Sabato, 31 Dicembre 2005
messaggio da Ciro Andreotti - 31/12/2005 10:40
Salve e complimentissimi per il Vs.sito che per me appassionatissimo di comics, di ogni latitudine e grado, � una vera miniera.
Volevo porvi una domanda in merito ai Crossover di casa Bonelli: ovvero, sapreste dirmi ove reperire i diversi numeri ove appare "l'incontro" e in quale testata?
In particolare sono interessato a quelli con Mr.No (che in qualche occasione ha incontrato il professor Mystere) e (eventualmente) Nick Raider, ma non sono certo che questi sia mai stato protagonista di qualche crossover.
Aggiungo un doveroso PS: per Crossover intendo nella fattispecie non il mini - cameo come ogni tanto accade in MM ove (esempio) Mr.NO appare occasionalmente, ma altres� - dove i diversi personaggi si dividono equamente la scena. Esempio Lo Speciale Di Mr.NO N�8 "Fuga Da SKYNET" con MM e MR.NO. Risponde M.Migliori, uBC Staff
uBC si � occupata dell'argomento qualche anno fa con questo articolo, a cui ti rimando per un approfondimento. Vista la naturale avversione dell'editore per questi incontri, si tratta di occasioni sporadiche. E forse questo ne aumenta il fascino aldil� dell'effettivo valore delle singole storie.
Volevo porvi una domanda in merito ai Crossover di casa Bonelli: ovvero, sapreste dirmi ove reperire i diversi numeri ove appare "l'incontro" e in quale testata?
In particolare sono interessato a quelli con Mr.No (che in qualche occasione ha incontrato il professor Mystere) e (eventualmente) Nick Raider, ma non sono certo che questi sia mai stato protagonista di qualche crossover.
Aggiungo un doveroso PS: per Crossover intendo nella fattispecie non il mini - cameo come ogni tanto accade in MM ove (esempio) Mr.NO appare occasionalmente, ma altres� - dove i diversi personaggi si dividono equamente la scena. Esempio Lo Speciale Di Mr.NO N�8 "Fuga Da SKYNET" con MM e MR.NO. Risponde M.Migliori, uBC Staff
uBC si � occupata dell'argomento qualche anno fa con questo articolo, a cui ti rimando per un approfondimento. Vista la naturale avversione dell'editore per questi incontri, si tratta di occasioni sporadiche. E forse questo ne aumenta il fascino aldil� dell'effettivo valore delle singole storie.
Venerdí, 2 Dicembre 2005
messaggio da Valerio Santucci - 02/12/2005 00:00
Cari amici,
ho da poco iniziato la raccolta di Zagor e vorrei sapere da qualcuno esperto che differenza c'e' tra i fumetti recanti sotto il relativo numero la scritta in rosso "Zagor" e quelli senza la scritta, ovvero quelli attuali. Da quale numero non viene piu' riportata e perch�. Come devo regolarmi con i numeri da collezionare?
Grazie in anticipo per la risposta Risponde C.Di Clemente, uBC Staff
E' necessario un passo indietro. Zagor � nato nel 1961, pubblicato nel formato a striscia. Dal 1964 le sue storie sono state ristampate nel tradizionale formato bonelliano a quaderno, all'interno della gi� esistente collana Zenith Gigante, che nei primi 51 numeri aveva ospitato storie senza personaggio fisso. Il n.1 di questa nuova edizione di Zagor (che si chiama "Zagor Gigante") coincide quindi con il n.52 di Zenith Gigante ed � quella che esce tutt'oggi (alle storie nate sul formato a striscia sarebbero poi seguite storie inedite). La numerazione della costa � per� quella di Zenith Gigante ed � quindi sfasata di 51 numeri rispetto agli albi effettivi di Zagor.
Gli albi con la scritta rossa sono la prima ristampa di "Zagor Gigante" e coprono i primi 160 albi di Zagor (circa), riportandone nella costa il numero "reale". Attenzione alla numerazione in costa, quindi: lo stesso titolo dell'albo ("Il mio amico Guitar Jim", a colori) riporter� il n.100 (se c'� la scritta rossa) o n.151 (se non c'�). La ristampa con la scritta rossa ha apportato alcune correzioni rispetto all'edizione originale, di certo meno forti di quanto avrebbe fatto la successiva ristampa Tutto Zagor (che presenta anche una veste editoriale molto differente da quella della serie regolare), arrivata fino al n.235 di Zagor Gigante.
ho da poco iniziato la raccolta di Zagor e vorrei sapere da qualcuno esperto che differenza c'e' tra i fumetti recanti sotto il relativo numero la scritta in rosso "Zagor" e quelli senza la scritta, ovvero quelli attuali. Da quale numero non viene piu' riportata e perch�. Come devo regolarmi con i numeri da collezionare?
