Sergio Bonelli
Ciao, Sergio, e grazie
Un giorno triste per il fumetto italiano
Tra poche ore di questo 29 settembre 2011, a Milano, si svolgeranno i funerali di Sergio Bonelli.I singoli staffers di uBC, presenti e passati, togliendosi in questa triste occasione i panni talvolta distaccati dei critici per indossare soltanto quelli degli appassionati di fumetti, desiderano lasciare un proprio saluto o ricordo personale dello scrittore-editore che, da mezzo secolo, con le storie firmate con lo pseudonimo Guido Nolitta o le tante serie pubblicate, ha avuto un ruolo determinante nel creare in noi il comune amore per il fantastico mondo delle nuvole parlanti. Un amore dal quale, 15 anni fa, è nata uBC stessa.Ciao, Sergio, e grazie.I nostri saluti
- Oggi è un giorno triste per chi ama il fumetto, per chi è cresciuto col fumetto... Oggi 26/9/2011 è morto Sergio Bonelli, il papà di quello che nella percezione italiana è il fumetto: l'edicola, il formato, il bianco e nero, Tex.... uBC non sarebbe esistita senza Sergio Bonelli, l'artigiano che ha dato forma ai suoi sogni e li ha trasformati in un qualcosa condivisibile veramente da tutti... Grazie Sergio, per averci regalato i tuoi sogni. L'annuncio pubblicato nella homepage di uBC, di Martina Galea
- Senza di lui probabilmente uBC non sarebbe mai esistita. Non lo ho mai conosciuto ma col suo lavoro mi ha regalato l'amicizia degli staffer di uBC e ciò mi è ampiamente sufficiente per avere questo fastidioso groppo in gola ... Emanuele De Sandre
- Le tue storie a fumetti e le tue serie sono ancora oggi, dopo 25 anni, una parte importante della mia vita. Ho ancora negli occhi la commozione nel tuo sguardo quando a Rimini, appena due mesi fa, nel bel mezzo di un incontro dedicato ai 50 anni di Zagor, dal pubblico è partito un lungo applauso spontaneo al tuo ingresso in sala. Ate' logo, Sergio, e grazie. Cristian Di Clemente
- Per mille tamburi di Darkwood! Ciao Sergio, amico di mille avventure, che tu possa essere beato nei "Pascoli del Cielo" in compagnia di quegli immortali eroi che accompagnano i miei sogni da più di trent'anni e che tu hai creato, curato e pubblicato nel corso della tua vita. Grazie, grazie e ancora mille volte grazie. Roberto Giammatteo
- Purtroppo stavolta non ci sono Giuda ballerini che tengano... attraverso la scintilla di eternità dei tuoi personaggi, noi tutti ci eravamo illusi che anche tu, proprio tu, fossi riuscito a rubarne un pezzetto! Te ne sei andato e magari tanti di noi non ti hanno neanche mai incontrato, ma di certo tu hai conosciuto nel cuore ogni tuo lettore. Vaja con Deo, Sergio. Oscar Tamburis
- Grazie per tutto, Sergio! Adiòs, amigo! Fernando Congedo
- Un giorno davvero triste... Grazie Sergione per tutti i bei momenti che mi hai fatto passare. Marco Gremignai
- Conobbi Sergio Bonelli negli uffici di via Buonarroti. Ero lì per una intervista per conto di uBC. Potevo anche tirarmela da "giornalista", ma non ero davvero se non un appassionato. Burattini mi presentò a lui senza specificare a che titolo ero "a casa sua", e lui scherzò: "se è un disegnatore, dategli da lavorare, se è uno scrittore mandatelo via!". Scritto forse non suona affabile, diretto, comunicativo, simpatico come in effetti fu... E io pensai però che lui per i suoi fumetti in realtà avesse bisogno soprattutto di scrittori, ma bravi, che di disegnatori ne aveva già parecchi... Ma questo ricordo per me dice tutto della assoluta avvicinabilità del più grande personaggio del fumetto italiano di tutti i tempi. Avvicinabile, e vicino, come quando alla mia prima Lucca me lo trovai seduto di fianco, ad una presentazione, così, come uno spettatore qualunque, in mezzo agli appassionati, perché prima che autore, editore e tutto il resto, era un appassionato anche lui. Ciao, Sergio, e grazie per tutti i fumetti. Giuseppe Pelosi
