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" Il presagio"

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Una mezza dozzina di vaccari e perdigiorno morti di noia si divertono ad uccidere un indiano, ex-scout dell'esercito. Tex e Carson si recano a Federation, tra le montagne della California, per vendicarne la morte (anzi per fare giustizia, come precisa Tex). In apparenza ci sono tutti gli ingredienti di una storia classica, dalla stella a cinque punta appesa sulla camicia del ranger agli agguati notturni, dagli incendi dei ranch al famoso fiammifero tra le dita dei piedi per svegliare chi dorme, ma il risultato finale non soddisfa poi molto.

Una minestra con poco sale
recensione di Mauro Traversa



TESTI
Sog. e Sce. Mauro Boselli    

Forse questa e` la storia piu` "classica" scritta fino a questo momento da Boselli che ha imparato, da qualche tempo ormai, a "centrare" il ruolo primario di Tex nelle sue sceneggiature. In questa occasione l'autore ha tentato di andare oltre scrivendo una storia ricca di spunti della tradizione texiana doc dove il ranger diventa temporaneo sceriffo in un piccolo centro in cui l'unica legge e` quella del piu` forte; in questo contesto il ranger, come buona regola, demoralizza i suoi avversari dando fuoco alle loro proprieta` e li sveglia con fiammiferi accesi tra le dita dei piedi (quanto tempo e` passato dall'ultima volta!). Allora perche` mettendo insieme tutti questi buoni ingredienti ne e` venuta fuori alla fine una minestra con poco sale?

Perche` gli avversari di Tex sono solo cinque anonimi e insignificanti vaccari e perdigiorno di nessun interesse per il lettore; perche` il padrone della vallata e` anche lui un insignificante e persino dimesso cattivello di turno; perche` Tex e Carson non trovano nessun ostacolo degno di tale nome sulla loro strada per movimentare un pochino la vicenda. Ne nasce quindi una storia di routine come di routine e` il lavoro che i pard devono svolgere per ripulire la cittadina di Federation.

Non si chiede naturalmente il capolavoro ad ogni storia, non si chiede il nemico quasi invincibile o l'agguato quasi mortale ad ogni pagina, ma qui c'e` veramente un po` poco. Dove sono finiti i numerosi personaggi cosi` bene caratterizzati che animavamo le altre storie di Boselli? In questa sceneggiatura non ce n'� uno che si faccia notare per quello che fa o per quello che dice. Cito come unico esempio la figura del maggiore Wingate, militare tutto di un pezzo che lascia l'esercito e si da all'allevamento e che poteva certamente essere caratterizzata meglio. Wingate rimane invece dietro le quinte o quasi per tutta la vicenda, cosa che non ci si aspetterebbe dopo le prime pagine in cui l'uomo ci viene presentato come un vecchio eroe della frontiera.

Leggendo l'intera storia ho sperato fino all'ultimo in un qualcosa che poi nel tempo me la facesse ricordare: ho intravisto un passaggio spettacolare o originale quando i vaccari hanno accennato alla possibilita` di scagliare la mandria contro il villaggio, ma poi non se n'� fatto niente.

Per non parlare dell'ultima parte della vicenda (inseguimento dei due pards ad un paio di vaccari in fuga): l'impressione che ne ho ricavato e` che questa parte sia stata inserita solo per arrivare alla fine dell'album.

A mio parere troppo poco per uno sceneggiatore che in passato ha gia` dimostrato di avere un repertorio ben piu` ricco da offrire. Non voglio certo pensare che la sua vena si sia gia` esaurita dopo cosi` poco tempo dal momento in cui e` apparso nella saga texiana.



DISEGNI
Guglielmo Letteri    

Se il soggetto di Boselli ha rappresentato per me la sorpresa negativa di questa storia, le tavole di Letteri hanno invece costituito la sorpresa positiva.

(18k)
"non � vendetta" (c) 2001 SBE

In altre recensioni che ho scritto recentemente su storie disegnate da Letteri non ho potuto non evidenziare il calo di qualita` che questa trentennale colonna portante della saga, ha fatto segnare in questi ultimi anni. E`, se volete, un discorso impietoso, ma inevitabile: gli anni passano per tutti e la mano di un disegnatore finisce per un'ovvia legge della natura, per perdere quella capacita` e quell'estro che aveva avuto in precedenza .

Ed ecco che tutto questo mio bel discorsetto va a farsi friggere! Oggi Letteri, se non e` tornato alla qualita` dei favolosi anni 70, ha comunque disegnato delle tavole validissime, prive di quelle imprecisioni visti in precedenza. Siamo tutti contenti di questo e ci auguriamo di vederlo ancora a questi livelli nelle prossime storie.



GLOBALE
 

Le copertine di Villa: belle naturalmente ma non entusiasmanti come qualche volta accade.

La storia si fa leggere senza troppi problemi ma, alla fine, rimane il rimpianto che qualche caratterizzazione e trovata in piu` non le avrebbe fatto per nulla male. Ho spesso in passato messo in evidenza la differenza di stili tra Nizzi che ci ha offerto troppe storie soporifere e anonime in questi ultimi anni e un Boselli magari trasgressivo nel ridefinire il ruolo di Tex , ma ricco di idee e di personaggi. Oggi questa distanza mi sembra un pochino ridotta, vuoi perche` Nizzi mi sembra in lenta ma costante ripresa (collaborazione di Civitelli a parte), vuoi perche` Boselli sembra non avere piu` tanta voglia di stupirci. Vedremo nei prossimi mesi cosa accadra`.
 

 


 
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