ubcfumetti.com
Indice del SitoNovità !Cerca nel SitoScrivi a uBC
MagazineRecensioni




" L'oro del Sud "

In questa pagina:
Testi
Disegni
Globale

Tex e Nolan

Pagine correlate:

Dagli amici mi guardi Iddio . . .
recensione di Giorgio Loi

Anni dopo la fine della guerra di secessione un capitano sudista deve recuperare un ingente carico d'oro con il quale finanziare la riscossa militare della Confederazione. Per raggiungere lo scopo � disposto a tutto, anche ad allearsi con i fanatici del Ku Klux Klan. Tex e Carson sono sulle loro tracce, ma pi� che dai due rangers i banditi dovranno guardarsi dai profondi dissidi che esploderanno all'interno della banda.



TESTI
Sog. e Sce. Antonio Segura    

Il soggetto � ottimo, anche se meno originale di quello del precedente Maxi. Un carico d'oro abbandonato, il razzismo del profondo Sud e i fantasmi della guerra di secessione sono temi classici ma perfetti per ambientare un'avventura western. Segura non spreca l'occasione e innesta nell'idea base una sceneggiatura solida, serrata, pi� in linea con la tradizione texiana di quanto si � visto ne "Il cacciatore di fossili".

Segura � ora meglio sintonizzato su Tex. I comprimari hanno un peso esagerato e Carson minaccia spesso di "rubare la scena" al suo pard, ma sono aspetti secondari. Ci� che conta � che sia rispettato lo spirito del personaggio: un Tex duro come acciaio, determinato, privo di incertezze, perfettamente calato nel ruolo di "raddrizzatorti" come ci aveva abituato G.L. Bonelli (chi altri, se non il Tex che tutti amiamo, continuerebbe appiedato a inseguire un nemico a cavallo, e con la grinta di una tigre?). Questo nonostante i suoi avversari siano problematici, a volte contraddittori, preda di violente emozioni ed esplosioni di rabbia. Si � cio� inserito un Tex "bonelliano" in un ambiente "alieno", pi� complesso e ricco di sfumature, con risultati eccellenti.

"Per una volta, Tex e Carson non sono i peggiori nemici dei loro avversari"
   
Il motore principale della storia sono le vicende della composita banda di sudisti, al cui interno convivono ideali e obiettivi inconciliabili che finiranno per esplodere violenti, portando gli uomini ad autodistruggersi. Per una volta, Tex e Carson non sono i peggiori nemici dei loro avversari: si limitano a dar loro "una spinta" verso l'inevitabile sconfitta, ma quasi certamente avrebbero finito per eliminarsi a vicenda anche senza interventi esterni.

Qui sta la grandezza della storia: non si tratta della solita bramosia di ricchezza che tiene compatta una banda fino al ritrovamento del bottino ed � poi causa di conflitto per evitare la spartizione. I motivi del dissenso fra le due bande (principalmente fra i due capi) sono pi� profondi, ideali e caratteriali. Buchanan incarna il romantico ufficiale del Sud che sogna un riscatto morale e materiale per la sua patria umiliata dai carpetbagger nordisti (cosa peraltro vera); Portman � un fanatico klansman intriso di odio razziale che riveler� avere mire molto pi� personali sul carico d'oro scomparso. I due uomini sono inizialmente uniti dal nemico comune, l'usurpatore yankee, ma questo si riveler� un collante troppo lasco per conciliare due personalit� profondamente discordanti.

Segura sceneggia da maestro, in modo abbastanza lineare e nondimeno avvincente, con un giusto dosaggio di azione e riflessione. I suoi personaggi sono sempre genuini, autentici, pur senza ricorrere alle cervellotiche introspezioni psicologiche che da diversi anni ormai infestano i fumetti che pretendono di definirsi "impegnati". Pi� semplicemente, questi uomini agiscono in base a comportamenti e psicologie naturali, non artefatte. Mai si ha la sensazione di scene pensate a tavolino o che debbano necessariamente seguire una logica. I banditi si ammazzano per motivi futili, non prevedibili (il che porta alla prematura uscita di scena dell'interessante Brasseur). Portman scatena la sua furia omicida quando si sente preso in giro, come un bambino, perfettamente umano quindi.

Per� Segura si diverte anche a complicarci l'esistenza. Dopo averci convinto che dei due banditi Portman � lo schifoso razzista mentre Buchanan � il fiero idealista, che fa? Al primo non d� il coraggio di sparare alle spalle dell'odiato rivale, mentre il secondo cannoneggia e riduce alla fame un villaggio di suoi compatrioti. Si pu� essere pi� perfidi di cos�? :-)

La vicenda centrale � arricchita da saporiti episodi di contorno: la fuga dal carcere, l'attacco dei tre sudisti sbandati, l'incontro con il simpatico Hannibal, il breve scontro con la famiglia di vagabondi, i tre cowboys avidi e il finale, in cui Portman cade vittima del suo stesso odio bestiale.

