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Venerdí, 10 Novembre 2006

  • messaggio da zappodrago - 10/11/2006 00:05
    Personalmente non capisco le critiche di Max Bunker sul modo in cui la Sergio Bonelli Editore conduce le proprie testate: il fatto che i disegnatori e gli autori cambino continuamente serve a dare maggiore poliedricit� e spessore ai personaggi che altrimenti diverrebero s� noiosi. A parte il fatto che Bunker si � sempre mostrato irrispettoso nei confronti dei suoi lettori, dapprima annunciando che avrebbe chiuso la serie, e poi proseguendola e adesso con questo totale cambio di prospettiva, personalmente leggo in questo restyling di Alan Ford (che ritengo un pessimo fumetto) la paura di rischiare: creare una nuova testata pu� essere un investimento pericoloso, invece utilizzare il nome di una testata che ha i suoi aficionados e infilarci a forza qualcosa di diverso per accaparrarsi nuovo pubblico � un ottima operazione di marketing.
    Ognuno fa quello che vuole con i suoi personaggi, Schulz morendo ha voluto che nessuno disegnasse pi� i Peanuts ma come lui ce n'era ben pochi e le sue strisce si basavano pi� sulle atmosfere che su un corpus narrativo... atmosfere che nessun altro probabilmente avrebbe saputo ricreare.
    Ma perch� Max Bunker vuole convincerci che questa debba essere una regola nel mondo del fumetto? Vi immaginate come sarebbe il nostro mondo se adesso non ci fosse Tex? Non � nemmeno un caso che Bunker si accanisca sempre e comunque su Bonelli... che sia una pessima forma di maldicenza pro-marketing?
    Saluti.

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