Il mattatoio

alla fine non ne resterà quasi nessuno
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Il mattatoio
Zagor 543-544

Scheda IT-ZG-543-544

Il 2010 di Zagor si avvia alla conclusione con una dinamica e frizzante storia squisitamente horror, ispirata ai classici letterari e cinematografici de "La cosa dell'altro mondo", con qualche spruzzatina qua e là di "Alien".

Nei paraggi di un villaggio minerario gli scavi hanno fatto riemergere una misteriosa costruzione metallica sepolta nella roccia. Mesi dopo, un treno sta per raggiungere quei luoghi rimasti isolati durante l'inverno. A bordo, oltre a Zagor e Cico, ci sono una vecchia conoscenza come il professor Verybad (chiamato per scoprire la natura della costruzione ritrovata) e un variegato gruppo di personaggi (militari, vigilantes, minatori che hanno fatto fortuna, uno sceriffo con un prigioniero, un codardo con la sua donna). Nel frattempo misteriose creature si aggirano nei paraggi.

La trama ideata da Jacopo Rauch non punta a cervellotici colpi di scena o mirabolanti rivelazioni, quanto ad offrire, con equilibrio e mestiere, un sano e genuino intrattenimento. E il risultato finale è una lettura godibile e dal ritmo serrato: la storia dispensa mistero in una prima parte di attesa e di avvicinamento, con una minaccia che incombe con gradualità e che esplode in un secondo albo frenetico e dalle variegate situazioni, in cui si avverte un costante clima di tensione e pericolo. "L'orrore sepolto" è una storia, insomma, in cui le atmosfere sono ben più importanti delle spiegazioni sulle origini della minaccia, che comunque si insinuano efficacemente nel pluridecennale background della serie.

L'attacco delle creature
disegni di Mauro Laurenti, Zagor n.544, pag.79

(c) 2010 Sergio Bonelli Editore

L'attacco delle creature<br>disegni di Mauro Laurenti, Zagor n.544, pag.79<br><i>(c) 2010 Sergio Bonelli Editore</i>

Il finale è crudo, realistico ed assai meno rassicurante che in passato: da un lato i mostri, un tempo uomini, sono necessariamente sterminati tutti (con una soluzione alla Tex 600), dall'altro nessuno dei numerosi compagni di viaggio di Zagor, Cico e Verybad (davvero in grande spolvero quest'ultimo, sono lontani i tempi in cui era una macchietta dello scienziato pazzo) riuscirà a riportare a casa la pelle. Neppure una candidata "bella in pericolo". I numerosi comprimari sacrificati, tuttavia, non sono semplice "carne da macello" ma personaggi caratterizzati con pochi ma sufficienti dialoghi, che li delineano quel tanto da portarli ad avere coerenti reazioni diverse quando l'orrore prenderà il sopravvento.

Mauro Laurenti si pone al servizio delle atmosfere evocate dalla storia, con le quali il suo tratto è in sintonia quel che basta da farsi perdonare un generale calo di tono rispetto ad altre prove, in particolare in alcuni ambienti. "L'orrore sepolto", di Jacopo Rauch e Mauro Laurenti, Zagor n.543-544, ottobre-novembre 2010, Sergio Bonelli Editore, € 2,70 ad albo

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