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" Gli alieni sono tra noi"

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Occhi non soltanto per vedere
recensione di Sabrina Mancosu



TESTI
Sog. e Sce. Paolo Bacilieri    

Occhi� che non si accontentano solo di vedere. Incontrando altri occhi vorrebbero penetrare la corazza del socialmente opportuno, bucare lo schermo della inquietante apparenza per scoprire chi sia realmente lo "sconosciuto" (l'alieno?) che si cela dietro un volto caro, familiare, noto, ignoto e quale sia il vero valore delle sue parole, dei suoi gesti, degli atteggiamenti�

Tuttavia solo ad una mente che ha perso il contatto con la realt� � concesso con un paio di occhiali da sole - cui � affidato compito ben pi� nobile che nascondere, banalmente, i segni di una violenza brutale e assurda - il privilegio di infrangere lo specchio dell'anima e permettere cos� al folle Boudleaux di distinguere tra uomini e alieni.

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Il folle Boudleaux!
n.34, pag.18
disegni di Bacilieri (c) SBE 2003
   
 

Solo all'interno di un contesto cui quel gran burlone di Bacilieri toglie l'elemento normativo, il buonsenso della signora Simenon, per inserirne uno destabilizzante, la "follia" di Boudleaux, sempre gli stessi occhiali possono rassicurare un'impaurita Allegra, che con imprudente curiosit� si � affacciata sull'immaginifica e paranoica "realt�" del bizzarro cliente, concedendole di "vedere" e "leggere" dentro Napoleone e scoprire che - per quanto un po' malconcio - � sempre il "suo" Napoleone.

Ma senza di essi, senza quegli occhiali da sole, pur in un tale contesto, l'uomo ridiventa "cieco", si muove a tentoni, sapendo che gli sguardi possono mentire, e cos� le parole, i gesti, gli atteggiamenti... E nello stato di prostrazione fisica nel quale Bacilieri precipita il buon Napoleone - tanto simile alla prostrazione mentale di Boudleaux - tutto diventa "sconosciuto", pericoloso, temibile, nemico: il cibo e la gentilezza di Nadia sospetti, le sue labbra estranee, i suoi occhi prima cercati, indagati, svelati, noti ora menzogneri.

Ad un passo dal medesimo baratro che ha inghiottito l'ex agente segreto canadese - personaggio cui l'autore, al di l� delle evidenti citazioni, pare avergli cucito addosso una pena da contrappasso - Napoleone si sofferma, solo per un attimo, sull'orlo e, infine, si ritrae da esso. E nelle splendide sequenze dove prendono corpo le sue fobie, affrontando Nadia e fronteggiando se stesso, Napoleone sceglie. Decide che vale la pena correre il rischio. Si sposta intuitivamente sull'unico piano - la fiducia - che consenta agli uomini di superare quel limite che li rende sconosciuti, e soli, (alieni?) in un mondo di sconosciuti. E sfugge ad un paio di occhiali da sole.

La componente noir, anticipata fin dalla prima pagina, si inserisce con naturalezza - e quasi si mimetizza - all'interno della narrazione dove tutto ci� su cui lo sguardo si posa pare nascondere una realt� altra, celata agli occhi indifferenti, distratti degli uni, fiduciosi degli altri e che si nutre dell'umano vedere solo quel che si vuol vedere. Ha cos� buon gioco Bacilieri nel dirottarci prima sui passi malfermi di Napoleone per poi, divertito, svelarci che il bandolo della matassa, che lega il "suicidio" di Ledoux al malessere dell'albergatore ginevrino, � sempre stato in mano a quella comparsa silenziosa, efficiente, sollecita, premurosa cui a malapena, non fosse stato per ammirare la cura con la quale l'autore ne ha tratteggiato figura e volto, si � prestato attenzione. Un colpo di scena ben gestito nei tempi e nei modi. L'indicazione utile arriva un attimo dopo aver puntato anche noi, al pari di Napoleone, l'indice accusatorio contro una sbigottita e incredula Nadia, e la follia di Lagrange, devastante, crudele, cattiva, esplode, si rivela ed � clamorosamente fermata ;-), non a caso, dove il disegno vendicativo aveva preso forma e quotidianamente corpo: nella cucina del ristorante.