- Grazie Sergio... Mi hai dato tanto, come autore e come uomo. Grazie ancora.Tristano Barone
- Giù il cappello. E grazie di tutto, il debito contratto è troppo grande.Federica Sconza
- Mi trovavo a Lucca Comics nel 2000 e, durante un incontro, ricordo con piacere quel posto vuoto accanto a Sergio che nessuno voleva occupare come per timore. Mi sedetti accanto a lui e, spinti da qualche battuta dell'incontro in corso, parlammo delle sue passate avventure editoriali: Un Uomo Un'Avventura, Storia del West e la versione italiana di Pilot. Che emozioni e che forza comunicativa! Fu una chiacchierata lunga ed appassionata con una persona squisita, gentile e di una notevole disponibilità. Considero la sua scomparsa un terremoto nell'editoria a fumetti italiana e mondiale. Ciao Sergio, grazie per tutto quello che hai fatto! Pierfilippo Dionisio
- Non ho mai conosciuto Sergio Bonelli ma il mio secondo fumetto scelto quel lontano giorno del 1973, acquistato da mio padre (uomo lungimirante, lettore di Alan Ford ed Eureka), fu una ristampa di Zagor intitolato "Sulle orme di Titan". Fu amore a prima vista e non ho mai smesso di comprare Zagor. Anche se col tempo ho conosciuto fumetti diversi e per certi versi migliori, la magia delle sue storie non ha mai smesso di rappresentare quella scintilla d'infanzia felice che ancora oggi scocca quando leggo l'"Ayaaak!" rabbioso o liberatorio dello spirito con la scure o l'"acc.. dannaz.. malediz.." di Cico Felipe Cayetano Lopez y Martinez eccetera eccetera. Da qualche giorno Sergio se n'è andato e anche se da tanto non scriveva più, la sua supervisione si sentiva. Ora che è partito vivo un autentico senso di vuoto e non mi rimane altro che constatare che è scesa una notte davvero tanto buia sulla foresta di Darkwood. A ogni modo grazie. Claudio Crimi
- I primi fumetti che ho sfogliato quando ancora non sapevo neppure leggere avevano titoli come El Muerto, Il Re delle Aquile, Rio Negro, basta questo per capire di quanto sono debitore a Sergio Bonelli, e quanto sicuramente mi mancherà. Grazie di tutto, Sergio. Massimo Cappelli
- Non ho mai conosciuto personalmente Sergio Bonelli, se si escludono le poche volte in cui ho avuto la fortuna di incrociarlo durante alcune kermesse fumettistiche dove ho potuto scambiare con lui qualche breve battuta, ma la sua assenza si farà pesantemente sentire. Uno dei tanti pregi di Sergio Bonelli era la sua sincera disponibilità nei confronti del pubblico, sia durante gli incontri nelle fiere sia nella corrispondenza tenuta coi lettori dei suoi personaggi. Era riuscito a creare un filo diretto con gli ammiratori delle sue pubblicazioni, aperto nell'accogliere le lodi come le critiche, e nell'accettare consigli. Ma non si limitava a ciò: rispondeva cordialmente a tutti intrattenendosi nel discutere degli argomenti più vari. Molte volte, purtroppo, era intervenuto sulle pagine delle sue pubblicazioni per rendere l'ultimo saluto a un autore passato a miglior vita. Ora che è lui a essersi spento, lui che sembrava immortale come gli eroi dei suoi fumetti, le tavole si tingono di nero. Arrivederci Sergio, grazie per tutte le emozioni che ha fatto provare a noi lettori, e per la passione dedicata al mondo delle nuvole parlanti. Davide Maioli