Il riscatto degli schiavi negri, che ritrovano al fianco di Tex la dignit� di uomini liberi e di combattenti �, tutto sommato, la parte pi� retorica e meno originale, ma se questo � il peggio della storia non ci si pu� proprio lamentare!

(12k)
Uno dei rari sorrisi di Tex
(c) 1999 SBE
   
In un contesto cos� articolato Tex e Carson come si trovano? Il secondo benissimo: brillante, con la battuta pronta, svelto di lingua e di pistola, ma anche di cuore aperto, per il rapporto quasi paterno che instaura con il giovane Isaia. L'anziano ranger � tutto fuorch� una macchietta (per questo basta e avanza Hannibal) e il suo affrancamento da Tex arriva al punto da permettersi di elaborare un piano "degno di Napoleone" (che viene incredibilmente accettato!). Tex inizialmente � oscurato dal vecchio pard, ma in breve tempo riguadagna la ribalta. Decisivo in quasi tutte le occasioni, cresce in ruolo e presenza nel corso della storia fino a prendersi tutto il finale. Rispetto alla tradizione classica � troppo serio, privo d'ironia (di cui, per contro, abbonda Carson), ma il simpatico siparietto di pag.76 ci fa sperare che Segura sia sulla buona strada :-).

Una nota finale. La storia � quasi completamente priva di donne. L'unica compare alla fine e pronuncia quattro-parole-quattro in una sola vignetta. Questo per sottolineare che una maggior presenza femminile pu� essere una piacevole innovazione per rivitalizzare le storie di Tex (come vuole Boselli) ma non � una conditio sine qua non per la realizzazione di buone storie.



DISEGNI
Jos� Ortiz    

La realizzazione di Tex � in crescita rispetto al numero precedente. Certo, Ortiz d� il meglio di s� con i volti "sporchi", ricchi di rughe e segni particolari, quindi i lineamenti puliti e regolari di Tex probabilmente gli causano qualche problema, ma il miglioramento � evidente. Intendiamoci, si tratta sempre di un Tex longilineo e "spigoloso", ma non si rilevano pi� certe stilizzazioni estreme che caratterizzavano il precedente lavoro.

Perfetto nelle scene statiche, Ortiz � convincente anche in quelle di movimento. In qualche raro caso si rimane ancora perplessi (la posa della prima vignetta di pag.38 � totalmente innaturale) ma in 261 tavole sfido chiunque a non commettere qualche piccolo errore.

(12k)
La febbre dell'oro, resa magistralmente da Ortiz
(c) 1999 SBE
   
Ortiz eccelle nell'epressivit� dei volti, con la quale riesce a far recitare i personaggi di carta quasi come attori in carne e ossa. Con un simile contributo da parte del disegnatore lo sceneggiatore pu� permettersi di sintetizzare in poche inquadrature scene che altrimenti richiederebbero descrizioni e dialoghi aggiuntivi. Esempio magistrale � la scena del ritrovamento dell'oro: frenesia e avidit� sono cos� ben impresse sui volti degli uomini che la scena funziona alla perfezione senza una sola riga di dialogo.

Purtroppo � Tex quello che funziona meno: vittima di un'interpretazione discutibile del ruolo di "duro" il suo volto � poco espressivo, con gli occhi chiusi, scolpito nel marmo; questo, specie all'inizio, contribuisce a renderlo freddo e distante, a spese di Carson la cui resa grafica � invece magnifica.

In una storia realistica e drammatica come quella raccontata da Segura il segno sporco e "polveroso" di Ortiz calza a pennello. Concordo con chi afferma che in fondo Ortiz non � il disegnatore ideale per Tex, ma bisogna anche considerare che il segno � al servizio della storia e, in questo caso, non mi sembra ci siano stonature.



GLOBALE
 

Ottima copertina di Villa. Tex � forse un po' macrocefalo ma la posa � nell'insieme convincente, soprattutto lo sguardo duro e "scrutatore" di Tex.

In nessun comparto � stato dato il voto massimo, ma l'albo nel complesso merita un arrotondamento che lo porta nell'Olimpo delle migliori storie di Tex. Perch�? Motivi di sceneggiatura, ma anche pi� semplicemente commerciali, vogliono che il meglio della storia sia messo all'inizio, per catturare l'attenzione del lettore e spingerlo per inerzia fino alla conclusione. Cos�, a un esordio promettente, spesso seguono sviluppi deludenti o, quanto meno, non all'altezza.

Al contrario, "L'oro del Sud" comincia bene e prosegue sempre meglio, trattando con apparente leggerezza temi complessi e profondi, fino a culminare in un finale splendido, con l'ultima tavola da incorniciare.

A chi ritiene questo finale poco "bonelliano", con Tex spettatore e non direttamente protagonista, consiglio invece di rileggere il n.210 "Linciaggio".


 

 


 
(c) 1996 uBC all right reserved worldwide
Top
http://www.ubcfumetti.com §