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Sog. e
Sce. Mauro Boselli
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L'innovatore Boselli alle prese con alcuni temi "superclassici" di Tex riuniti in un unico malloppo: il Tex Travestito, ovvero lo Straniero che agisce sotto falso nome (e che quando si rivela crea sgomento negli avversari), il Tex Ammazzasette Solitario, quello che senza l'aiuto di alcun pard ripulisce cittadine "perdute", dove i cattivi di turno soggiogano gli oppressi senza difese, e infine il Tex Detective, che stavolta deve scoprire e mettere nel sacco il misterioso assassino del navajo Gadhay.
Per la verit�, non � cos� esatto affermare che Tex agisca da solo. Boselli infatti provvede ad assegnargli due pards del tutto nuovi per questa vicenda: la bella e simpatica vedova Rose e il giovane avvocato-sceriffo Nat Merrick. A questi, quell'abile burattinaio che � Boselli aggiunge una folta schiera di personaggi (di qui l'assenza dei pards tradizionali), quasi tutti ben delineati e funzionali alla storia. In particolare, Boselli si sforza in tutti i modi di confondere le acque (e in parte ci riesce) in modo che il lettore, fino a poche pagine dalla conclusione, non sia in grado di capire chi � il vero colpevole, ad esempio non rivelando l'importante indizio sulla sua identit� che Tex scopre solo a giochi fatti (a proposito: solo un buon Tex d'annata direbbe:"Ho sempre saputo dove portava la mia pista, Dance!"), oppure facendo "scoprire" in anticipo la vera identit� di Tex sia dall'innocente Sam Brackett che dal colpevole Stanley Dance. Cos�, nella costruzione di Boselli, chi sembra "cattivo" ha sempre qualche possibilit� di redimersi e di non essere tale al 100%, mentre chi sembra "buono" per olre duecento tavole pu� ancora rivelarsi la vera canaglia della vicenda.
Tutto insomma fila abbastanza liscio, anche troppo. Nel senso che mancano quei lampi di genio per cui Boselli si � affermato. Un personaggio come quello di Nat Merrick ad esempio poteva essere sviluppato sicuramente meglio; cos� � fin troppo banale. Lo stesso Dance, se � vero che riesce bene nel mascherare la sua colpevolezza, stuzzica il lettore a "saperne di pi�". Buono invece il personaggio di Brackett, e la stessa Rose � pi� che dignitosa. Mancano comunque le battute di Kit Carson, che peraltro avrebbe potuto duettare a meraviglia con un personaggio come Rose o lo stesso Nat (anche se la sua presenza avrebbe reso molto pi� complicato il preludio della storia).
  

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Guglielmo Letteri
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Una storia di taglio "classico", perfetta per il tratto limpido del decano di Tex Guglielmo Letteri. Storia perfetta anche perch� basata sull'interpretazione dei diversi personaggi di questo "giallo", qui infatti Letteri risulta particolarmente efficace in quanto maestro dei primi piani.

la riunione finale di Letteri (c) 2000 SBE
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Pi� stentata la sua performance negli spazi aperti e nel dinamismo degli scontri, ma tutto sommato lo standard medio appare buono. Ottima ad esempio la caratterizzazione del villain Stanley Dance nelle sembianze dell'attore Tom Berenger.
  
Un'altra dimostrazione di quanto sia sbagliato ritenere che il Tex di Boselli stravolga il Tex classico. Il Tex di Boselli � pi� classico che mai, anzi stavolta ci� che manca � proprio quel pizzico di brillantezza in pi� (che non si ottiene solo "osando" sceneggiature spericolate, sia chiaro) che in questo momento solo Boselli � in grado di garantire alla serie. Il problema � che fare oggi un Tex "classico" non significa appiattirsi sulla tradizione del passato riproducendo all'infinito schemi ormai stantii. Significa usare quegli stessi schemi per raccontare Tex in un modo pi� nuovo e convincente.
Se la storia nel complesso � apprezzabile ma non memorabile, un plauso particolare va per� a entrambe le copertine di Villa, una volta di pi� autentico valore aggiunto della serie.
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