La stagione 2004-2005 di Tex


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Anni di aspettative deboli

Carne al fuoco ce n'� tanta, non lo si pu� negare. Diversi nomi nuovi si affacciano sul fronte degli sceneggiatori, e quanto ai disegnatori assistiamo a una proliferazione come mai se n'erano viste: oltre venti autori sono attualmente al lavoro su Tex. Pare che perfino Sergio Bonelli, in seguito alla stesura della storia conclusiva di Mister No, abbia rimesso mano a qualche soggetto per Aquila della Notte.

Il problema sono i tempi. La prima storia di Faraci la vedremo nel 2007, d'Antonio forse nel 2008, Ruju chiss�. Una timida spruzzata di novit� dispersa in un mare di immobilismo, trame prevedibili e "spiegazionismi" esasperanti? Forse il modo migliore per non incorrere in nuove delusioni � quello di limitare le aspettative per l'immediato futuro, ma senza rassegnazione. Diversi auspici possono essere ragionevolmente formulati.

Il primo si chiama Mauro Boselli. La sua rarefazione nel 2005 dovrebbe essere stata, si spera, un fatto episodico. Sappiamo che diverse sue storie sono pronte e altre in lavorazione. Speriamo che scriva sempre da par suo, senza condizionamenti e con voglia di sperimentare. Meno Diademi indiani e pi� Lupi rossi, insomma. ;-)

Il secondo si chiama Nizzi. In quanto curatore e sceneggiatore predominante � ovvio che sia lui l'imputato principale, ma le colpe non sono tutte sue e una non trascurabile fetta di responsabilit� va ascritta alla casa editrice. Egli ricopre un ruolo che gli consente, e moralmente dovrebbe obbligarlo, a contestare divieti e limitazioni quando sono totalmente irragionevoli. Se trover�, texianamente, il modo di farlo forse sar� il primo a trarne giovamento. Anche Nizzi pu� darci qualcosa di meglio dell'attuale desolazione, perdiana!

Il terzo auspicio � rivolto ai disegnatori storici, quelli che hanno voce in capitolo all'interno della casa editrice. Da qualche anno ci siamo accorti che sotto certi pennelli anche le sceneggiature paiono pi� accurate, con meno svarioni, nonostante la mano che le scrive sia la medesima. Non sar� che alcuni disegnatori si limitano a eseguire pedissequamente le istruzioni ricevute mentre altri svolgono il loro mestiere in modo pi� critico e partecipativo? In fin dei conti sono loro stessi autori, interpreti delle avventure che disegnano non meno di quelli che le scrivono, e non meri illustratori. Sar� una nostra impressione, ma ultimamente nelle storie disegnate da Fabio Civitelli non vediamo i pards far figure da "bellezze al bagno" come s'� visto nell'ultimo albo di Giovanni Ticci. Ci rivolgiamo proprio a loro, ai Ticci, ai Fusco, ai Letteri, a coloro che hanno vissuto e interpretato il Tex aureo. Chiediamo che anche loro provino a contestare qualcosa, a far notare gli errori pi� grossolani, a proporre soluzioni pi� aderenti alla tradizione del personaggio, senza necessariamente entrare in rotta di collisione con sceneggiatore e casa editrice, ma facendo valere il loro glorioso stato di servizio con diplomazia e fermezza nel contempo. Non porteranno grandi rivoluzioni ma potranno contribuire a risparmiare qualche mal di pancia ai lettori.

Tutto questo nell'attesa che le nuove leve si facciano, finalmente, strada