Gli Occhi e il Buio
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il secondo romanzo a fumetti di Simeoni
Dopo le avventure fantasy di Dragonero � la volta di un thriller psicologico, ambientato nell'Italia dei primi del '900, scritto e disegnato da Luigi Simeoni. All'autore bresciano, che ringraziamo per la disponibilit� mostrata, abbiamo chiesto quali sono state le motivazioni di base che l'hanno spinto a realizzare questa storia e il percorso che si � reso necessario per arrivare al risultato finale.
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Buona lettura.
Genesi di un Romanzo
Dovete sapere che al di l� di un aspetto tranquillizzante, io sono davvero un po' matto. Da una decina d'anni pensavo a come poter rendere, con un racconto facilmente comprensibile il difficile rapporto tra Genio e Follia che, in realt�, tira dentro violentemente anche il pi� ampio binomio Bene e Male.
Man mano che passavano gli anni mi rendevo conto che la cronaca di ogni giorno offriva con drammatica sistematicit� lo spunto per arrivare a definire la storia che volevo raccontare, una storia in cui fosse difficile dire dove finisse il Genio e iniziasse la Follia. Io sono appassionato d'arte e nella Storia dell'Arte si sono spesso incontrati personaggi completamente pazzi o tendenti al gesto criminoso che in qualche modo sono stati "assolti" per la genialit� delle loro invenzioni artistiche, valga per tutti l'esempio di Caravaggio, che uccise un uomo per futili motivi e pass� la sua vita a fuggire, ferire, picchiare, ubriacarsi e chiss� cos'altro.
Un folle geniale o un genio pazzoide?
Oggi, col senno di un poi che pone le sue radici su quanto quell'artista ha fatto per la pittura a livello mondiale, possiamo solo considerarlo un grandissimo genio, accontentandoci (per modo di dire) delle dosi di follia quotidiana che ci toccano pi� da vicino. I secoli lavano le colpe, questo ormai lo sappiamo bene. Insomma, messi a fuoco questi allegri concetti, mi sono industriato per vestire la storia con un'avventura che trainasse il lettore fino all'ultima pagina.
Ma il progetto, fino a tre anni fa, era difficilmente realizzabile: nelle serie regolari della Bonelli non c'era posto per un prodotto con queste premesse, e non c'erano altri editori in grado di accollarselo. Un giorno ne parlai con l'amico Stefano Vietti, col quale mi sento spesso, e mi disse:
...tienila l� (l'idea), che io e Enoch vogliamo proporre un progetto a Bonelli per una collana di romanzi a fumetti.
In effetti, mi disse, c'erano molti autori che conservavano idee buone nei loro cassetti, ma troppo diverse da quanto la SBE aveva gi� in cantiere.
Mi richiam� qualche giorno dopo:
Se hai ancora voglia, Gigi, presenta il soggetto: sembrano disposti a prendere la cosa in considerazione.Cos�, iniziai a lavorare di fino. Innanzitutto l'epoca: sono un appassionato di avanguardie artistiche, il mio personaggio � un artista e quindi collocai la vicenda all'inizio del '900. Sapevo che Filippo Tommaso Marinetti aveva presentato il Manifesto del Movimento Futurista a
Milano nel 1909, che Vassilj Kandinskij realizz� il primo acquerello astratto nel 1910, cos� decisi di battere tutti sul tempo e inventai di sana pianta un genio del pennello che inventasse una nuova corrente pittorica.
Nel 1907 ci fu la vittoria dell'equipaggio Italiano al raid automobilistico Pechino-Parigi: dato che sono appassionato di auto d'epoca, mi � parso un inizio perfetto per presentare il sogno della Belle Epoque, cos� cominciai a studiare ogni aspetto politico, storico culturale, sociale, artistico di quegli anni. La citt� di Milano, con le piazze agitate dagli scioperi dei lavoratori e i quotidiani incendiati dal furore politico, i concerti alla Scala e migliaia di lampade elettriche Edison che illuminavano a giorno la galleria Vittorio Emanuele, era il contesto ideale. Il caso ha voluto poi che scoprissi che proprio in quegli anni, nel 1903, il ministro Giuseppe Zanardelli avesse sottoscritto un decreto che stabiliva, per gli agenti di polizia che volevano diventare Effettivi, l'obbligo di frequentare i nuovissimi Corsi di Polizia Scientifica: una novit� assoluta, che pose l'Italia al vertice nella scoperta e codifica delle nuove metodologie di investigazione a livello mondiale. Insomma, possiamo dire che cento anni fa, CSI lo facevamo noi!
Cos�, ho inserito un secondo protagonista, che riveste un ruolo diametralmente opposto a quello dell'artista. Il mio commissarioDe Vitalis � ligio al dovere, ambizioso, disciplinato, logico, misurato, forse anche freddo. Necessariamente freddo. Ho contattato l'Ufficio Storico della Polizia di Stato, a Roma, e ho avuto un appoggio e un aiuto enormi dall'Ispettore Superiore Giulio Quintavalli, espertissimo e instancabile.
Ho voluto inserire anche la vita della redazione di un quotidiano, il Secolo, che esisteva realmente (fu chiuso da Mussolini nel 1928), che rappresenta la nascita di un giornalismo d'assalto, agguerrito e preparato a contendersi con la polizia i risultati delle indagini sul Mostro, in cerca dello scoop.
Ho raccontato la vita dei bordelli di lusso attraverso il personaggio diClaudette , bionda, affascinante e spericolata. Poi ho raccolto decine di libri su qualsiasi argomento inerente il periodo della Belle Epoque, fotografie, saggi, trattati, manuali, disegni, mappe, costumi, mezzi di trasporto, ecc.
E naturalmente ho saccheggiato Internet, dove ho trovato notizie e dettagli cos� particolari da essere quasi incredibili: sapevate voi che nel 1905 Umberto Ellero brevett� un sistema di comunicazione a distanza delle immagini, praticamente il bisnonno del Telefax, chiamato Ellerogramma? Io non lo sapevo, e quando l'ho scoperto sono rimasto a bocca aperta. Naturalmente, una chicca cos� non poteva non essere inserita nella storia, cos� ho trovato posto anche per l'Ellerogramma. Ho girato per Milano con la mia fotocamera digitale, sono stato in Universit� Statale (che, per chi non lo sapesse, nel 1907 era l'Ospedale Maggiore, chiamato familiarmente Ca' Granda), insomma, ho lavorato parecchio per ottenere una storia che fosse tanto frutto della mia fantasia quanto ben ancorata a fatti e personaggi di un'epoca storica reale e ben documentata. E ricca di particolari curiosi. Alla fine avevo in mano materiale per scrivere un giallo, uno psyco-thriller, un romanzo storico, d'azione, spruzzato di commedia, di horror, di dramma. Il risultato � Gli occhi e il buio, che esce ad Halloween. Un buon motivo per provare a spaventarvi un po'�
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