Le nuove frontiere del fumetto super-eroistico


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Kuwait

Jalila e compagni non sono i soli supereroi del Medio Oriente. In Kuwait la casa editrice Teshkeel, di Naif al-Mutawa, pubblica già i fumetti Marvel in arabo, e ha dato origine ai propri supereroi, i 99.

Contrariamente agli omologhi di Gotham in India, Teshkeel non ha il permesso di sviluppare versioni locali di Spider-Man o degli X-Men, poichè una clausola del contratto con Marvel lo vieta categoricamente. Non é difficile intuire che la vicinanza geografica del Kuwait a determinati Paesi nei quali gli USA hanno interessi militari imponga prudenza assoluta per evitare anche il minimo conflitto culturale. Al-Mutawa ha cosi lanciato il proprio team di eroi, i 99. L'identità musulmana di questi ultimi é molto più marcata di quelli di AK Comics, già dal nome: i 99 nomi di Allah o gli altrettanti attributi dell'Islam. Questi 99 attributi nel fumetto si trovano dispersi (contrariamente alla loro origine comune in una gemma della biblioteca di Bagdad), costituendo altrettanti super-eroi, di tutte le razze e nazionalità, dal dottor Razem, funzionario dell'Unesco, a Batina col burka.

Nell'équipe che supporta il progetto c'é nientemeno che Fabian Nicieza, noto autore argentino di comics. Il magazine ComicBox fa rimarcare a questo proposito che il cerchio si chiude: lo stesso Nicieza, in un episodio dei Thunderbolts di qualche anno fa, fece morire Arabian Knight, insoddisfatto del grosso cliché dell’arabo con turbante e spada che questi rappresentava, e desideroso di creare un personaggio meno caricaturale e più rappresentativo del suo popolo... beh, voilà!

L'iniziativa comunque si muove su un terreno scivoloso, tanto che al-Mutawa si é affrettato a specificare che almeno una trentina di qualità di Allah non saranno rappresentate, a scanso di possibili accuse di eresia, senza aggiungere il fatto che il Corano vieta ogni rappresentazione della divinità.

Il direttore di Teshkeel insiste sulla multietnicità dei protagonisti per difendere il suo progetto in quanto "antidoto all'odio religioso", pur garantendo ai giovani musulmani che in queste pagine non saranno spaesati, ritroveranno i loro valori.

La Teshkeel ha ottenuto all'inizio di ottobre un finanziamento di 25 milioni di dollari da parte di un gruppo musulmano che gestisce una banca di investimenti nel Bahreïn, al fine di lanciare una versione televisiva della sua serie. Al-Mutawa ha commentato che l'idea di servirsi della religione per creare archetipi é stata ampiamente sfruttata dai cristiani, e non deve stupire che ora vi parvengano anche i musulmani.


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