Mescaleros!

il figliol prodigo di G. L. Bonelli si chiama Lucero
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Mescaleros!
Tex 151-154
uBCode: ubcdbIT-TX-151-154

Mescaleros!
- Trama

Tex e i suoi pards sono sulle tracce di una banda di Apaches Mescaleros che compie sanguinose incursioni nella zona montagnosa intorno a Nogales. Dall'unico testimone scampato ad una rapina, i pards apprendono il nome del loro capo, Lucero, e su questo nome si focalizzano le complesse indagini. Dopo molte ricerche, inseguimenti e interrogatori, Tex tende una trappola ai Mescaleros usando come esca un mercante messicano, informatore della banda. Seguendo le tracce di Lucero, rimasto ferito durante la sparatoria, i quattro pards scoprono che gli scorridori Mescaleros, dopo le incursioni, si mescolavano ai pastori di Don Fabio Esqueda, un ricco ranchero messicano, che altri non è se non Lucero stesso. La caccia si chiude alla Missione di San Xavier dove Lucero, alla fine di una tragica corsa, muore da penitente sulla tomba del frate da lui ucciso, che era stato uno dei suoi maestri in gioventù.

Valutazione

ideazione/soggetto
 7/7 
sceneggiatura/dialoghi
 7/7 
disegni/colori/lettering
 6/7 
 95
data pubblicazione Mag 1973 - Ago 1973
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbGiovanni Luigi Bonelli
copertina di ubcdbAurelio Galleppini (Galep)
disegni (matite e chine) di ubcdbGuglielmo Letteri
copertine
Tex 151<br>copertina di Aurelio Galleppini<br><i>(c) 1973 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 152<br>copertina di Aurelio Galleppini<br><i>(c) 1973 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 153<br>copertina di Aurelio Galleppini<br><i>(c) 1973 Sergio Bonelli Editore</i> Tex 154<br>copertina di Aurelio Galleppini<br><i>(c) 1973 Sergio Bonelli Editore</i>

Annotazioni

Espiazione

Lucero percorre una "pista della morte" e sua madre lo sa: nel fuoco vede segni e presagi di morte, il Grande Spirito le manda sogni cattivi e una grande ombra la sovrasta. Sempre al telaio, come le Parche, l'anziana madre non approva la scelta del figlio, questo suo vivere e parlare come un bianco, lontano dal "sentiero della saggezza" e dalle tradizioni del suo popolo. «I tuoi occhi sono stanchi, madre, e non possono vedere la grande pista che sto tracciando per condurre la mia gente su terre ricche di acqua e selvaggina!» le dice il figlio, che ha sogni, ambizioni e un furente desiderio di vendetta.
Ma la madre vede chiaramente e molto più lontano di Lucero: quando questi cerca di ingannare la Morte, che lui crede "stanca" per aver "mietuto molte vite" tra i suoi guerrieri, ella comprende che il figlio sta per prendere una "pista senza ritorno" e il suo addio si perde nel pianto.
È qui che ha inizio per Lucero un cammino di sofferenza e di redenzione: l'acqua che doveva ristorarlo, ne infetta la ferita; la febbre lo rende pazzo e la pazzia lo spinge ad una corsa delirante per sfuggire alla Morte e alla sua "pietosa mano". Ma il Destino o "la mano di Dio" - come suggerirà poi il frate anziano di San Xavier - gli dà un’ultima possibilità di riparare, almeno in parte, al male commesso: guidato, sorretto e illuminato dal prezioso crocefisso un tempo sottratto a Padre Tommaso, Lucero riporta il "totem della croce" alla missione di San Xavier e qui trova alfine la pace in un tomba segnata da una croce di legno.
Le ultime quaranta pagine rendono indimenticabile una storia già di altissimo livello, ricca di ambienti e personaggi e ottimamente sceneggiata.
L’avversario di Tex viene tratteggiato con particolare cura, come se Gian Luigi Bonelli avesse voluto mettere Tex davanti ad uno specchio. Lucero è la sua "versione" indiana: un capo coraggioso, scaltro e molto amato dai sui uomini, che per sopravvivere sceglie il modo indiano di combattere; saccheggi, scorrerie e una lunga scia di sangue che lascia dietro di sé molte vittime innocenti. Se Tex è un mezzo indiano, Lucero è per metà bianco, ma la sua identità bianca diventa un mezzo per portare a compimento la sua visione, un abito che egli disprezza e che cerca di distruggere, insieme con il suo passato di allievo modello, pur avendone sempre conservato il simbolo, ossia il "totem-croce", il "segno del Dio dei bianchi" che Lucero alla fine riporterà a casa.
Al contrario di Lucero, Tex vive profondamente - e senza conflitti - entrambi i ruoli. Tex non recita e quando indossa il costume navajo non usa trucchi. In lui si fondono - spiritualmente e carnalmente (grazie al sangue mescolato con Lilyth) - le parti migliori delle due culture. Entrambe sono improntate ad una concezione di giustizia che passa attraverso la vendetta, ma la giustizia di Tex non è né quella di Lucero, né quella dei politicanti di Washington: è una giustizia che dipende dalla coscienza individuale e dal buon senso, una giustizia scevra dal Male e che non causa mai vittime innocenti.
Tex rincorre Lucero per tutta la storia, ma i due non s’incontreranno: sarà la "Giustizia di Dio" a scrivere la parola fine sulla vicenda di un uomo che a sua tempo è stato una vittima, ma che ha cercato di ottenere giustizia nel modo sbagliato.
Nell’universo di Tex il male commesso si paga. Sempre.

