Mercoledí, 22 Ottobre 2008
messaggio da P.Dionisio - 22/10/2008 23:55
Da un articolo su La Stampa di Francesca Paci:
Vive a Gaza l'unica vignettista donna del mondo arabo: "Ma sul Profeta non rido"
(..)
Omayya Juha, 36 anni, la più famosa nonché unica vignettista palestinese, siede nell'ufficio all'ultimo piano della casa di produzione cinematografica JohaToon Company, a Gaza City.
(..)
D'altra parte sarebbe dura canzonare a turno le fazioni palestinesi rivali: Omayya Juha lavora per entrambe. Una vignetta al giorno per Al-Hayat Al-Jadida, il quotidiano dell'Autorità Nazionale Palestinese, due per Al Risala, il settimanale di Hamas, pubblicazioni pungenti con l'avversario ma accomunate da una certa riluttanza all'autoironia.
Tag: Omayya
Venerdí, 17 Ottobre 2008
messaggio da P.Dionisio - 17/10/2008 22:35
Dall'intervista di Claudio Brovelli su Punto Informatico a Daniele Caluri, autore di Don Zauker (e non solo), riguardo alla creatività e al diritto d'autore:
Claudio Brovelli: Allora Daniele, il nostro "incontro" è dovuto ad un commento che ho lasciato nel tuo blog: avevo notato una somiglianza tra Don Zauker ed un personaggio minore comparso sulle tavole di altri autori e tu, subito e con molta cortesia mi hai risposto chiarendo che questi autori tu li hai amati.
Daniele Caluri: (..) la somiglianza con padre Muster, il personaggio che effettivamente somiglia a Don Zauker, è non intenzionale, nel modo più assoluto; e d'altra parte - come noti tu stesso sul commento - trattasi solo di un personaggio che agisce nell'arco di poche vignette e poi muore. Semmai, intenzionale dal quarto-quinto episodio in poi, è la somiglianza con Torpedo stesso: se lo invecchi d'una quarantina d'anni, gl'infoltisci le sopracciglia e gl'imbianchi i capelli, otterrai Don Zauker. E il bello sai qual è? Che sia Abuli che Bernet conoscono il mio esorcista, e gli è pure piaciuto!
(..)
CB: Per cui partiamo con la prima domanda: Quanto è importante per una persona creativa la possibilità farsi ispirare da altre opere creative?
DC: È una domanda posta male. Primo per quanto riguarda il concetto di ispirazione, che prende le mosse dallo Sturm und Drang, si sviluppa lungo il romanticismo ed è storicamente superato. La creatività, che si esprime attraverso un linguaggio grafico, letterario, cinematografico e via dicendo, è invece un flusso continuo di esperienze in cui s'inseriscono gli autori: i precedenti influenzano i successivi, i quali a loro volta svilupperanno una propria chiave d'espressione che, proporzionalmente alla sua efficacia, influenzerà parte di quelli che verranno dopo ancora. È una costante di tutta la storia dell'arte, e molto più prosaicamente il meccanismo è lo stesso per i mezzi di espressione e comunicazione moderni; per rimanere in tema, lo stesso Bernet parte dalle premesse di autori come Milton Caniff.
O, per estremizzare, che mi dici di Marcel Duchamp e dei suoi baffi alla Gioconda?
(..)
CB: Credi che sia possibile per un creativo vivere delle proprie opere senza blindarle con licenze d'uso tanto restrittive come le attuali? In sintesi, l'autore (o il suo editore) che non si riserva TUTTI i diritti è destinato a finire sotto un ponte povero e derubato?
DC: Ecco, hai centrato il punto. È chiaro che il prodotto d'ingegno deve portare un guadagno all'autore, altrimenti l'autore smette di farlo e per pagarsi il pane si dedica alla panificazione, alla carpenteria, alle missioni di pace con l'UZI, all'uncinetto, a qualcos'altro. Ma da lì a bloccare un'opera per 70 anni (è esatto?), coinvolgendo spesso anche gli eredi, e nell'ottica di alimentare un leviatano onnivoro come la SIAE ce ne passa.
Il problema sono la tutela e il compenso del lavoro d'ingegno, in Italia davvero scarsi. Ma il tema è gigantesco e in così poco spazio si banalizza troppo; resta inteso che si potrebbe aprire un bel dibattito, ipotizzando chessò, forme a scaglioni, per cui oltrepassando tetti prestabiliti di compenso percepito si passa al regime Creative Commons. Ma si entra nel campo dell'utopia, credo.
CB: Tu sei un disegnatore, che licenze usi?
DC: Dipende dal tipo di contratto che mi viene proposto, quindi difficilmente le decido io. Quando invece sono l'editore, oltre che l'autore, adotto il copyleft. Come nell'esempio del sito di satira donzauker.it, che curo personalmente insieme ad Emiliano Pagani.
