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Sog. e
Sce. Luigi Mignacco
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La storia comincia come tante altre di Robinson Hart, con un breve prologo e relativo naufrago del tempo
ma stavolta notiamo con piacere che il prologo � collegato alla storia come preludio ed � e assai importante per lo
svolgimento della trama.
Siamo nel 1879, nello Zululand, e si sta svolgendo una battaglia tra le truppe della Regina di Inghilterra e gli
Zulu... parallelamente a questi avvenimenti ci si ritrova con Robinson che deve riportare il suo naufrago nel proprio
tempo... per l'ennesima volta capita poi che i naufraghi siano persone poco raccomandabili.
La trama, che inizialmente pare molto
semplice e coerente, tanto da far venire in mente al lettore un finale gi� predefinito, prende improvvisamente un'altra
piega da met� albo in avanti, facendo crescere l'interesse nel lettore.
Al semplice inteccio iniziale si collegano quindi altre trame, in un intreccio di tempi e casualit� gradevole e
appassionante. Cos� da un banale pretesto , un "uzi" da riportare nel proprio tempo la storia comincia a decollare e a diventare interessante.
Il problema della miniserie Robinson Hart � spesso proprio questo, il fatto di intervenire nel passato, nel nostro passato e di non poterlo cambiare limita di molto le capacit� di svolgimento della trama, quindi, sta tutto nella bravura dello sceneggiatore a tenere desto l'interesse del lettore, utilizzando avvenimeti del passato non notissimi e piccole trovate, come in questo caso.
I dialoghi sono i tipici della serie con un Robin che per� si atteggia troppo da "superuomo".
  

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Alberto Castiglioni
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"Robinson alle prese con gli Zulu"
(c) 1998 SBE
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Nel complesso buona la prova di Alberto Castiglioni, che pare trovarsi perfettamente a suo agio nel mondo di Robinson Hart.
Le vignette migliori sono quelle di ampio respiro con tanti personaggi e uno sfondo riconoscibile, mentre
i disegni non sono cos� forti da caratterizzare i singoli personaggi con le relative espressioni, che quindi a volte appaiono esagerate e un po' grottesche.
Il tratto nei volti appare duro e poco fluido, soprattutto nelle espressioni "assorte" di Robin, dove quest'ultimo appare perlomeno "arrabbiato".
Buono l'uso dei retini, usati per le ombre e poco altro, ma con un tratto cos� dettagliato avrebbero finito solo per appesantire il disegno.
Belle tutte le scene relative ai "fulmini neri", di grande effetto, e belle anche le scene di combattimento, cadenzate in vignette larghezza pagina ma sottili...come una pellicola, ma questo � anche un merito della scneggiatura.
  
Trovo che questa storia, nella media delle storie della miniserie sia un albo gradevole e leggibile, disegnato con cura e ampio dettaglio, considerando anche che i disegnatori sono da sempre un punto di forza della serie.
La copertina di Alessandrini � gradevole ma fuorviante rispetto alla trama dell'albo; nella trama dell'albo non c'� traccia di nessuna "famigliola con bambino".
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