Padre Brown
Padre Brown
A oltre due anni dall'esordio in libreria della riuscitissima "operazione" don Camillo a fumetti, la ReNoir Comics si appresta, in occasione dell'ormai prossima Lucca Comics & Games, a pubblicare la trasposizione a fumetti dedicata a un nuovo notissimo personaggio letterario: Padre Brown, il sacerdote-detective creato dall'inglese Gilbert Keith Chesterton all'inizio del ventesimo secolo.Cinque sono i libri dedicati alle avventure di Padre Brown contenenti tra gli otto e i dodici racconti. Il primo cartonato a fumetti presenta il secondo racconto del primo volume, "Il giardino segreto", ma sono già in lavorazione il primo, "La croce azzurra", e il terzo, "Gli strani passi". I racconti, data la lunghezza e larticolazione delle trame, verranno adattati in storie a fumetti che andranno dalle 20 alle 32 tavole.
Un sempre ispirato Davide Barzi si occupa dei testi ed è coadiuvato ai disegni da Werner Maresta, autore del primo numero, Riccardo Chiereghin e Francesco Bonanno, entrambi già visti sulla testata don Camillo a fumetti.
In giro per la rete
Padre Brown: wikipedia
ReNoir Comics
Davide Barzi: il blog
Werner Maresta: il blog
Un primo assaggio di quanto stesse bollendo in pentola fu proposto ai lettori durante l'edizione 2012 della kermesse lucchese attraverso la distribuzione gratuita di un numero zero, presso lo stand della casa editrice ReNoir.
Abbiamo contattato Davide Barzi e Werner Maresta, che ringraziamo per la disponibilità mostrata, che ci hanno dato l'opportunità di scoprire alcuni retroscena legati alla scelta e alla realizzazione dei racconti a fumetti.
Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite...
In principio
Davide BarziDon Camillo a fumetti, la trasposizione in vignette dei racconti di Giovannino Guareschi, ha avuto una risposta di pubblico in parte attesa ma comunque sorprendente. In redazione ci siamo chiesti quale altro personaggio letterario del secolo scorso ancora non avesse un adattamento illustrato. Sono emerse alcune idee, non escludiamo che altre ne vedrete in futuro.
La prima scelta è caduta su un personaggio che ha già avuto una versione a fumetti trentanni fa (tra il 1981 e il 1982), limitata a pochi episodi mirabilmente realizzati da Renata Gelardini e Lino Landolfi e pubblicati sul settimanale il Giornalino:Padre Brown , il sacerdote cattolico e investigatore (a volte suo malgrado, verrebbe da dire), protagonista di oltre cinquanta racconti gialli realizzati dello scrittore britannico Gilbert Keith Chesterton tra il 1911 e il 1935.
Difficoltà
Davide BarziNonostante lo zoccolo duro di chestertoniani che sappiamo esistere, in realtà per il pubblico televisivo (che notoriamente, ahinoi, è più vasto di quello dei lettori), ci si è presentato anche/soprattutto il confronto con un padre Brown non raccontato ma mostrato. Come già don Camillo, per il quale cera da fare i conti con la notissima saga cinematografica interpretata da Fernandel e Gino Cervi, anche per il buffo parroco detective esiste un adattamento, seppure per il piccolo schermo, che ha fatto storia: i sei episodi della miniserie televisiva tutta italiana "I racconti di padre Brown" interpretata da Renato Rascel tra il 1970 e il 1971.
Narrativamente, allora gli sceneggiati televisivi avevano un impianto molto teatrale, quindi era chiaro che ci si doveva muovere in altra direzione, cogliere dove possibile gli elementi dinamici per mantenere alta lattenzione del lettore pur senza tradire il gusto per il dialogo tipico dello scrittore. Per ora padre Brown vince il premio per il personaggio le cui storie ho scritto e riscritto più volte, ogni sceneggiatura (per ora ne ho chiuse tre) ha avuto almeno tre passaggi di modifiche robusti, ma questo non per richieste delleditore, che comunque sono giustamente arrivate, ma ancor prima, perché ho continuato a lavorarci, a buttare via intere sequenze finché non ne sono stato soddisfatto.
