I sentieri dell'Epopea
Scheda IT-TX-m13
- Lungo i sentieri del West
valutazione (6,7,4) 80%
Prendendo spunto molto probabilmente dal classico cinematografico
Eretico o filologico?
Essendo probabilmente lo sceneggiatore meno coinvolto nel mito di Tex, per questioni geografiche e di lingua, Segura sembra l'unico tra tutti gli autori che si sono succeduti a Gianluigi Bonelli a non avere nessun timore reverenziale verso il personaggio, la sua storia e i suoi famosi canoni. Nella sua gestione fresca e rilassata della figura del ranger non si avverte quella stratificazione di modelli e riferimenti obbligati (a volte affascinante, a volte pesante) presente nel Tex di tutti gli altri autori. Così, forse, il suo Tex finisce per essere nello spirito il più vicino al personaggio originale di Bonelli padre, soprattutto quello ancora grezzo e vulcanico dei primi memorabili numeri.Un'altra cosa che conquista di Segura è il suo linguaggio veloce ed asciutto, dal ritmo speditissimo, ma dallo stile pacatamente classico. Piace, ad esempio, ritrovare nelle sue pagine un uso abbondante, ma sempre funzionale, delle didascalie. Strumento strettamente fumettistico che andrebbe magari rivalutato, invece di essere sempre sacrificato ad un malinteso approccio cinematografico al fumetto.
"Lungo i sentieri del West" è allo stesso tempo una storia iper-classica, nel suo essere una storia western, e quasi sperimentale, nel suo essere una storia di Tex
"Lungo i sentieri del West" è allo stesso tempo una storia iper-classica, nel suo essere una storia western, e quasi sperimentale, nel suo essere una storia di Tex. Segura sfronda la storia di tutti gli elementi texiani più riconoscibili a cominciare da un
On the road
Un Tex tanto on the road non si è mai visto. Mai vista tanta attenzione ai tempi lunghi del viaggio e dell'inseguimento. Tanto che il ranger sembra quasi diventare il poetico personaggio di una ballata - e per questo, una volta tanto, giustamente solitario - che si muove in uno scenario da leggenda, per quanto sempre realisticamente crudo e violento. Segura rischia grosso sfidando il ridicolo e accumulando tutti i luoghi comuni possibili e immaginabili (anche se l'ironia non manca mai: tra le tante si veda il duello sotto il treno), ma ne esce vincitore. Per una volta è davvero il caso di scomodare quello che Umberto Eco scrisse a proposito diNemmeno in una storia del Claudio Nizzi più scatenato (a proposito del solito problema del "come" e non del "cosa") si è mai visto un Tex tanto in difficoltà, scalognato e preda degli eventi come quello di questo Maxi. Eppure, qui, dopo ogni difficoltà, imprevisto e botta in testa, il ranger ne esce sempre più mitizzato ed eroico. Senza mai perdersi d'animo, serenamente implacabile, pur di compiere la sua missione affronta tutto quello che il selvaggio West sembra deciso a scaricargli addosso: ogni tipo di cataclisma e imprevisto naturale, animale e umano. E questa volta in scena c'è davvero uno dei Tex più umani che sia mai stato dato di vedere: saggio, sbruffone, comprensivo, meditabondo, scatenato, assetato, inzuppato, pesto. Si era mai visto Tex che mette gli stivali a scaldare vicino al fuoco?
I personaggi
Impressionante la galleria dei personaggi che Segura mette in scena. Ogni personaggio viene sbozzato in maniera perfetta, nellarco di poche pagine o nello spazio di una singola vignetta e battuta. A tutti viene donata una scintilla di personalità e umanità, con effetti spesso memorabili. Cè limbarazzo della scelta solo a citare i più vistosi, simpatici o odiosi:Ma il vero protagonista della storia è lui: il west(ern). Duro e spietato come non mai, ma allo stesso sempre mitico, esotico, avventuroso. Un West sintetizzato in una mirabile e laconica battuta di Tex (pagina 187): "La morte di alcuni, è vita per altri... così vanno le cose."
Ortiz
Un immenso peccato che una storia tanto particolare e preziosa non abbia trovato ai pennelli un Ortiz allaltezza del suo talento. Difficile non notare che il maestro spagnolo non è più il disegnatore di un tempo. Il suo tratto si è fatto ormai impreciso e affrettato. Sfugge poi il motivo per cui lo si sorprenda in molte vignette imitare lo stile di Giovanni Ticci. Ciò nonostante riesce comunque a sfoderare, se non lispirazione, almeno l'esperienza del maestro, caratterizzando personaggi, dando vita ad atmosfere e delineando scenari da par suo. Chissà poi che un tratto tanto scarno non sia lideale per una storia dove due miti (Tex e il West) vengono così felicemente ridotti allosso.Vedere anche...
Scheda IT-TX-m13
- Lungo i sentieri del West
valutazione (6,7,4) 80%


