serra.
Forse Serra � persino in William Campbell, fragile e spaventato davanti alla prospettiva di affrontare il multiverso, e pi� a suo agio con i suoi occhiali tondi addosso. Ma soprattutto, Serra � in Theresa Maddox, che amava le manifestazioni di fumetti come il Fantasy Con ma che ora non le frequenta pi�, che ha trovato la sua strada nel mondo dei fumetti e che ne � stata pienamente appagata fino a quando non ha sentito il desiderio di scrivere qualcosa d'altro, qualcosa di intimista, di pi� vicino alle proprie corde, con la paura nel cuore di non essere capita e apprezzata dai suoi lettori (forse Gregory Hunter?). Serra � ancora Theresa Maddox alla ricerca di serenit� e ispirazione, annoiata e a disagio in presenza di un mondo, quello dei fumetti d'avventura, che inizia a starle sta stretto. E, infine, forse Serra � nel malinconico ottimismo di Jenna, che ricorda a se stessa e a tutti i lettori che ogni scrittore rimarr� per sempre con noi attraverso le sue opere, conquistando un'immortalit� che difficilmente si esaurir� mai. A questo punto, per concludere il secondo livello di lettura, � lecito chiedersi se l'uomo che sfid� la morte sia effettivamente il solo William Campbell, oppure anche il nostro Antonio Serra, alla ricerca di questa nobile immortalit� attribuita agli artisti, ai poeti, agli scrittori. Forse questa seconda interpretazione va oltre le peculiarit� di un semplice albo speciale di Nathan Never, e se in qualche modo dovessimo aver esagerato nell'ipotizzare, ci scusiamo immediatamente con lo stesso Antonio Serra e con chi avesse apprezzato anche solo la prima lettura dell'albo, e non volesse farsi coinvolgere in freudiane analisi. :-) In ogni caso, quel che rimane in mano � un buon prodotto, ricco di spunti di riflessione sia in merito alla serie, sia sul mondo del fumetto in generale, con una storia abbastanza solida alle spalle da consentire una lettura senza dubbio piacevole.
Probabilmente l'unica nota stonata di questo speciale sono i disegni di Paolo Di Clemente, ancora alla ricerca di una propria identit� di disegnatore. Il problema di fondo del suo tratto �, purtroppo, la discontinuit� e la mancanza di punti di riferimento costanti. Qualche esempio? A pagg.20-23, la ricchezza dell'ombreggiatura (sparita poi nel resto dell'albo) ricorda il tratto di Roberto De Angelis; moltissimi primi piani di visi (Godfrey a pag.85, Nathan a pag.86, ma solo nella seconda vignetta) richiamano Nicola Mari; ancora Nathan spessissimo risente degli influssi dei disegni di Stefano Casini e di Germano Bonazzi, e in certe inquadrature pare persino di vedere lo stile di Giovanni Freghieri...
Copertina decisamente inquietante di Roberto De Angelis, che non esita a rappresentare con crudezza il cadavere della protagonista.
Complessivamente, un albo interessante, sotto pi� punti di vista.
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