Mercoledí, 15 Ottobre 2008
messaggio da P.Dionisio - 15/10/2008 22:00
Dall'articolo su Il Messaggero dedicato all'ultima opera di Bonvi:
E' un grande ritorno. Strameritato. Perché a Bonvi, lirregolare, il sarcastico, leclettico, il pacifista, linfaticabile "rockstar" del fumetto, non si addice davvero libernazione editoriale.
(..)
Con la destrezza di un prestigiatore, lart director di Chiaroscuro ha tirato fuori dal cilindro unaltra chicca imperdibile: lunica favola, e anche lultima opera, disegnata da Bonvi. A ricostruire la vicenda di Apriti Sesamo! La vera storia di Alì Babà e i quaranta ladroni che vede in copertina la firma di Bonvi e di Enrico Brizzi (Magazzini Salani, 15 euro), appena uscito in libreria, è lo stesso Bertusi, testimone diretto di quella irresistibile realizzazione. Racconta: «Nel 1994 Bonvi decise di "riscrivere" la celebre fiaba delle Mille e una notte.
Doveva essere un regalo per i suoi figli, Sofia e Francesco, che rimanevano spesso nello studio del padre. Non cè personaggio, nella storia disegnata, che non abbia avuto lapprovazione dei due bambini, che (ride) in qualche caso li hanno anche colorati... Il libro uscì per la Panini di Modena con il titolo Alì Babà e i quaranta ladroni qualche mese prima della morte del maestro, e fu subito ritirato dal mercato: ne furono vendute solo 6 copie. Nel 2005 decidemmo, insieme alle Edizioni Pendragon, di ripubblicarlo. Ma ci voleva un testo degno della dellanarchia compositiva e dellhumour nero di Bonvi. Interpellammo Enrico Brizzi. Accettò con entusiasmo».
Tremila copie, andate subito a ruba. Troppo poche per i fan del disegnatore e dellautore di Jack Frusciante. «Lo abbiamo proposto a Magazzini Salani, ed eccolo in libreria, in un nuovo formato», dice soddisfatto Bertusi.
Sabato, 11 Ottobre 2008
messaggio da P.Dionisio - 11/10/2008 15:40
Dall'articolo su LaStampa.it:
Un viaggio, molto illustrato, nel mondo dei comics: da «Il Principe Valentino» di Foster al «Kinowa» di Lavezzolo, da Bilal a Paparella, da Crepax a Toppi, da Tofano a Villa a mille altri con citazioni di film, libri, quadri: è «La freccia di Ulceda» di Antonio Faeti (Coniglio Ed., pp. 180, e 18,50). Un titolo molto bello per un libro che ripercorre la storia del fumetto, delle immagini, dei segni: Ulceda è infatti la figlia del capo Gran Falco della Prateria, graziosa squaw protagonista della prima serie western italiana, realizzata nel 1935 dal grande Guido Moroni Celsi.
(..)
La decisione di ripubblicare questi saggi, usciti negli Anni 80 su «Comic Art» e «L'occhio del gatto», è venuta a Faeti dopo una visita ad «Arte Fiera» a Bologna dove ha ripercorso le tendenze artistiche con la sua lente di docente di Grammatiche della Fantasia (che stupenda dizione!) all'Accademia di Belle Arti. Affermando che «si dovrebbe, finalmente, dire quanto il fumetto sia diverso e come abbia conquistato un territorio dove altri modi di narrare non possono entrare». Quando esce «L'alba dei morti viventi», primo albo del Dylan Dog di Sclavi nel 1986, Faeti scrive: «La storia mi ha attratto, convinto, divertito, perfino un po' spaventato». E per «Fuochi» di Mattotti osserva: «Questo sogno di parole e di immagini, questa soda, ossimorica impalpabilità, gli altri strumenti non la comunicano. Forse è questo, il fumetto».
Venerdí, 10 Ottobre 2008
messaggio da Forum Zagortenay-Admin Ramath - 10/10/2008 19:30
Il cantautore Graziano Romani, nel corso dell'incontro virtuale svoltosi il 10 ottobre 2008, sul forum Zagortenay ha annunciato la prossima realizzazione di un cd dedicato a Zagor.
La grande passione del rocker emiliano (già autore del brano darkwood) non si esaurirà solo in questo splendido progetto musicale, ma è prevista anche un'insolita collaborazione con Moreno Burattini per scrivere a due mani una biografia di Gallieno Ferri, di cui lo stesso Romani è un grandissimo estimatore.
La data di pubblicazione di questa biografia è prevista per marzo 2009.
La grande passione del rocker emiliano (già autore del brano darkwood) non si esaurirà solo in questo splendido progetto musicale, ma è prevista anche un'insolita collaborazione con Moreno Burattini per scrivere a due mani una biografia di Gallieno Ferri, di cui lo stesso Romani è un grandissimo estimatore.
La data di pubblicazione di questa biografia è prevista per marzo 2009.




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