Mercoledí, 13 Settembre 2006
messaggio da A.Nesi - 13/09/2006 00:24
Nella vostra recensione critica a Gli eredi del crepuscolo parlate in termini hegeliani. Secondo me � sbagliato, in quanto l'intera trilogia si riferisce apertamente alla filosofia heideggeriana: gli abitanti di Inverary annullano con il mesmerismo il loro essere-per-la-morte e in questo modo perdono il loro esserci autentico; infatti le loro vite non possono essere che banali. Dylan inizialmente sembra cadere in questo gioco, ma non � cos�, il fatto che torni a Inverary e che una parte di lui si sempre rimasta l� potrebbero essere un artificio letterario per indicare che Dylan non ha mai abbandonato il suo essere-con-gli-altri e dunque il suo essere-solo-e-finito di fronte al mondo. Non a caso questo essere-con-gli-altri coinvolge anche gli altri (abitanti di Inverary) causando tutte le instabilit� della zona.
Saluti. Alessio
Saluti. Alessio
Tag: Dylan Dog
messaggio da Fabio - 13/02/2006 00:52
Finalmente qualcuno che sappia prendere degnamente il posto di pap� Sclavi! Non che altri autori (vedi Barbato) non siano ugualmente dotati, ma con il recente numero (complice anche quel geniaccio di nome Angelo Stano...), Medda ha dimostrato come una storia non deve essere solo un "diversivo da barbiere", ma anche un bel labirinto nel quale il lettore ci si deve perdere benissimo... non, insomma uno di quei polpettoni alla Ruju! ;-)
Lunedí, 30 Gennaio 2006
messaggio da V.Oliva - 30/01/2006 17:13
Dopo un'assenza di undici mesi dalle edicole italiane, Dylan Dog vi torna con una storia splendida, profondamente sclaviana nell'ispirazione, nel porsi come filtro di umori della nostra societ�, di incubi della nostra anima, di interpretazioni della realt�. Una sceneggiatura pressoch� perfetta, cui manca solo la folle anarchia di certe sarabande sclaviane, egregiamente sostituita da un'attenta, curatissima alternanza di registri stilistici che variano il tono dall'amarezza al sarcasmo, dalla riflessione meditata alla farsa. Si pu� mettere Dylan Dog di fronte a se stesso senza tradirne lo spirito, e questa storia lo dimostra in pieno.
Un ottimo Stano, che la soffonde di malinconia, completa la festa di un albo che nell'aprire l'anno del ventennale si pone come l'autentica storia del ventennale di Dylan Dog.





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