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Sog. e
Sce. Claudio Nizzi
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Non si proponeva certo come una storia di routine, quest'ultima fatica di Nizzi. Gli ingredienti per soddisfare il pubblico texiano c'erano tutti: si riprendeva il filone "guerra sui pascoli"; si tornava a dare spazio a una dark lady in un ruolo inconsueto; si puntava su una storia ad ampio respiro, su ben tre albi, con il coinvolgimento di parecchi comprimari. Fatte presenti queste incoraggianti premesse, che dire? Che mai sintesi migliore dell'attuale gestione nizziana del personaggio fu offerta dalle ultime tavole della vicenda. Qui l'autore, come del resto fa lungo tutti e tre gli albi dell'avventura, si prende la briga di spiegarci nei minimi particolari alcuni dettagli
che tutti, tranne gli arteriosclerotici, avevano gi� sicuramente compreso. Insopportabile. Ma questo atteggiamento eccessivamente "didascalico" di Nizzi non � l'unico indizio che ci spinge a pensare che ormai per l'autore emiliano Tex sia una lettura riservata ai soli pensionati: mai un guizzo, mai qualcosa che nella sceneggiatura si riveli non dico sorprendente, ma per lo meno un po' distante dai territori dello scontato; mai un personaggio che dimostri uno spessore degno di questo nome e una profondit� che ci faccia venire voglia di leggere i suoi pensieri nei baloons; e la tristezza nel vedere Kit Carson cos� orrendamente rammollito e inutile (a parte i guizzi nella scena della sparatoria al saloon, serve solo per farsi bucare il cappello!) � solo mitigata dal fatto che il suo contributo nello scontro finale sia tecnicamente decisivo per l'happy end.
Cos�, mentre sonnecchiando ripenso alle possibili obiezioni di quei molti lettori ancora pro-Nizzi (che cos�, a braccio, potrebbero fare: "Il lettore di Tex non vuole novit�; sa come iniziano le storie, sa come si sviluppano e sa come vanno a finire, e vuole continuare a rileggerle, accompagnando i due ranger nel solco di una tradizione cinquantennale"), mi chiedo chi ancora sia veramente interessato al ripetersi di questa immodificabile e un po' bolsa liturgia. Anche perch�, ancora una volta, non si tratta di essere pro o contro le "novit�" nella gestione del personaggio. Si tratta di evitarne o rimandarne il pi� possibile la decadenza.
Scendendo un po' pi� nel dettaglio, nessuno nega le doti di consumato professionista di Nizzi. Il quale, provando a mettersi dalla sua parte, le frecce al suo arco le ha sfruttate quasi tutte. Il character di Tessy Malone � indubbiamente interessante; il tema del rapimento non � mai stato molto battuto sulle pagine della saga; bella per drammaticit� la sequenza del ritorno a casa di Pat Starret avvolto nel filo spinato, cos� come � ben "girata" la scena dell'agguato di Jubal Ford ai rangers, che procura davvero la sensazione che Tex e Carson siano in difficolt�.
Ma tutto questo resta troppo poco per risvegliare l'interesse di un lettore mediamente "smaliziato" come � il lettore che mediamente legge Tex, per di pi� in una vicenda dipanata su tre albi, che di per s� necessita di molti pi� ingredienti rispetto al normale per reggere l'attenzione.
Insomma, ben sapendo che tutto rester� come prima, la sensazione � che oggi occorra ben pi� coraggio, in chi regge le linee strategiche della saga. Se � assolutamente vero che il personaggio cos� com'� non pu� cambiare, n� un certo modo di raccontare le sue storie, bisogna almeno tenere nel dovuto conto che i lettori, quelli s�, cambiano e cambieranno sempre di pi�.
  

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Guglielmo Letteri
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dopo il deragliamento (c) 2001 SBE
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Niente da dire sulle tavole di Fusco. Il quale d� il meglio di s� nelle sparatorie e in particolare nella sequenza dell'agguato (ma non � una novit�: chi non ricorda l'indimenticabile "Carica dei Navajos"?). Inoltre Fusco come al solito si dimostra abile nel tratteggiare i volti femminili. Insomma, complessivamente una prestazione ad alto livello.
  
Le copertine di Villa sono cos� belle da togliermi l'istinto a levare qualche altro punto. In ogni caso, la storia si fa leggere senza problemi. Sarebbe ingiusto e ingeneroso non ammetterlo. Tuttavia restano le perplessit� di fondo sulle capacit� di Nizzi di gestire al meglio l'evoluzione della saga. Anche se il punto in effetti � proprio questo: ma in via Buonarroti credono davvero (anzi, riformulo: "ritengono ammissibile") che anche Tex, volente o nolente, vada incontro a una sorta di evoluzione?
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