Note e citazioni

  • È la quindicesima avventura di Tex disegnata dal compianto maestro Guglielmo Letteri che affronta da par suo questa storia complessa, caratterizzata dalla presenza di tanti personaggi e dalla continua alternanza di ambientazioni: indiani Apaches e Mescaleros nei territori selvaggi dell’Arizona e del Messico, sceriffi e umanità varia nelle cittadine del sud dell’Arizona, militari capaci e militari ottusi a Fort Bayard e Fort Huachuca, pastori messicani del ranch di Don Fabio Esqueda, frati gesuiti della missione di San Xavier. Si noti la splendida caratterizzazione di Lucero/Don Fabio e le sorprendenti tavole che raccontano della sua folle corsa interrotta dalla Morte e del cammino penitenziale fino alla Missione di San Xavier.
  • In questa storia compare il capo Apache Cochise, fratello di sangue di Tex, apparso per la prima volta nella storia "L'enigma della lancia" contenuta ne Il passato di Tex n.83.
  • Lucero si dimostra un avversario temibile e degno di rispetto: "un Satanasso di notevole intelligenza", lo definisce Tex (pag.89 del n.152) e addirittura, dopo l’ultima "bella mossa" di Lucero (pag.100 del n.156), Tex esclama: «Se non fosse perché è un dannato furfante, sarei tentato di fargli tanto di cappello!». In effetti i due uomini hanno diversi punti in comune, se prendiamo in considerazione elementi quali il coraggio, la decisione, l'astuzia, l’intelligenza e la ferrea volontà di salvare e proteggere il proprio popolo. Inoltre entrambi vivono al confine tra il mondo dei bianchi e quelli degli indiani.
  • Un personaggio di tal fatta non può trovare la morte per mano di Tex o di altri personaggi o del caso: spetta invece alla Giustizia divina accompagnare Lucero nel suo ultimo viaggio. La saga texiana abbonda di situazioni in cui i cattivi muoiono prima che Tex abbia modo di fare personalmente giustizia (cattivi che si uccidono fra loro o vengono uccisi dai loro ex alleati, si suicidano per sfuggire alla cattura, muoiono tra le fiamme purificatrici del loro covo, ecc., spesso subendo la sorte che essi avevano riservato alle loro vittime), ma il caso di Lucero è particolare: la Giustizia divina lo punisce ma al tempo stesso lo libera, alla fine di un percorso di sofferenza e ravvedimento.
  • Riportiamo il commento dedicato a questa storia da Mauro Boselli in A.A.V.V. Dossier Tex, "Dime Press", n.6, febbraio 1994, Firenze, Glamour International Production, pag.59:
    Non è vero che per G. L. Bonelli la divisione tra il Bene e il Male sia netta e senza ombre. Le avventure in cui compaiono "cattivi" indiani (che hanno mille ragioni per essere cattivi!) ci presentano varie gradazioni intermedie: Tex fa giustizia, ma non dà mai giudizi morali, e spesso, come in "Apache Kid", si mette dalla parte del "cattivo". In quest'altro drammatico capolavoro, a portare la giustizia e a dipanare il meccanismo narrativo, non sono soltanto Tex e i suoi pards, ma le contraddizioni di una personalità complessa. Se Shakespeare potesse leggere fumetti, apprezzerebbe Lucero. Eroe negativo di statura tragica, Lucero è un personaggio diviso tra due mondi. Capo di una banda di ex-predoni Mescaleros che rapinano diligenze e convogli senza lasciare testimoni né tracce, Lucero ha assunto l'identità di un insospettabile ranchero messicano: da una parte abbiamo Don Fabio De Esqueda, ricco allevatore di pecore, generoso con i suoi dipendenti, dall'altra il crudele padrone Lucero, bandito vendicatore che combatte i bianchi non per lucro ma per patriottismo. "Faremo rimpiangere ai cani bianchi il momento in cui decisero di distruggere i nostri villaggi e di cacciarci dalle nostre terre come cani selvaggi", dice Lucero alla madre. La patria dei Mescaleros, la Sierra Blanca, è ormai perduta, e con i proventi delle rapine Don Fabio compra terre per il suo popolo sradicato. Ma quali sono le vere radici di Lucero? Il continuo scambio d'identità è anche schizofrenia, sdoppiamento: il terribile predone mescalero è anche un ex-allievo modello della missione francescana di San Xavier, che pregava il Dio dei bianchi ed era "maledettamente bravo" come attore nelle rappresentazioni religiose. Poi, tra i suoi possibili destini, il giovane Lucero scelse quello indiano: rifiutò l'istruzione e la benevolenza dei bianchi, rubò un crocefisso d'oro e fuggì. L'indagine di Tex si chiude su di lui, Lucero fugge, ferito e scortato dall'angelo della morte, proprio alla missione, dove prima di morire chiede perdono per il male commesso.