Grazie in anticipo per la risposta Risponde C.Di Clemente, uBC Staff
E' necessario un passo indietro. Zagor � nato nel 1961, pubblicato nel formato a striscia. Dal 1964 le sue storie sono state ristampate nel tradizionale formato bonelliano a quaderno, all'interno della gi� esistente collana Zenith Gigante, che nei primi 51 numeri aveva ospitato storie senza personaggio fisso. Il n.1 di questa nuova edizione di Zagor (che si chiama "Zagor Gigante") coincide quindi con il n.52 di Zenith Gigante ed � quella che esce tutt'oggi (alle storie nate sul formato a striscia sarebbero poi seguite storie inedite). La numerazione della costa � per� quella di Zenith Gigante ed � quindi sfasata di 51 numeri rispetto agli albi effettivi di Zagor.
Gli albi con la scritta rossa sono la prima ristampa di "Zagor Gigante" e coprono i primi 160 albi di Zagor (circa), riportandone nella costa il numero "reale". Attenzione alla numerazione in costa, quindi: lo stesso titolo dell'albo ("Il mio amico Guitar Jim", a colori) riporter� il n.100 (se c'� la scritta rossa) o n.151 (se non c'�). La ristampa con la scritta rossa ha apportato alcune correzioni rispetto all'edizione originale, di certo meno forti di quanto avrebbe fatto la successiva ristampa Tutto Zagor (che presenta anche una veste editoriale molto differente da quella della serie regolare), arrivata fino al n.235 di Zagor Gigante.
Mercoledí, 30 Novembre 2005
messaggio da Roberto Gatta - 30/11/2005 00:00
Gentile redazione,
sono alla ricerca di informazioni su di un personaggio che ha segnato la mia adolescenza, lasciando un ricordo indelebile: Luc Orient, che leggevo sull'allora mitico Corriere dei Piccoli. Ci sono pubblicazioni in Italia di questo personaggio?
Grazie mille per l'attenzione, cordiali saluti e complimenti per il sito! Risponde M.Migliori, uBC Staff
Direttamente dalla cronologia BD in Italia, rileviamo che il personaggio di Greg e Paape, � stato edito in Italia dapprima sui Classici Audacia del Corriere Della Sera, nei quali � uscito il primo volume. Il secondo volume � stato ospitato invece sugli Albi Ardimento che ne furono la diretta prosecuzione. Il Corriere dei Piccoli prima e il Corriere dei Ragazzi poi, hanno pubblicato in rivista le prime 9 avventure (alcune delle quali raccolte anche in qualche supplemento) tra il 1967 e il 75. Infine, Lanciostory ha serializzato i primi 14 tra il 1981 il 1982.
sono alla ricerca di informazioni su di un personaggio che ha segnato la mia adolescenza, lasciando un ricordo indelebile: Luc Orient, che leggevo sull'allora mitico Corriere dei Piccoli. Ci sono pubblicazioni in Italia di questo personaggio?
Grazie mille per l'attenzione, cordiali saluti e complimenti per il sito! Risponde M.Migliori, uBC Staff
Direttamente dalla cronologia BD in Italia, rileviamo che il personaggio di Greg e Paape, � stato edito in Italia dapprima sui Classici Audacia del Corriere Della Sera, nei quali � uscito il primo volume. Il secondo volume � stato ospitato invece sugli Albi Ardimento che ne furono la diretta prosecuzione. Il Corriere dei Piccoli prima e il Corriere dei Ragazzi poi, hanno pubblicato in rivista le prime 9 avventure (alcune delle quali raccolte anche in qualche supplemento) tra il 1967 e il 75. Infine, Lanciostory ha serializzato i primi 14 tra il 1981 il 1982.
Venerdí, 25 Novembre 2005
messaggio da Carlo Antonio Rossi - 25/11/2005 00:00
E' da parecchio tempo che non scrivo piu' recensioni (oppure, piu' modestamente, pensieri sparsi su un fumetto). Ma "Dampyr" mi ha fatto uscire dal torpore in questo senso; e vedere l'ultimo numero, "Danza con la morte" recensito, mi ha stimolato a scrivere qualche riga. Qualche riga dedicata soprattutto alla figura del Condor: ammetto che, in tutti i fumetti che leggo, l'antagonista e' la figura che mi ha sempre colpito di piu', forse proprio per il fatto che, al contrario del protagonista, e' destinato, a breve o lungo termine, a sparire, quindi a mio parere merita un'analisi piu' approfondita, proprio per evitare che ci abbandoni anche nella memoria.
Il Condor si propone, forse, come il miglior antagonista nella serie di Harlan (certo, forse bisognerebbe attendere la trasferta sudamericana e vederne gli esiti, ma almeno per ora, qualche considerazione si puo' fare): finora, ogni maestro della notte, pur avendo interagito con la storia, lo ha fatto in modo forse distante, vuoi nel tempo, vuoi nei modi. O chi, lo ha fatto, lo ha fatto con "nobilta'", vedi Draka o Erlik Khan, o Amber. Oppure, e' talmente lontano dalle umane faccende da risultarne estraneo, vedi Nergal.
