Tex nel recinto dei paletti

� ancora possibile scrivere un Tex non dimentico di GLB?
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Tex nel recinto dei paletti
Tex almanacco 2007 "Polizia Apache"

Scheda IT-TX-AL07

Mauro Boselli sa scrivere Tex. Lo sa scrivere perfino ad onta di paletti redazionali del piffero, redazional/editoriali annacquamenti dello stile dei dialoghi, genuflessioni varie al buonismo imperante; ad onta perfino di quel bolso spiegazionismo bonelliano che solo pu� spiegarsi in ragione di una precisa linea della casa editrice, evidentemente convinta che i propri distrattissimi lettori abbisognino di essere salvaguardati dal rischio di fare uno sforzo mentale di comprensione che possa risultar loro fatale (e se leggono i fumetti del Sergio, penser� il medesimo, � ovvio che siano persone che corrono tale rischio).

Tutto quanto sopra rappresenta la zavorra di quasi tutte le storie recenti del Tex boselliano, e questo "Polizia Apache" non fa eccezione. Zavorra esterna, e non interna come la pedanteria dampyriana; zavorra che quindi costringe Boselli, diversamente da Claudio Nizzi che vi si accascia sopra con gusto, ad aguzzare l'ingegno per partorire storie che, impossibilitate ad essere gianluigibonelliane anche nella lettera, ne mantengano almeno lo spirito.

Con queste premesse, "Polizia Apache", storia almanaccosa scintillante dell'esordio texiano di Garcia Seijas, rappresenta un modello esemplare di "Tex anno 2007" (che gi� soltanto tre o quattro anni fa una maggiore libert� era palpabile, e i risultati boselliani conseguenti). Di Tex funzionante, si intende. Tex non caricaturalizzato. Scrivere Tex oggi meglio di cos� probabilmente non � possibile. Ovviamente non sotto il profilo tecnico-letterario, ma dovendo tener conto della linea editoriale della testata (e un po' di tutta la casa editrice).

Salgado e Klanay
pagg. 122, 140

(c) 2007 SBE

Salgado e Klanay<br>pagg. 122, 140<br><i>(c) 2007 SBE</i>

E' quindi un Tex con delle zopp�e inevitabili, ma che tuttavia restituisce il piacere di leggere avventure abbastanza ben fatte di un vero eroe. E' un Tex che, in linea generale, non pu� risaltare tra gli altri personaggi quale primus inter pares di un gran consesso - si ricordi che Tex agiva tra amici della fatta di Montales, El Morisco, Gros-Jean o Jim Brandon; e nemici del calibro di Mefisto, Yama, Do�a Manuela, il Diablero - semplicemente perch� tali altri personaggi non debbono avere uno spessore e caratterizzazioni tali da acquistare rilievo, ch� in tal caso non sarebbero dei personaggi realistici (si legga: rischierebbero di essere personaggi avvincenti). E Tex quindi brilla non di luce maggiore in un gran consesso, ma in quanto unica luce in un consesso di mezze figure (con Nizzi � costantemente spento anche lui).

Come villain qui tocca accontentarsi di un bestione senza cervello, ma per lo meno abbastanza svelto di pistola da accoppare nemici a tutto spiano: un avversario non del tutto indegno di Aquila della Notte; il ranchero cattivo e l'agente indiano corrotto non escono dai binari di una tranquillizzantissima malvagit� ordinaria e tutta di superficie. Gli amici sono un vecchio guerriero Apache ormai sfiatato ma ancora pieno di dignit� e Klanay, un giovane ribelle Apache - ma molto, molto buono (cosa che deve sembrare particolarmente realistica: un giovane predone Apache dal cuore d'oro). Non manca la figura un po' ambigua di un terzo Apache, Salgado, capo della polizia indigena del titolo; ma n� costui n� il precedente evadono da una caratterizzazione schematica ed esemplare.

