Il cacciatore di aquiloni
Il cacciatore di Aquiloni
Il cacciatore di aquiloni, best sellers opera prima dell'autore afghano Khaled HosseiniPer il momento, però, la storia di
L'adattamento a fumetti, realizzato sempre a cura delle Edizioni Piemme
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Khaled Hosseini
Edizioni Piemme
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Tommaso Valsecchi
Fabio Celoni
Mirka Andolfo
Grazie alla complicità di Fabio Celoni, abbiamo contattato la casa editrice e Tommasi Valsecchi che, insieme allo stesso Fabio, ci hanno descritto un po' di dietro le quinte del graphic novel del cacciatore.
Ci preme segnalare, infine, che, due tavole del romanzo a fumetti sono state donate da Fabio Celoni alla fondazione umanitaria
Ringraziamo gli autori per la disponibilità mostrata.
Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite...
La Scelta
Edizioni PiemmeLidea di realizzare un graphic novel tratta dal Cacciatore di aquiloni è nata soprattutto dalla voglia di coniugare un prodotto del tutto nuovo per Piemme - il graphic novel - con un grandissimo bestseller, che ha fatto la storia più recente della casa editrice ed è divenuto uno dei più grandi casi editoriali degli ultimi anni a livello internazionale.
Lautore, Khaled Hosseini, che in precedenza aveva già accolto con entusiasmo la nostra proposta di realizzare unedizione "fotografica" del Cacciatore (poi uscita nel 2006 e seguita nel tempo da unanaloga edizione di Mille splendidi soli, il secondo romanzo dellautore), ha aderito con slancio allidea, felice di vedere il suo romanzo desordio trasformarsi di nuovo - era già accaduto con il film diretto da Marc Forster - per acquisire un nuovo linguaggio artistico, quello del fumetto.
Sicuramente per Piemme è motivo di grande orgoglio il fatto che, come già con le edizioni fotografiche, questo progetto sia nato e sia stato realizzato in Italia, il paese dove il successo planetario di Hosseini ha toccato, proporzionalmente, le vette più alte.
Ormai le opere di fiction che vengono adattate a graphic novel si affiancano frequentemente a quelle che nascono, già come soggetti, per le tavole a fumetti. Il Cacciatore di aquiloni, per la sua struttura narrativa, è un testo che si presta moltissimo ad essere sceneggiato.
Più volte è stato detto che Khaled Hosseini è un grande, moderno cantastorie. Quella del Cacciatore è una storia "che sembra di ascoltare seduti accanto a un fuoco, a bocca aperta", recita una quote di La Repubblica che ben rende leffetto incantatorio della prosa di Hosseini sui lettori.
E, se si pensa che una volta i cantastorie accompagnavano le loro recite anche con illustrazioni che aiutavano il pubblico a seguire il dipanarsi della vicenda, si capirà come lo sbocco del Cacciatore di aquiloni in un graphic novel sia stato un processo piuttosto naturale.
Non che ridurre il romanzo in 128 tavole illustrate sia stato semplice: la sceneggiatura ha dovuto per forza di cose operare delle scelte, ma il risultato - ci pare - è di quelli che non deludono, grazie soprattutto ai bellissimi disegni di Fabio Celoni e Mirka Andolfo.
Romanzo & Film
ValsecchiI romanzi, come i fumetti, nascono principalmente nelle menti dei propri ideatori prima di essere filtrate poi su carta e raggiungere i lettori. Lavorare sullopera di uno scrittore significa porsi nella sua ottica: si tratta di interpretare il suo punto di vista, il suo modo di essere.
Questo è chiaro che rappresenta il primo ostacolo nellapprocciarsi a un adattamento a fumetti di un qualsiasi prodotto già esistente: fino a poco prima di scrivere la sceneggiatura sono stato combattuto se vedere o meno il film.
Alla fine ho scelto di vederlo, pur consapevole che questo avrebbe in qualche modo condizionato anche il mio lavoro: questo però mi ha mostrato il percorso che avrei dovuto intraprendere io. Volevo avere davanti la medesima storia tradotta da due mezzi di comunicazione, ciascuna con un proprio linguaggio: dovendo mutuare la stessa storia in un terzo linguaggio, quello a fumetti, che coniuga cinema e letteratura, avere una visione dinsieme mi ha aiutato molto. Mi ha permesso di capire cosa avrebbe funzionato di più e cosa di meno.
Celoni
Non ho guardato il film, per scelta, dunque non sono stato né agevolato né ostacolato. Non volevo essere influenzato (anche involontariamente) dallinterpretazione che il regista e la produzione avevano fatto del libro, così ho deciso di affrontare la cosa partendo solo dal testo, cercando di calarmi in quelle atmosfere (e per "testo" intendo sia il libro originale sia la sceneggiatura realizzata da Tommaso Valsecchi).
Mi è stato necessario documentarmi molto, sulle zone, le architetture, i costumi, gli ambienti, lepoca storica etc. Da questo punto di vista è stato molto simile a lavorare a una "normale" sceneggiatura. Il romanzo è a mio vedere un testo "emozionale", e la parte più difficile da rendere era a mio avviso proprio quella.
