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Giovedí, 23 Ottobre 2008

  • messaggio da P.Dionisio - 23/10/2008 10:15
    Da un articolo su Il Messaggero di Renato Gaita:
    Topolino e il cinema. L'eroe disneyano, che quest'anno compie ottant'anni, è tra gli ospiti d'onore del Festival internazionale del film di Roma che si terrà fino al 31 ottobre prossimo. Mickey Mouse è infatti il protagonista di due delle più celebri parodie disneyane a fumetti, La strada di Federico Fellini e Casablanca, la romantica storia d'avventura e d'amore con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman. Le tavole sono in mostra per la prima volta nella cittadella del Festival romano, nel Museo Archeologico dell'Auditorium Parco della Musica. Con tale mostra, intitolata Topolino, che attore!, il settimanale della Disney Topolino ha voluto festeggiare a modo suo il cinema e la rassegna in corso a Roma.
    (..)
    L'altra opera in mostra è Casablanca, testi e disegni di Giorgio Cavazzano, «un omaggio al capolavoro del cinema americano girato da Michael Curtiz nel 1942», dice il disegnatore.
    (..)
    La mostra (ingresso libero, orario dalle 9 alle 18) è completata da una storia ideata proprio per il Festival cinematografico di Roma e pubblicata sul settimanale Topolino in edicola in questi giorni. Paperica e il doppio fiasco di successo, disegni di Giorgio Cavazzano e testi di Fausto Vitaliano, vede insieme Topolino e Zio Paperone, mentre Vincenzo Paperica, divertente caricatura di Vincenzo Mollica, è un improbabile organizzatore di un Festival del cinema.
  • messaggio da P.Dionisio - 23/10/2008 10:00
    Da un articolo su IlSole24Ore di Fabrizio Lo Bianco:
    Chi ha vissuto gli anni di «Carosello» probabilmente ricorda il milite romano «Caio Gregorio, er guardiano der pretorio» o lo spassoso ronzino di «Vitaccia cavallina, me scappa sempre la parolina» o, ancora, la preistorica famigliola di «Mammut, Babbut e Figliut». In questi giorni il comune di Rho (MI) rende omaggio all'autore di questi e tanti altri personaggi nelle sale di Villa Burba con la mostra «Gino Gavioli, il Mago di Carosello», organizzata dall'associazione culturale La Maiella.
    (..)
    L'esposizione ripercorre le tappe principali della lunghissima carriera di Gavioli, dalle sue prime produzioni per «Carosello» fino agli attuali lavori a fumetti per il settimanale «Il Giornalino».
    (..) è questo l'aspetto che forse più colpisce osservando i suoi lavori esposti a Villa Burba: l'eclettismo e la professionalità di un disegnatore che - pur mantenendo una cifra sempre riconoscibile nel suo tratto lieve, garbato e favolistico - è stato capace di sperimentare e amalgamare tecniche di derivazione cinematografica, fumettistica e pittorica in un segno inconfondibile. Argomenti storici, fiabeschi, religiosi, comici e avventurosi vengono trattati con una cura certosina da miniaturista medievale e allo stesso tempo con la freschezza dei grandi illustratori americani ed europei della seconda metà del '900.

    Mercoledí, 22 Ottobre 2008

  • messaggio da P.Dionisio - 22/10/2008 23:55
    Da un articolo su La Stampa di Francesca Paci:
    Vive a Gaza l'unica vignettista donna del mondo arabo: "Ma sul Profeta non rido"
    (..)
    Omayya Juha, 36 anni, la più famosa nonché unica vignettista palestinese, siede nell'ufficio all'ultimo piano della casa di produzione cinematografica JohaToon Company, a Gaza City.
    (..)
    D'altra parte sarebbe dura canzonare a turno le fazioni palestinesi rivali: Omayya Juha lavora per entrambe. Una vignetta al giorno per Al-Hayat Al-Jadida, il quotidiano dell'Autorità Nazionale Palestinese, due per Al Risala, il settimanale di Hamas, pubblicazioni pungenti con l'avversario ma accomunate da una certa riluttanza all'autoironia.
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    Venerdí, 17 Ottobre 2008