  • Tex nutre una profonda sfiducia nei confronti dei massimi apparati dello Stato (amministrativo, giudiziario e militare) e un malcelato disprezzo nei confronti dei politicanti di professione, in particolare quelli di Washington («...fra gli scaldapoltrone di Washington, la gente in gamba è maledettamente poca...», pag.68, n.152), ritenuti generalmente incompetenti e incapaci di comprendere la realtà del West, quando non colpevoli di corruzione e di collusione con speculatori e affaristi di vario genere. Esemplificativo di tale atteggiamento di Tex è il dialogo che avviene tra lui e Carson a pag.25-26 del n.152 (riportato nella sezione "Frasi") dove l'avversione per le "teste di vitello" di Washington (altrimenti detti "grossi papaveri" e "palloni gonfiati") diventa esplicita condanna per l'attività politica come tale. Si osservi inoltre che Tex non parla quasi mai di politica, ma sempre di legge e giustizia.
  • Il modo personale di Tex d'interpretare la legge, di muoversi sempre attorno ai suoi confini e di varcarli, violandoli spesso impunemente, non può che porlo in conflitto con le autorità militari con le quali Tex ha un rapporto complesso e tormentato. Alla base di tale rapporto vi è la sfiducia: Tex diffida sempre dei militari, a volte anche di quelli che lo conoscono e lo stimano. Qui Tex è sulle tracce dei Mescaleros per conto dell'esercito, ma a seguito di uno scontro verbale con il colonnello Brokman, decide di continuare le ricerche per conto proprio e con i suoi metodi "Ossia, al di là delle regole!" (pag.56, n.152). Di Brokman, esempio texiano classico di comandante rigido e incompetente, Tex afferma: «I cialtroni in divisa come lui si prendono a calci, non con le molle, e sono proprio i tipi come Brokman che sono all’origine di molti guai che affliggono l’Esercito e il Paese!» (pag.11, n.152).
  • Sfogliando l'edizione Tex Nuova Ristampa della storia in oggetto, notiamo alcune modifiche rispetto all'originale, a parte il rifacimento dei balloon e molte correzioni e/o aggiunte riguardanti le onomatopee. n.151: L’esclamazione "Ah!" viene spostata dall’uomo di guardia al postiglione (pag.69); alla fine della frase di Tex "..che tipo è!" viene aggiunto "questo Esqueda" (pag.109). n.152: la parte finale del pensiero di Carson "..daranno anch’essi l’abituale risposta!" viene modificata in ".. daranno la solita risposta!" (pag.6); viene eliminata l’esclamazione "Umh!" (pag.13 centrale); il pensiero "Maledetto vagabondo!" viene eliminato (pag.33 in basso a destra); "Forse non ne varrebbe la pena!" diventa "Non ne vale la pena!" (pag.36 in alto a destra); alla frase di Medranos "È ancora dal medico.." viene premesso "Quell’uomo" (pag.63); nella didascalia in basso a destra sempre di pag.63, la didascalia "Nico imbocca la porta del locale.." diventa "Nico ritorna nel saloon.."; alla domanda di Tex "Non state esagerando?" viene aggiunto "Capitano Marbleton" (pag.66); "era" diventa "è" (pag.76 in basso); la parte centrale della frase pronunciata da Tiger "..e poiché è ormai evidente che quel messicano ci teneva a evitare certi incontri, così ha usato.." diventa "..e poiché è ormai evidente che ci teneva a evitare certi incontri, quel messicano ha usato.." (pag.86); nella didascalia centrale "..il vecchio frate fa passare le pagine.." diventa "..il vecchio frate afferra un volume e fa passare le pagine.." (pag.94); "commesso l’omicidio" viene sostituito con "assassinato il povero conducente" (pag.98 centrale). n.153: "stia" diventa "sta" (pag.8 al centro); nella didascalia in alto a sinistra, dopo "Sfilare l’arma dalla guaina.." viene aggiunto "e colpire" (pag.13); nella didascalia centrale della stessa pagina viene eliminate l’espressione "di trionfo"; la frase di Tex "Eccolo laggiù!" viene sostituita con "Ecco laggiù Nogales!" (pag.18); viene eliminato il "De nada!" pronunciato dal messicano nella vignetta centrale (si intravede ancora il balloon sotto la righettatura, pag.26); la frase "Maledizione! Sono troppo attaccati!" viene sostituita con "Maledizione! Se sparo ho paura di colpire uno dei miei!" (pag.34); il grido fuori campo del messicano "Fermatelo! Fermatelo!" viene attribuito al messicano a terra e modificato in "Fermalo!" (pag.37); il grido del messicano "Fermalo! Presto!" viene sostituito con "Cerchiamo di fermarlo!" (pag.37); il termine "vello" viene sostituito con "lana" (pag.49, 50, 51, 110); "sino" diventa "fino" (pag.56); dalla frase di Tex viene eliminato "tenente" (pag.57); "scemo" viene sostituito con "sciocco" (pag.82); nella vignetta in basso viene aggiunto un balloon contenente "Presto!", pronunciato dallo sceriffo (pag.96); "Ohè!" viene sostituito da "Ehi!" (pag.110); n.154: "da voi" diventa "da soli" (pag.10); viene inserita la traduzione di "Dueño", cioè "Padrone" (pag.19 in basso a destra); "fazenda" viene sostituito con "hacienda" (pag.26, 27, 31); "Forte" diventa "Fort" (pag.52, didascalia centrale).