Pure, Mauro Boselli riesce a tutelare il personaggio, a ridargli dignit�, caratterizzandolo come un duro, accorto, intelligente uomo del west, nonostante le verbosit� e le "tenerezze" - il primo colloquio con il "collega" agente indiano risulta molto, forse troppo forzato in un'ottica di texianit� autentica. Tex viene inutilmente "costretto" a spiegare per filo e per segno come abbia vinto la partita a poker, per� quanto meno quella partita la vince alla vecchia maniera, e tanto in quell'occasione che nel corso di tutta la storia mena le mani, non confonde i peggio mannaggia con i poveri diavoli e non mette questi ultimi in pericolo (oggi come oggi, che nessuno ci lasci le penne per la dabbenaggine di Tex Willer � un evento).

Il valore aggiunto, a volte � poca cosa in termini quantitativi, ma tale da illuminare di s� un'opera.
E' sufficiente questa minima correttezza verso il personaggio, questo rispetto delle sole basi senza le quali esso diviene altro da Tex, a fare di una storia di Tex Willer (grasso che cola ai tempi del Nizzismo) una buona storia di Tex Willer ('o miracolo!)? No in assenza di un valore aggiunto. Il valore aggiunto, a volte � poca cosa in termini quantitativi, ma tale da illuminare di s� un'opera. In questo caso si tratta di due tavole su centodieci: le pagine 57 e 58 dell'albo. Nella prima, esaltato dal disegno pressoch� perfetto di Seijas, Boselli regala uno squarcio di lirismo autentico: la panoramica del miserrimo villaggio Apache non necessita di parole inutili per mostrare, in un fumetto che non � mai stato troppo realistico, la realt� degli indiani dell'ovest americano. Nella successiva, Boselli mostra tutta l'umanit� - l'umanit� vera, non quella fasulla del personaggio nizziano, imbolsito, ambiguo, spesse volte incapace e maligno - di Tex: la delicatezza con cui il ranger tratta l'anziano guerriero Lupo Grigio va al cuore dei concetti di amicizia, giustizia e rispetto di Aquila della Notte. Sono illuminazioni del genere a fare la differenza: Boselli sa fare la differenza.

Il valore aggiunto /1
pag. 57

(c) 2007 SBE

Il valore aggiunto /1<br>pag. 57<br><i>(c) 2007 SBE</i>

Il valore aggiunto /2
pag. 58

(c) 2007 SBE

Il valore aggiunto /2<br>pag. 58<br><i>(c) 2007 SBE</i>

Parlando di valore aggiunto: Ernesto Rudesindo Garcia Seijas. Tra i maggiori disegnatori viventi in uno stile di disegno reale pi� e prima ancora che realista (un pudore forse ipocrita trattiene dal dire: il maggiore), Seijas � anche un maestro autentico del disegno "bello", e questo albo ne mostra e conferma le doti. Seconda prova texiana dell'artista argentino (la sua prima, il texone da anni annunciato, resta per ora inedita, e trattandosi di sceneggiatura di Claudio Nizzi � probabilmente un bene che Seijas sia stato fatto conoscere ai lettori texiani attraverso questo almanacco), ce lo fa vedere padrone del personaggio, del quale fornisce un'interpretazione vigorosa e dinamica allo stesso tempo, ricca di espressivit� e carisma. Ma � soprattutto nel resto del suo lavoro che va ricercato il valore aggiunto: in un paesaggio west che restituisce in pieno l'aridit� dei terreni riarsi e il rigoglio delle macchie di vegetazione, la maest� dei panorami e il dettaglio curatissimo dei particolari naturali, la miseria del villaggio della riserva di Warm Springs e il lusso delle abitazioni del suo agente indiano e del ranchero Hernandez; cos� come il paesaggio umano: galleria di caratteri fisici scolpiti con un'attenzione fino alla minuzia: nei volti dei personaggi indiani Seijas riesce a scavare una storia di sofferenze, nei loro corpi una di privazioni costanti. Da applausi, infine, l'abilit� (tutta caratteristica della SBE?) nell'aver fornito a uno degli interpreti pi� squisiti della figura femminile in fiore una storia dove ha potuto prodursi nel disegno di un'infinita teoria di maschioni, interrotta da un'anziana Apache non meno che ottantenne e dal lampeggiare di una macilenta ragazza coperta all'inverosimile.

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