Il Condor, invece, ha scelto di interagire in un panorama politico vicino a noi, temporalmente e fisicamente (non parlo della distanza fra Europa e argentina, ma della distanza culturale che c'e'); e lo ha fatto in modo sottile, torbido. Trasformare un martire in un torturatore: cosa c'e' di peggio? In fin dei conti, molti maestri si limitano a trasformare in servi carogne (come disse Draka, "arruolo carogne", in senso letterale e metaforico), il Condor trasforma in sconforto la speranza e in vigliaccheria il coraggio.
Pochi cattivi, nella storia della Bonelli, sono stati cosi' efficaciemente caratterizzati in cosi' poche pagine; pochi cattivi hanno espresso in poche battute delle verita' scomode. In fin dei conti, il Condor e' forse il maestro, finora, che conosce meglio l'animo umano, e che lo sa pervertire meglio per i suoi scopi; meglio di Draka, figura lontana e un po' astratta.
Mi auguro solo che gli autori decidano di non porre fine alla sua esistenza troppo in fretta, e che riescano forse a trovare l'unica cosa che ancora mancava a Dampyr, ovvero un antagonista d'eccezione, dotato di solidita' nella caratterizzazione. Almeno, questo e' quel che spero io.
Il Condor si propone, forse, come il miglior antagonista nella serie di Harlan (certo, forse bisognerebbe attendere la trasferta sudamericana e vederne gli esiti, ma almeno per ora, qualche considerazione si puo' fare): finora, ogni maestro della notte, pur avendo interagito con la storia, lo ha fatto in modo forse distante, vuoi nel tempo, vuoi nei modi. O chi, lo ha fatto, lo ha fatto con "nobilta'", vedi Draka o Erlik Khan, o Amber. Oppure, e' talmente lontano dalle umane faccende da risultarne estraneo, vedi Nergal.
Il Condor, invece, ha scelto di interagire in un panorama politico vicino a noi, temporalmente e fisicamente (non parlo della distanza fra Europa e argentina, ma della distanza culturale che c'e'); e lo ha fatto in modo sottile, torbido. Trasformare un martire in un torturatore: cosa c'e' di peggio? In fin dei conti, molti maestri si limitano a trasformare in servi carogne (come disse Draka, "arruolo carogne", in senso letterale e metaforico), il Condor trasforma in sconforto la speranza e in vigliaccheria il coraggio.
Pochi cattivi, nella storia della Bonelli, sono stati cosi' efficaciemente caratterizzati in cosi' poche pagine; pochi cattivi hanno espresso in poche battute delle verita' scomode. In fin dei conti, il Condor e' forse il maestro, finora, che conosce meglio l'animo umano, e che lo sa pervertire meglio per i suoi scopi; meglio di Draka, figura lontana e un po' astratta.
Mi auguro solo che gli autori decidano di non porre fine alla sua esistenza troppo in fretta, e che riescano forse a trovare l'unica cosa che ancora mancava a Dampyr, ovvero un antagonista d'eccezione, dotato di solidita' nella caratterizzazione. Almeno, questo e' quel che spero io.
Lunedí, 14 Novembre 2005
messaggio da C.Di Clemente - 14/11/2005 00:00
Dopo i primi tre episodi dell'epico ritorno (e contemporaneo addio) di Guido Nolitta su Mister No e la conclusione del primo di vari racconti (una cruda variante del logorato tema del "cliente che nasconde qualcosa") legati tra loro dal cambiamento, � gi� tanta la malinconia, la saudade, l'amarezza e la durezza di questa Amazzonia. Sta cambiando, e con essa i suoi abitanti: chi insegue una nuova ricchezza, chi patetiche e strampalate rivoluzioni, scontrandosi con una realt� feroce e con la real politik. Jerry � un testimone impotente di quello che vede, urla con forza e rabbia i suoi "no" facendo onore al suo soprannome ed al suo carattere ma non pu� nulla di pi�.
Nolitta si � preso tutto il tempo (due albi) per riprendere confidenza con luoghi e persone: � lui, e non Mister No, quello che, sornione e sorridente, veniva festeggiato nel locale notturno delle garotas nel n.365. Sempre abile nell'introdurci personaggi che rappresentano un aspetto diverso di questa nuova realt�, sia pure con dialoghi che a volte suonano d'antico o troppo prolissi o situazioni che oggi appaiono un p� "ingenue", Nolitta prosegue l'affresco crepuscolare di un'Amazzonia che sta scomparendo, in compagnia di un Tucano narratore (curioso che debba motivarne la presenza in posta) ed inizia ad affondare la lama dove fa pi� male...







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