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Martedí, 10 Ottobre 2006

  • weblog/?2621
    messaggio da Fabio Strazzer - 10/10/2006 00:38
    Buongiorno a tutti...
    Ok.
    Prima di iniziare, voglio precisare che colleziono da anni Dylan Dog...
    Da questo, si pu� intuire che la mia collezione del medesimo albo bonelli sia ben fornita. Ma cosa interessa a noi lettori di uBC questo collezionista dylandoghiano? Che voglia unire la sua voce al coro fin troppo pieno delle critiche? Sarebbe di una noia inimmaginabile... Ebbene, s�! Basta! Basta! Basta! Sono stanco di storie fittizie e prevedibili, anche Sclavi mi ha deluso (ma su di lui pesa purtroppo il fatto della lunga assenza dalla voce "soggetto e sceneggiatura") e stavolta voglio proprio sparare a zero! Un esempio? L'ultimo speciale, di Anon, PARDON, Gonano e Cossu...
    Allora, in primo luogo voglio dirvi che, appena comprato, questo speciale l'ho posto nella libreria accanto a "Sette anime dannate", di Sclavi e Roi...bene! In secondo luogo, io non voglio colpevolizzare nessuno n� condannare nessuno al rogo, ma qui la situazione � esasperante: la sceneggiatura non era male, ma il soggetto? Non � un po' strano il fatto che, a quaranta pagine dalla fine dell'albo, avessi capito come andasse a finire per filo e per segno? Capisco che il "colpo di scena finale" (quello alla Chiaverotti, per intenderci) � fuori moda, ma qui c'� da mettersi le mani nei capelli! Il solito vecchio maniero scozzese, la solita vecchia maledizione del clan, il solito mostro che poi mostro non �, il solito sospetto sull'amata di Dylan, il solito... la lista sarebbe ancora lunga, sapete? Mi fermo solo per dire che l'unico punto che salva la baracca � Cossu: bravo e preciso ( belli, anche se non suggestivi come quelli del miglior Roi, i suoi tamponi...)
    In conclusione, non mi resta che sperare nel ventennale, che � alle porte...
    P.S: Alla fine, ho spostato "Licantropia" un pochettino pi� in l� rispetto a "Sette anime dannate"... ho fatto bene? ;-)

    Mercoledí, 13 Settembre 2006

  • messaggio da A.Nesi - 13/09/2006 00:24
    Nella vostra recensione critica a Gli eredi del crepuscolo parlate in termini hegeliani. Secondo me � sbagliato, in quanto l'intera trilogia si riferisce apertamente alla filosofia heideggeriana: gli abitanti di Inverary annullano con il mesmerismo il loro essere-per-la-morte e in questo modo perdono il loro esserci autentico; infatti le loro vite non possono essere che banali. Dylan inizialmente sembra cadere in questo gioco, ma non � cos�, il fatto che torni a Inverary e che una parte di lui si sempre rimasta l� potrebbero essere un artificio letterario per indicare che Dylan non ha mai abbandonato il suo essere-con-gli-altri e dunque il suo essere-solo-e-finito di fronte al mondo. Non a caso questo essere-con-gli-altri coinvolge anche gli altri (abitanti di Inverary) causando tutte le instabilit� della zona.
    Saluti. Alessio
  • weblog/?1964
    messaggio da Fabio - 13/02/2006 00:52
    Finalmente qualcuno che sappia prendere degnamente il posto di pap� Sclavi! Non che altri autori (vedi Barbato) non siano ugualmente dotati, ma con il recente numero (complice anche quel geniaccio di nome Angelo Stano...), Medda ha dimostrato come una storia non deve essere solo un "diversivo da barbiere", ma anche un bel labirinto nel quale il lettore ci si deve perdere benissimo... non, insomma uno di quei polpettoni alla Ruju! ;-)

    Lunedí, 30 Gennaio 2006

  • weblog/?1950
    messaggio da V.Oliva - 30/01/2006 17:13
    Dopo un'assenza di undici mesi dalle edicole italiane, Dylan Dog vi torna con una storia splendida, profondamente sclaviana nell'ispirazione, nel porsi come filtro di umori della nostra societ�, di incubi della nostra anima, di interpretazioni della realt�. Una sceneggiatura pressoch� perfetta, cui manca solo la folle anarchia di certe sarabande sclaviane, egregiamente sostituita da un'attenta, curatissima alternanza di registri stilistici che variano il tono dall'amarezza al sarcasmo, dalla riflessione meditata alla farsa. Si pu� mettere Dylan Dog di fronte a se stesso senza tradirne lo spirito, e questa storia lo dimostra in pieno.

    Un ottimo Stano, che la soffonde di malinconia, completa la festa di un albo che nell'aprire l'anno del ventennale si pone come l'autentica storia del ventennale di Dylan Dog.

    Fateci sapere la vostra opinione


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