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Si muore solo due volte
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Povero Napoleone! Dopo esser morto di vecchiaia nell'albo "Nel cerchio del tempo" NP 19, scritto da Diego Cajelli, eccolo crepare per strada, con un proiettile in fronte, per mano di un sicario (con Ambrosini nel ruolo di mandante ;-))!
Battute a parte, � da rilevare, innanzitutto, proprio il fatto che Ambrosini sia riuscito, pur partendo da uno spunto gi� utilizzato da Cajelli pochi mesi fa, a costruire una storia del tutto diversa (malgrado i risvolti siano, in un caso come nell'altro, metafisici). Diversa, ma, quel che pi� conta, altrettanto suggestiva. Le premesse filosofiche di questa nuova storia sono fornite nelle prime tre pagine dell'albo tramite la conversazione fra Napoleone e il suo amico Fran�ois Vallotton. Quest'ultimo teorizza, a partire dalle riflessioni sulle abilit� innate della farfalla della yucca, un'indipendenza della "vita" rispetto ai viventi. La vita sarebbe un'essenza autonoma, mentre i viventi (la farfalla della yucca cos� come un essere umano) sarebbero meri "portatori di vita". Il presupposto della storia � dato dall'ipotesi che questa essenza, questa "pura energia" (pag.12), possa trasmigrare da un corpo all'altro - cos� come una farfalla si sposta da un fiore all'altro - depositando in ogni nuovo ospite tracce del vivente appena abbandonato. Assistendo per caso alla morte del veterinario ungherese Filippo Felpback, Napoleone viene per cos� dire "occupato" dalla "vita" di quest'ultimo. Il cadavere di Felback diventa dunque il cadavere di Napoleone, con conseguente funerale di quest'ultimo e altrettanto conseguente fallimento dei piani di chi aveva commissionato l'omicidio di Felpback.
Lo scioglimento della vicenda si potr� avere, per�, solo con una nuova morte di Napoleone, a seguito della quale si ha una sorta di azzeramento di tutto quel che � accaduto. Il finale assomiglia dunque, per certi versi, a quei finali in cui il protagonista, dopo aver vissuto le pi� incredibili avventure, si sveglia scoprendo di aver semplicemente sognato. Di fatto, il trasferimento della vita di Felpback in Napoleone crea una sorta di "alterazione del flusso del tempo" (pag.26), pi� propriamente una sospensione del tempo che consente alla vita di Felpback di trovare un nuovo ospite in cui non sia gi� presente una "vita". Tutto quanto accade al Napoleone-Felpback finisce dunque per costituire una realt� alternativa, al termine della quale Napoleone, il cui corpo � stato "occupato abusivamente" (pag.91), pu� essere nuovamente occupato dall'identit� originale come nulla fosse accaduto (la storia riprende dal momento in cui Felpback giace cadavere e Napoleone - il vero Napoleone - insegue Lucas, il sicario).
Malgrado questi interrogativi, la storia resta comunque affascinante. Aldil� della tematica dell'identit� perduta con tutto quel che ne consegue (ad esempio il progressivo "incarognimento" di Napoleone, dato che Felpback non era meno carogna di chi ne aveva voluto la morte...), sono ad esempio molto accattivanti e ben delineati i vari personaggi, in particolar modo Lucas, gitano costretto a compiere un omicidio per il bene della propria comunit�, e Ghast, ricco possidente disposto a tutto pur di non veder crollare il suo "impero". Quanto ai disegni, Ambrosini - pi� attratto, in questa fase della sua carriera, dalla scrittura che dal disegno - continua per un verso a dimostrare una certa fretta di esecuzione che lo porta magari a dare un'espressione un po' bolsa a Napoleone (quarta vignetta di pag.24) o, banalmente, a dimenticare di far uscire un po' di sangue dalla ferita alla spalla di Lucas (pagg.86-90). Per altri versi, a volte gli basta un niente per confermare il proprio talento: interessante, ad esempio, nell'ultima vignetta di pag.26, la versione dechirichiana del cavallo filosofo...
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