  • messaggio da P.Dionisio - 17/10/2008 22:35
    Dall'intervista di Claudio Brovelli su Punto Informatico a Daniele Caluri, autore di Don Zauker (e non solo), riguardo alla creatività e al diritto d'autore:
    Claudio Brovelli: Allora Daniele, il nostro "incontro" è dovuto ad un commento che ho lasciato nel tuo blog: avevo notato una somiglianza tra Don Zauker ed un personaggio minore comparso sulle tavole di altri autori e tu, subito e con molta cortesia mi hai risposto chiarendo che questi autori tu li hai amati.
    Daniele Caluri: (..) la somiglianza con padre Muster, il personaggio che effettivamente somiglia a Don Zauker, è non intenzionale, nel modo più assoluto; e d'altra parte - come noti tu stesso sul commento - trattasi solo di un personaggio che agisce nell'arco di poche vignette e poi muore. Semmai, intenzionale dal quarto-quinto episodio in poi, è la somiglianza con Torpedo stesso: se lo invecchi d'una quarantina d'anni, gl'infoltisci le sopracciglia e gl'imbianchi i capelli, otterrai Don Zauker. E il bello sai qual è? Che sia Abuli che Bernet conoscono il mio esorcista, e gli è pure piaciuto!
    (..)
    CB: Per cui partiamo con la prima domanda: Quanto è importante per una persona creativa la possibilità farsi ispirare da altre opere creative?
    DC: È una domanda posta male. Primo per quanto riguarda il concetto di ispirazione, che prende le mosse dallo Sturm und Drang, si sviluppa lungo il romanticismo ed è storicamente superato. La creatività, che si esprime attraverso un linguaggio grafico, letterario, cinematografico e via dicendo, è invece un flusso continuo di esperienze in cui s'inseriscono gli autori: i precedenti influenzano i successivi, i quali a loro volta svilupperanno una propria chiave d'espressione che, proporzionalmente alla sua efficacia, influenzerà parte di quelli che verranno dopo ancora. È una costante di tutta la storia dell'arte, e molto più prosaicamente il meccanismo è lo stesso per i mezzi di espressione e comunicazione moderni; per rimanere in tema, lo stesso Bernet parte dalle premesse di autori come Milton Caniff.
    O, per estremizzare, che mi dici di Marcel Duchamp e dei suoi baffi alla Gioconda?
    (..)
    CB: Credi che sia possibile per un creativo vivere delle proprie opere senza blindarle con licenze d'uso tanto restrittive come le attuali? In sintesi, l'autore (o il suo editore) che non si riserva TUTTI i diritti è destinato a finire sotto un ponte povero e derubato?
    DC: Ecco, hai centrato il punto. È chiaro che il prodotto d'ingegno deve portare un guadagno all'autore, altrimenti l'autore smette di farlo e per pagarsi il pane si dedica alla panificazione, alla carpenteria, alle missioni di pace con l'UZI, all'uncinetto, a qualcos'altro. Ma da lì a bloccare un'opera per 70 anni (è esatto?), coinvolgendo spesso anche gli eredi, e nell'ottica di alimentare un leviatano onnivoro come la SIAE ce ne passa.
    Il problema sono la tutela e il compenso del lavoro d'ingegno, in Italia davvero scarsi. Ma il tema è gigantesco e in così poco spazio si banalizza troppo; resta inteso che si potrebbe aprire un bel dibattito, ipotizzando chessò, forme a scaglioni, per cui oltrepassando tetti prestabiliti di compenso percepito si passa al regime Creative Commons. Ma si entra nel campo dell'utopia, credo.
    CB: Tu sei un disegnatore, che licenze usi?
    DC: Dipende dal tipo di contratto che mi viene proposto, quindi difficilmente le decido io. Quando invece sono l'editore, oltre che l'autore, adotto il copyleft. Come nell'esempio del sito di satira donzauker.it, che curo personalmente insieme ad Emiliano Pagani.

    Mercoledí, 15 Ottobre 2008

  • messaggio da P.Dionisio - 15/10/2008 22:00
    Dall'articolo su Il Messaggero dedicato all'ultima opera di Bonvi:
    E' un grande ritorno. Strameritato. Perché a Bonvi, l’irregolare, il sarcastico, l’eclettico, il pacifista, l’infaticabile "rockstar" del fumetto, non si addice davvero l’ibernazione editoriale.
    (..)
    Con la destrezza di un prestigiatore, l’art director di Chiaroscuro ha tirato fuori dal cilindro un’altra chicca imperdibile: l’unica favola, e anche l’ultima opera, disegnata da Bonvi. A ricostruire la vicenda di Apriti Sesamo! La vera storia di Alì Babà e i quaranta ladroni che vede in copertina la firma di Bonvi e di Enrico Brizzi (Magazzini Salani, 15 euro), appena uscito in libreria, è lo stesso Bertusi, testimone diretto di quella irresistibile realizzazione. Racconta: «Nel 1994 Bonvi decise di "riscrivere" la celebre fiaba delle Mille e una notte.
    Doveva essere un regalo per i suoi figli, Sofia e Francesco, che rimanevano spesso nello studio del padre. Non c’è personaggio, nella storia disegnata, che non abbia avuto l’approvazione dei due bambini, che (ride) in qualche caso li hanno anche colorati... Il libro uscì per la Panini di Modena con il titolo Alì Babà e i quaranta ladroni qualche mese prima della morte del maestro, e fu subito ritirato dal mercato: ne furono vendute solo 6 copie. Nel 2005 decidemmo, insieme alle Edizioni Pendragon, di ripubblicarlo. Ma ci voleva un testo degno della dell’anarchia compositiva e dell’humour nero di Bonvi. Interpellammo Enrico Brizzi. Accettò con entusiasmo».
    Tremila copie, andate subito a ruba. Troppo poche per i fan del disegnatore e dell’autore di Jack Frusciante. «Lo abbiamo proposto a Magazzini Salani, ed eccolo in libreria, in un nuovo formato», dice soddisfatto Bertusi.

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