Incongruenze

  • A pag.17 del n.153 Tex, Carson e Kit stanno percorrendo la strada per Sierra Vista; nella pagina successiva stanno per entrare in paese e poi si intrattengono con lo sceriffo. A pag.65 i quattro pards (stavolta c’è anche Tiger) sono di nuovo a Sierra Vista, ma lo sceriffo non è lo stesso e Tex gli chiede se lo sceriffo di Nogales lo ha contattato. È quindi evidente che a pag.18 i pards stavano per entrare a Nogales e non a Sierra Vista. Nell’edizione Tex Nuova Ristampa, la frase di Tex "Eccolo laggiù!" viene sostituita con "Ecco laggiù Nogales!" (pag.18), ma nella pagina precedente rimane la didascalia "Intanto, sulla strada per Sierra Vista...".
  • Nelle vignette centrali a pag.57 del n.153 Tex sta parlando con il capitano Marbleton, ma nella vignetta in basso a sinistra invece di rispondere al capitano, Tex si rivolge al tenente Lindon. Nell’edizione Tex Nuova Ristampa dalla frase di Tex viene eliminato il riferimento al tenente.
  • A pag.17 del n.154 quando la madre di Lucero si dispera chinando il capo e coprendosi il volto con le mani, non ha più la fascia nera che le cingeva la testa, particolare rimasto nelle ristampe successive.