Alla fine credo che fosse anche la cosa fondamentale da trasmettere ed è su quello che ho tentato di puntare. Per questo ho usato uno stile a metà strada tra il realistico e lumoristico, perché non minteressava che il risultato fosse "fotografico" e didascalico, ma che piuttosto riuscisse a suggerire, a ombreggiare.
In questo credo che il fumetto - inteso come genere in sé - abbia delle potenzialità enormi. Mi intrigava il fatto che una storia così forte e cruda potesse essere raccontata attraverso una visione diversa, non del tutto fedele alla realtà (che tanto è sempre un punto di vista): non per soffocare il messaggio ma proprio per esaltarlo nella contrapposizione. E perché in fondo quella del cacciatore di aquiloni è una storia che ha la struttura di una favola.
Limitazioni
ValsecchiLe uniche limitazioni imposte sono quelle legate alla grandezza del nome che tutti i più grandi autori si portano dietro. Cè stata più che altro la scelta editoriale di restare in tutto e per tutto fedeli al romanzo: il libro di per sé si presta molto ad approfondimenti su molti temi, storici, attuali, sociali ma anche strettamente personali e umani.
Anche le scene più dure sono state mantenute tali, dandone anzi il risalto che meritano. Da parte di Hosseini cè sempre stata una risposta piuttosto entusiasta durante tutto il corso dopera del fumetto, i suoi interventi sono stati molto minimali.
Celoni
Limitazioni? No, non mi pare. Mi è stato chiesto di creare una bibbia iniziale dei personaggi principali, cioè uno studio dei characters da mostrare allautore e al suo staff. Sono andati bene e siamo partiti.
Durante la lavorazione lui aveva comunque - per contratto - lultima parola, ma è una cosa che ho accettato fin dallinizio chiarendo molto bene i limiti e le modalità della cosa. E non cè stato nessun problema particolare nè Hosseini ne ha posti. E stato anzi molto soddisfatto e gentile, oltre a non aver mai imposto la sua presenza durante la lavorazione. Cosa mica da poco in questo genere di lavori, ti assicuro.
Testi & Disegni
ValsecchiNon credo che se lo ricordi, ma Fabio anni fa è stato uno dei miei esaminatori durante lesame alla Scuola del fumetto di Milano. Conclusi gli esami, rimanemmo a parlare a lungo del rapporto tra sceneggiatore e disegnatore: ricordo che disse "il disegnatore ha sempre lultima parola", io lì per lì rimasi scettico.
Per anni mi sono continuato a chiedere se fosse la storia al servizio del disegno, oppure il disegno al servizio della storia. Negli anni ho imparato che il rapporto tra storia e disegno non può essere univoco, il fumetto trae la sua forza dalla miscela dei due elementi che diventano un tuttuno indistinguibile: al disegnatore il compito di far transitare luniverso dello scrittore/sceneggiatore in quello del lettore. Ed ecco in che modo è il disegnatore mette lultima parola.
E Fabio in questo senso è uno di quei rari disegnatori che fa la differenza. La parola "difficoltà" con lui non esiste; rende tutto incredibilmente facile: è molto accorto e preciso, referenziato, non si sofferma solo sul suo lavoro, essendo allo stesso tempo sceneggiatore interviene anche per migliorare la fluidità della storia.
Celoni
Tommaso è una persona splendida che ho conosciuto con questo lavoro. Intendo che lho conosciuto meglio, perchè in realtà ci eravamo già incontrati in precedenza. A mio avviso è davvero un ottimo sceneggiatore e abbiamo lavorato molto bene insieme, non era facile tradurre in tavole di fumetti una storia del genere ma penso che Tommaso abbia fatto un lavoro egregio.
E' riuscito a dare un bel ritmo alla storia, che è lunga e complessa. Talvolta mi è capitato di rompergli le scatole perchè mi veniva in mente di fare piccole modifiche di inquadrature, regia e cose così, ma devo dire che è stata la persona più paziente e cortese del mondo.. spero di non averti fatto impazzire troppo, Tommaso! :-)
Il Team
CeloniMirka Andolfo, che ha colorato il tutto facendo un lavoro meraviglioso. Ha esaltato come meglio non avrei saputo fare le tavole, e in più aggiungici che è una persona disponibilissima e di una gentilezza rara, è stato davvero un piacere lavorare con lei.
Davide Caci, che è innanzitutto un amico. Lui ha dato una mano (fondamentale) con le basi piatte dei colori e per un sacco di altri dettagli, dentro e fuori le tavole!
Poi la bravissima Paola Cannatella, che ha realizzato il lettering.
E naturalmente Roberta Bianchi, che ha gestito e coordinato il tutto, cosa davvero non facile in produzioni del genere.
Alla fine, nonostante i piccoli/grandi problemi che inevitabilmente insorgono in simili lavori, dettati dai tempi stretti, dalle mille variabili, dal fatto di lavorare in team e dallavere molte voci da ascoltare e da far cantare insieme (in Italia e allestero), sembra proprio che ce labbiamo fatta... e personalmente non vedo lora di poterlo leggere. Su carta, però, che liPad non ce lho!
Il cacciatore di aquiloni
a fumetti
Edizioni Piemme