- Avevo 17 anni e a scuola, durante lintervallo un compagno di classe mi passò "Cagliostro", il numero 18 di Dylan Dog. Un intervallo non bastò per terminare di leggerlo: attesi la fine delle lezioni per correre in edicola e comprarmelo così da poterlo concludere. Ormai ero catturato nella rete e da allora molti altri eroi bonelliani, Martin Mystère e Nathan Never subito a seguire, si sono contesi con me, lo spazio nella mia camera, arricchendo il mio immaginario. Molti anni dopo sono approdato alla mailing list di ayaaaak per poi entrare a far parte dello staff di uBC: tutte realtà che non avrebbero mai avuto ragione di esistere senza gli albi Bonelli; realtà che mi hanno regalato tanti amici con cui condividere una passione. La frequentazione delle Convention fumettistiche insieme a questi amici non poteva che essere lo sbocco più naturale, la sequenza più logica sfociata a partire da quella mia prima iniziazione al mondo bonelliano di tanti anni prima. E il mio piacere nello scattare foto mi ha portato spesso a chiedere di posare con me a coloro che il mondo dei fumetti lo fabbricano. Nell'unica volta in cui ho avuto modo di avvicinare Sergio Bonelli lui era di fretta, ma mai così di fretta da negarsi per una foto. Ho di lui quindi il ricordo di un uomo disponibile che con i suoi pensieri, le sue parole e i suoi atti, ha tracciato una via alla cui sequela si sono aggregate generazioni di lettori: giovani di tutte le età, perché anche lui, giovane, lo è sempre rimasto. Grazie Sergio Bonelli! Tu sei un uomo che ha fatto vivere a tutti noi, non una, ma mille avventure. Un uomo che con lamore che ereditasti da tuo padre, ti sei reso a modo tuo, un padre per tutti noi, che dal tuo lavoro ne abbiamo tratto gioia per tante giornate e ispirazione per le nostre scelte di vita. Tu che hai saputo dare un nome e una collocazione ai nostri amici invisibili, elevandoli prima a personaggi a due dimensioni, per poi dar loro unesistenza quasi carnale, da uomo carnale come noi, sei ora diventato personaggio a due dimensioni di cui ne rincorriamo tutte le immagini e le foto che possediamo per trattenerti con noi il più possibile e poi, col tempo, resterai una presenza invisibile e un ricordo. Ma quel ricordo è ciò che ora ti rende più simile ai tuoi stessi beniamini a due dimensioni. Noi viviamo in un mondo a tre dimensioni. Il paradiso penso sia un mondo ad una dimensione. Il mondo a due dimensioni la cui fauna e umanità hai contribuito ad arricchire, continua quindi a tenerci uniti a te, come se fosse un mondo di mezzo fra il nostro e quello dove ora ti trovi tu. Grazie per averci disegnato la strada: ci rivedremo dallAltra Parte.
Daniele J. Farah - Sono cresciuto a pane, Nutella e Zagor e Cico da quando avevo sei anni. Poi si aggiunse Mister No. Non esito a dire che i fumetti scritti da "Guido Nolitta", da quelli più avventurosi/fantasiosi a quelli più impegnati, sono stati fondamentali nel costruire la parte migliore di me. Così come sono stati importanti molti dei fumetti che Sergio ha scelto, nel corso della sua carriera, di pubblicare come editore, da "Un uomo, un'avventura" e Ken Parker fino ai più recenti Magico Vento e Gea per finire con la recente collana "Romanzi a fumetti". Per questo, anche se non l'ho mai conosciuto, anche se non gli ho mai parlato o stretto la mano, considero Sergio Bonelli come una sorta di padre indiretto che, senza saperlo, scrivendo per me come, al tempo stesso, per migliaia e migliaia e migliaia di altri ragazzi, mi ha dato tantissimo.
Francesco Manetti