Frasi

  • Lucero: «Ha importanza come si vive, madre, non dove si muore!»
    n.151, pag.92
  • Carson: «Una bella ingiustizia, però. Che c’entravano gli Apaches di Cochise coi Mescaleros di quel balordo?»
    Tex: «Niente! Però dovresti sapere quanto me come ragionano le teste di vitello che da Washington amministrano questi territori! Se un bianco ne ammazza un altro, si mette un bell’avviso di taglia sulla sua testa e si cerca di procurargli sveltamente sapone, corda e una solida trave a cui appenderlo!... Ma se a commettere un delitto del genere è un pellerossa, allora si manda subito la cavalleria a distruggere tutti i villaggi indiani della zona in cui è avvenuto il crimine, e tanti saluti anche a quegli sventurati che erano del tutto innocenti!»
    Carson: «Giustizia da un soldo al quintale!»
    Tex: «Lo so! Ma certe leggi non le abbiamo fatte né tu, né io, né altri uomini di buon senso! Le hanno pensate alcuni abissali incompetenti che avevano il solo merito di possedere una faccia di bronzo e un robusto fondo della schiena incollato costantemente a una poltrona di commando.. e il guaio è che oltre ad averle pensate le hanno poi fatte scrivere e approvare da altri cervelloni, il che ha costituito un autentico disastro per un mucchio di brava gente!»
    Carson: «Che il diavolo se li porti!»
    n.152, pag.25-26
  • Tex: «..l’esercito muoverà le pedine a modo suo, e noi proseguiremo invece la caccia coi soliti sistemi!»
    Tenente Lindon: «Ossia, al di là delle regole!»
    Tex: «Il che rientra nella logica, tenente!... Se un delinquente non osserva le regole, perché mai dovremmo farlo noi?»
    Tenente Lindon: «Avete dimenticano che ci sono le leggi?»
    Tex: «Per niente! Ma poiché accade sovente che esse facciano a pugni con la giustizia, così noi restiamo dalla parte di quest’ultima!»
    n.152, pag.56-57
  • Carson, riferendosi a Tex: «Fra lui e i beccamorti dell’Arizona c’è una specie di patto: quando loro sono in crisi gli fanno un fischio e lui si affretta a fornir loro la materia prima necessaria per dar lavoro a tutta la benemerita confraternita!»
    n.153, pag.20
  • Carson: «Buon Dio! Avresti la faccia di bronzo di accettare un invito a pranzo da uno a cui intendi dare una strigliata?»
    Tex: «Non ci trovo niente di male! Ho forse detto di voler sbatacchiare quel gentiluomo prima del pasto? »
    Carson: «Puah! Sei di un cinismo abissale!»
    n.154, pag.25

Personaggi

Tex, Carson, Kit, Tiger Cochise capo apache, fratello di sangue di Tex Juanito, Nantos [+] guerrieri apaches uccisi dai mescaleros Tom Martin [+] postiglione Lucero [+] apache mescalero alias Don Fabio Esqueda Griego [+] apache mescalero, braccio destro di Lucero Mateo, Tiquito [+] apache mescaleros travestiti da pecorai madre di Lucero Felix protettore della madre di Lucero Amanda compagna di Felix Nico Medranos [+] mercante messicano, complice di Lucero Bert sceriffo di Tubac McMillan dottore di Tubac sceriffo di Tombstone Danny barman del saloon di Tombstone Sandy attaccabrighe nel saloon Brokman Colonnello di Fort Bayard Tom Chandler Capitano di Fort Bayard Slater Sergente di Fort Huachuca Lindon Tenente di Fort Huachuca Marbleton Capitano di Fort Huachuca sceriffo di Sierra Vista sceriffo di Nogales Jeremy stalliere di Sierra Vista Jordan agricoltore Padre Michele [+] Superiore della Missione dei Gesuiti di San Xavier Frate anziano della missione

Locations

pista da Nogales a Tucson Tubac villaggio sulla pista di Nogales White Horse saloon a Tubac Rio San Pedro casa della madre di Lucero, posta ai margini della fazenda territorio a est di Nogales Rio Chico Rio Alisos Fort Bayard ufficio del Colonnello Brokman a Fort Bayard Passo Apache Tombstone saloon di Tombstone pista da Tombstone a Nogales pista da Nogales a Tubac ranch di Don Fabio Esqueda Fort Huachuca alloggio ufficiali presso Fort Huachuca casa del Dottor McMillan a Tubac villaggio di Cochise pista di Sahuarita monti Coronados Missione dei Gesuiti di San Xavier biblioteca della Missione Nogales ufficio dello sceriffo di Nogales saloon di Nogales alture a est dei Coronados Sierra Vista ufficio dello sceriffo di Sierra Vista albergo di Sierra Vista sede della compagnia mineraria pista di San Xavier

Elementi

predoni Mescaleros rapine, saccheggi e omicidi indiani travestiti da pecorai indagine e sparatorie. Missione dei Gesuiti di San Xavier perdono e Giustizia divina