Un luogo familiare il "San Bernardo", piacevole, divertente agli occhi di Allegra; pericoloso non meno di altri a quelli del visionario Boudleaux. Due differenti modi di guardare alle cose e alle persone che si intrecceranno nel corso di tutto l'albo e cui Bacilieri pare affidarsi per mantenere un difficile equilibrio tra reale e surreale solitamente affidato alla distinzione tra "mondo di sotto", concreto, materiale, e "mondo di sopra", onirico-simbolico. Una scelta indovinata: la semplicit� e naturalezza con la quale Allegra guarda e accetta Boudleaux e il suo mondo, ne stemperano i toni pi� estremi e al tempo stesso gli attribuiscono credibilit� contribuendo a rendere plausibile il suo allucinato, disperato, spaventato scrutarsi intorno.

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Rose, deus ex machina
n.34, pag.95
disegni di Bacilieri (c) SBE 2003
   
 

Un'Allegra inedita nelle insolite vesti di una normalissima adolescente, divisa tra impegni di studio e di "lavoro" e, finalmente, vicina sentimentalmente ad un altrettanto normalissimo coetaneo. Un'immagine pi� funzionale alle esigenze narrative dell'albo, e l'aver, coraggiosamente, Bacilieri, al suo terzo lavoro come autore completo su Napoleone, (ri)letto in modo personalissimo un personaggio con dei tratti gi� ben delineati, � sicuramente da annoverare tra i tanti punti di merito. Ed un altro punto va aggiunto per la formidabile interpretazione data della signora Simenon, assurta a elemento normativo del microcosmo napoleonico che ruota intorno all'hotel Astrid e viciniori dintorni. Impagabile, e sufficientemente esplicativo del ruolo attribuitole, la "mattarellata" :-) con la quale Rose, sorta di deus ex machina, chiude la carriera criminale di Lagrange e riporta ordine nell'albo.

Dispiacciono la verbosit� di alcune sequenze; l'agire troppo disinvolto di Napoleone a casa Ledoux (ma non solo) che scavalca Boulet relegandolo (ancora una volta) nel ruolo di spalla; un dialogare non incisivo degli spiritelli con il loro produttore. Elementi che, comunque, nulla tolgono al piacere di una lettura coinvolgente e ottimamente costruita, e che in chiusura, nelle sequenze finali, riesce a strapparci l'ennesimo sorriso: sapevamo che Bacilieri non sarebbe riuscito a resistere alla tentazione. Ce l'aspettavamo... e lo perdoniamo ;-).


DISEGNI
Pasquale Del Vecchio    

� oramai storia quel "reciproco prendersi le misure" degli esordi con la testata di Napoleone, � e Bacilieri continua a stupirci� per la naturalezza con la quale gestisce gli spazi, "distribuisce" le vignette; per la continua ricerca di un giusto rapporto tra "pienezza" e leggibilit� delle stesse; per la cura del dettaglio; per la padronanza raggiunta nella resa dei personaggi principali, compreso il "padrone di casa" con il quale c'� stato, nel tempo, un costante aggiustare il tiro�

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La seducente Nadia
n.34, pag.51
disegni di Bacilieri (c) SBE 2003
   
 

E per il grande intuito che rivela nella scelta degli attori che recitano nelle storie che disegna e sceneggia. Scelta ottima anche in questo albo a partire da quella splendida invenzione grafica che � Bryant Boudleaux, con quel fisico allampanato ed un volto tra l'allucinato e il caricaturale; una figura capace di interpretare in modo credibile anche le scene pi� improbabili. Ma si pensi pure alla matura Nadia Strozzi dalle palpebre pesanti in occhi gi� segnati, se non dal tempo, sicuramente dalle ferite della vita; al manesco e balordo Oscar; al bonario Rudy; al discreto ed efficiente Claudio�

Attori dai quali, grazie all'attento studio delle espressioni ma anche delle posture, dei gesti, Bacilieri � riuscito ad ottenere il massimo nella recitazione. Tangibile e immediatamente percepibile, ad esempio, la tensione e il panico nell'ossessivo osservare, ruotare gli occhi intorno per scrutare i volti dei passanti, di Boudleaux; non meno reale la sofferenza fisica, il disorientamento, la sospettosa incertezza di Napoleone o la sbigottita incredulit� di Nadia alle sue accuse� E, pur sapendo di fare un torto alle tante altre che abbiamo ammirato, � proprio la scena che vede l'uomo e la donna fronteggiarsi che vorremmo segnalare per l'intensit� emotiva delle singole vignette che compongono la sequenza: il rabbioso sospetto nel volto tirato dai lineamenti alterati e stralunati di Napoleone contrapposto all'espressione smarrita e impaurita di Nadia; postura rigida e ostile, atteggiamento quasi intimidatorio nel violento scagliare contro il muro il piatto e gesti accusatori da un lato, un ritrarsi ferito, difensivo, spaventato, incredulo dall'altro. Giochi d'ombre sui volti e sui corpi dei due a segnare una distanza, non solo fisica, che pare incolmabile dopo le dure parole, il chiudersi del volto di Napoleone e il silenzio breve, incerto. E infine, il gesto che riavvicina, cui fanno eco le braccia tese degli spiritelli.

Un grandissimo Bacilieri.


GLOBALE
 

Difficile anche per il lettore pi� attento riuscire a cogliere tutte le intuizioni, i rimandi, le citazioni, che si nascondono dietro un soggetto; impossibile intuire le varie opzioni prese in considerazione, il perch� di determinate soluzioni adottate nonch� i cambiamenti di percorso che si impongono in fase di sceneggiatura e di realizzazione grafica di un albo, e ancora meno conoscere i retroscena delle correzioni dell'ultimo minuto�

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copertina del volume
"Making of Paolo Bacilieri"
(c) 2003 Hazard Edizioni
   
 

Per "Gli alieni sono tra noi" � possibile soddisfare queste curiosit�. � uscito, infatti, in contemporanea con il n.34 di Napoleone, il primo volume della Collana Hazard "Making of�" dedicato a Paolo Bacilieri. L'intento �, chiaramente, guidare il lettore curioso dietro le quinte del mondo dei fumetti bonelliani e in questo primo numero, in particolare, in quello di Napoleone. Del Napoleone sceneggiato e illustrato da Paolo Bacilieri.

Diviso in tre capitoli, il volume - una lunga chiacchierata dell'autore con Franco Busatta, curatore della Collana - si apre con i retroscena della lavorazione de "Gli alieni sono tra noi" per poi riprendere il filo delle precedenti storie disegnate e dei primi lavori di sceneggiatura. Il tutto correlato da tavole di prova, bozzetti preparatori, studi sui personaggi, foto di esterni poi usate nelle scenografie, locandine cinematografiche� Nel terzo capitolo � possibile approfondire la conoscenza con l'autore e la sua attivit� al di fuori della Bonelli. In essi �, inoltre, ripercorso, in ordine sparso, l'inizio del sodalizio con Ambrosini, i primi approcci al personaggio in quel continuo prendersi le misure di cui si parlava poco sopra, l'esordio nella sceneggiatura... e tanto ancora.

Consigliato ai pi� curiosi e soprattutto a chi, come noi, � riuscito ad affezionarsi al modo in cui Paolo Bacilieri ha interpretato/interpreta Napoleone e il suo mondo.
 

 


 
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