Unaltra difficoltà è quella del reperimento della documentazione, con don Camillo è decisamente più facile, i luoghi si possono comodamente visitare e gli eredi Guareschi hanno un archivio fotografico smisurato. In questo caso il lavoro di ricerca è stato immane, ma in questo sono stato fortunato, perché ho lavorato con Werner che dal punto di vista dello scrupolo per il dettaglio e della filologia del particolare è dieci volte più matto di me, che già sono a un livello di paranoia non indifferente.
Werner Maresta
Per me lapproccio è stato piuttosto diverso rispetto al lavoro fatto su Don Camillo. Al contrario della famosa saga guareschiana, del personaggio di Chesterton conoscevo a malapena il nome, non avendo visto neppure lo sceneggiato televisivo. Prima di iniziare ho voluto leggere il racconto originale da cui era tratto questo primo episodio, anche se in fase di disegno ho poi fatto completo affidamento sulla sceneggiatura di Davide Barzi. Il mio apporto maggiore è ovviamente avvenuto dal punto di vista grafico.
Trovandomi ad illustrare un racconto ambientato ai primi del '900, mi è sembrato naturale andare a documentarmi sul tipo di opere artistiche che circolavano in quel periodo, e mi sono imbattuto così nel lavoro di alcuni illustratori del calibro di Charles Dana Gibson e Orson Lowell. Lespressività dei personaggi e la composizione di alcune loro tavole mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta, senza parlare poi delluso superbo del tratteggio, che riesce ad ottenere (senza luso del colore o di alcuno sfumato) una resa dei volumi pari a quella di un dipinto.
Penso che troppo spesso chi realizza fumetti trascuri limportanza di trovare ispirazione al di fuori del proprio mezzo, e quando si parla di "grandi maestri" ci si riferisce sempre e comunque ad altri autori di fumetti, per quanto eccelsi. In questo modo però viene ignorata (e dimenticata dalle nuove generazioni) uneredità artistica ricchissima che avrebbe ancora molto da dire. Per trovare una metafora (forse) un po estrema , potremmo paragonare un autore di fumetti ad un criceto. Qualsiasi allevatore che si rispetti sa bene che facendo accoppiare gli animali tra consanguinei non se ne ricava nulla di buono e che per ottenere dei risultati bisogna allungare lo sguardo oltre la gabbia...
Ma tornando a noi: non ho certo la presunzione di aver raggiunto un livello artistico degno dei maestri citati, ma prendere a modello il loro lavoro è stata comunque unoperazione che mi ha permesso di ottenere diversi risultati: in primis, aumentare in modo esponenziale la mia lentezza. Poi, consumare la punta della penna elettronica graffiando lo schermo della Cintiq. Per ultimo, forse, attirare su di me lira di chi dovrà in seguito proseguire lopera facendo i conti con un disegno iper-dettagliato dove le campiture bianche e nere sono ridotte al minimo. Spero ne sia valsa comunque la pena e che questo sforzo possa essere apprezzato da qualcuno!
Barry Fitzgerald
Davide BarziCome per don Camillo, si è deciso di non rifarsi al noto precedente, ma nemmeno alla versione di Gelardini e Landolfi. Insieme al disegnatore Roberto Meli abbiamo ragionato molto su quali fattezze dare al personaggi che il suo creatore descrive come "lento, buffo e impacciato, dalla timidezza congenita, un campagnolo del Suffolk ma al contempo colto e arguto". La scelta è infine ricaduta sullattore irlandese Barry Fitzgerald (1888-1961).
Volume 1
Il giardino segretosceneggiatura: Davide Barzi
disegni: Werner Maresta
previsto per: ottobre 2013
Padre Brown
bianco e nero - cartonato
48pp, 23x31 cm
12,90
ReNoir Comics


