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Una storia stupenda, scritta...
Nel rispetto della legge
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Dal codice civile italiano del 1942, art. 1587: Obbedendo alle regole invisibili nascoste tra le pieghe del destino, la medesima norma apre, opportunamente modificata, il metafisico codice deontologico degli scrittori di fumetti non ancora padri. Di quegli autori, in altre parole, che dedicano parte della vita alla crescita ed alla maturazione di eroi cartacei figli di altrui inchiostro e fantasia.
"Chi scrive deve rispettare le caratteristiche genetiche e strutturali del personaggio affidatogli.
Tanti sono i giri compiuti dal dio Tempo su se stesso. Roba del secolo scorso... Eppure, sotto la calda luce rossastra dei lunghi tramonti argentini, Plaza de Mayo � ancora viva. D'incanto, con imperscrutabile regolarit�, rompe l'assordante silenzio il battito di mille cuori, pulsa la speranza di avere giustizia, di veder riemergere qualcuno dalle acque di un torbido passato.
Il soggetto vibra della partecipazione di Cajelli al tema trattato. Ed � proprio la volont� di riaprire questa ferita mai totalmente rimarginata che consente di non cadere nel banale, in una trama retoricamente scontata.
Luce rossa. Zoom. Vignette, immagini da ascoltare. Suoni remoti. Quanto rumore fanno quelle scarpe buttate l� in un angolo, in un mucchio senza futuro... Il frastuono aumenta con ossessiva metodicit�, aumenta, aumenta. Fino a diventare intollerabile. Impossibile non riconoscerlo. E nella mente tornano spettrali filmati di muri ammuffiti, di piedi nudi nella neve gelida, di mani ossute e tremanti, di occhi dagli sguardi persi in un vuoto infinito in cui soffia un vento carico di dolorosa umanit�. "L'industria della repressione � un crimine contro l'umanit�...".
L'autore offre brevi attimi di pausa nelle cui vene scorre un'ironia frizzante e ben calibrata che dopo aver irrigato le terre al di sopra sgorga nei recipienti raffiguranti i tre spiritelli, donando loro una compiutezza volumetrica ed una caratterizzazione forse mai cos� precise ed efficaci. Lucrezia, Caliendo e Scintillone con i loro simpatici battibecchi non si traducono nella mera esecuzione di un ordine o di uno schema dogmatico, ma, tuffandosi senza schizzi, alimentano la corrente con estrema naturalezza, imitati alla perfezione dagli intermezzi onirici in cui Torquemada � il muscoloso trait d'union tra l'albergatore ginevrino e l'intelaiatura della vicenda. Napoleone, sperimentando sulla propria pelle gli orrori della dittatura militare, svolge un lavoro faticoso quanto necessario che lo qualifica pedina insostituibile, fondamentale nel disegno tattico di Cajelli. Le scintillanti perle che scivolano gi� per il viso, inoltre, gli consentono di strappare il sottile velo scuro che impediva la visione della seconda faccia della medaglia e di completare in tal modo l'identificazione della "sensazione particolare" presentatasi col solo nome di gelosia.
I dialoghi, al pari di lussuose ed eleganti navi, trasportano emozioni forti e intense mettendo in reciproca comunicazione personaggi simili a meravigliose isole di uno stesso arcipelago.
Ornigotti traccia con maestria la parabola di quest'uomo divorato dal rimorso: le fiamme che guizzavano alte nelle orbite illuminando il disgustoso progetto lasciano il passo ad un buio freddo; gli zigomi sporgenti non hanno pi� nulla di minaccioso: eroici spuntoni di roccia, tentano invano di opporsi all'implacabile e incessante ritorno erosivo della consapevolezza. La consapevolezza... "I colpevoli dello sterminio sistematico devono risponderne all'intero genere umano".
Dicono che in punto di morte ognuno veda il film della propria vita scorrere sullo schermo cerebrale.
Ottimo lavoro. Ornigotti, al suo quarto albo "napoleonico", dimostra di essere sulla strada della piena maturazione artistica e narrativa. La diligente padronanza di Napoleone, il sapiente dosaggio delle mezze tinte, utilissime soprattutto nel creare la malinconica e romantica atmosfera delle tavole conclusive, il lineare rincorrersi di luci ed ombre sui volti dei protagonisti e la semplicit� mai banale delle scelte in materia di prospettiva e posizionamento delle "telecamere" si mescolano in una formula magica ammaliante. Colpisce la straordinaria abilit� a far recitare i personaggi: espressioni, mimica, movimento delle figure all'interno delle singole vignette sono ingranaggi perfetti che permettono all'intero meccanismo un armonioso funzionamento. A suo agio in ogni tipo di scena, l'autore si fa apprezzare per la resa anatomica di attori e comparse e per un tratto capace di seguire fedelmente lo sviluppo emozionale della sceneggiatura.
Bella la cover: Ambrosini sintetizza magistralmente ed anticipa senza svelare il contenuto dell'albo. Unica pecca: il volto di Napoleone.
vedere anche la scheda della storia
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