Una specie di trilogia

il ritorno di Colombo
Recensione di A.Tripodi, G.Del Duca |   | dampyr/

Una specie di trilogia
Dampyr 79 "Nazikian l�oscuro"

Una specie di trilogia

Scheda IT-DP-19

Scheda IT-DP-63

Scheda IT-DP-79

  • Nazikian l'oscuro
    il figlio di Nazikian sta per nascere, e suo padre � tornato a prenderlo

Con il n.79 di Dampyr, "Nazikian l�oscuro", si conclude un�avventura che, in qualche modo, era iniziata cinque anni fa. I personaggi chiave infatti di questo albo, Mulawa e Khaled, li avevamo conosciuti nel 2001, precisamente nell�albo n.19 "La luce nera".
Sono stati cinque anni di lunghi silenzi per Maurizio Colombo, sceneggiatore di questa storia e co-creatore di Dampyr, colto da un una crisi creativa tale da minimizzare quella di Jack Torrance di Shining. Pu� sembrare una coincidenza affascinante il fatto che "La luce nera" parlasse proprio del demone della narrazione, e della necessit� per uno scrittore di intrappolare ed esorcizzare proprio questo demone (ed � ci� che accade, non solo in senso figurato, in quell�avventura). Ne "La luce nera" abbiamo visto un Colombo diverso dal solito (oseremmo dire boselliano) per il modo in cui mette da parte l�azione e le atmosfere pi� hard-boiled per dedicarsi a tratteggiare una vicenda dai forti connotati allegorici.

L'uomo nero colpisce ancora

"Nazikian l�oscuro", per�, si presenta anche come la conclusione dell�avventura iniziata nel n.63 "L�ombra del male", avventura che appunto interrompeva il silenzio letterario di Colombo.
Questo elemento � senz�altro degno di interesse, poich� "L�Ombra del Male" appartiene ad una tipologia di storie del tutto diversa da quella de "La Luce Nera". Ne "L�ombra del male" Colombo mette insieme elementi che contribuiscono alla realizzazione di un piccolo capolavoro, carico di fascino e di atmosfere di puro orrore. Particolarmente ben congegnato � l�episodio introduttivo alla storia vera e propria.

Dampyr 63

(c) 2005 SBE

Dampyr 63<br><i>(c) 2005 SBE</i>
Colombo e Boselli hanno spesso utilizzato la tecnica letteraria di far introdurre le loro storie da prologhi in cui il lettore � calato nella prospettiva dei protagonisti, i quali, il pi� delle volte, sono ragazzi giovani, e quindi della stessa, presumibile et� dei lettori di Dampyr. Gli ingredienti narrativi pi� comuni in questi prologhi sono i seguenti: 1) i personaggi non nulla hanno a che vedere con i protagonisti ufficiali della serie; 2) sono spesso giovani; 3) si trovano in situazioni di assoluta, pressoch� banale, normalit�, che rapidamente evolvono nel terrore pi� puro; 4) muoiono o scompaiono misteriosamente e di loro non si sentir� pi� parlare.
Questi prologhi rappresentano un t�pos letterario proprio del genere horror e per questo spesso abusato, ma in questo caso � quanto mai appropriato perch� tali ingredienti riescono ad evocare nel lettore uno stato di totale immedesimazione, al punto da consentirgli di interpretare la storia in soggettiva e non, come avviene spesso, attraverso la visuale dell�eroe protagonista, il quale (si sa) non muore mai e quindi non causa patemi pi� di tanto. Gli altri ingredienti di contorno, che arricchiscono questi episodi, sono attinti direttamente dalla tradizione del racconto gotico e utilizzati con sapienza.
Gli effetti pi� rilevanti si hanno per� quando gli autori arricchiscono la narrazione con emozioni particolari tratte dalle loro personali esperienze vissute. Uno dei frammenti �introduttivi� pi� riusciti � senz�altro quello (sceneggiato da Boselli) del n.33 "Sotto il Vulcano", in cui, in una desolata quanto incantevole Islanda, un gruppetto di escursionisti ha il suo contatto con il soprannaturale, soccombendo. In quel caso il fascino della narrazione doveva molto al fatto che Boselli, nel suo giovanile peregrinare, aveva vissuto, proprio in Islanda una esperienza simile a quella dei personaggi (senza conseguenze soprannaturali, per�, per sua fortuna). Quindi nella storia era riuscito a riversare, da ottimo sceneggiatore quale sa essere, le proprie emozioni e sentimenti, offrendoli al lettore.

Dampyr 63 - Il racconto di Alessandra
disegni di Stefano Andreucci

(c) 2005 SBE

Dampyr 63 - Il racconto di Alessandra<br>disegni di Stefano Andreucci<br><i>(c) 2005 SBE</i>
Anche ne "L�ombra del male", visivamente accuratissimo, ambientato in Friuli, fra villaggi e filande abbandonate effettivamente esistenti e in cui qualunque escursionista pu� incappare, � probabile che Colombo abbia riversato le proprie esperienze e le proprie emozioni. La storia che viene fuori � di ottimo livello e con un alto tasso di terrore. Evidentemente ispirata a un certo horror italico (in particolare La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati, 1976), provoca nel lettore un particolare disagio enfatizzato dalla confidenza con le ambientazioni che ci sono consuete. � la stessa paura che avvertiamo per l�ignoto che si pu� nascondere nei luoghi domestici, come se paventassimo che l�orco si cela sotto il letto. � una storia, questa di Colombo, che ci ricorda gli orrori quotidiani che magari non vogliamo vedere, ci risveglia le paure non dette, quelle riposto in un cantuccio dell�inconscio, ci ricorda situazioni che sembravano normali ma che invece sono inquietanti.

L�ombra del male per� non era svanita.

L�avventura si era conclusa con la voce tonante del demone che rivolge ad Harlan Draka queste parole: �Ricorda, il tuo tempo verr��. La voce, come ricorda Alessandra, la protagonista incinta, era identica a quella dell�essere che l�aveva violentata. Un magistrale teaser che preannunciava l�inevitabile seguito della vicenda.
Questo terzo capitolo della trilogia (e secondo della vicenda di Alessandra) serve a Colombo come un anello che congiunge "La luce nera" a "L�ombra del Male", fatto, come dicevamo, degno di interesse visto che fino a quel momento le due storie non solo non erano collegate, ma appartenevano a filoni molto distanti.
"Nazikian l�oscuro" si presenta un po� come una rivisitazione di Rosemary�s Baby di Roman Polanski. Le prime pagine lo fanno pensare. Avvenimenti premonitori inquietanti introducono rapidamente il lettore verso il concretizzarsi dell�azione il cui nucleo si svolger� a Marrakesh. Qui Harlan Draka rincontra Mulawa e Khaled, col cui aiuto era riuscito a sconfiggere il demone di nome Kyazar. Si scopre cos� che il demone che ha violentato e messo incinta Alessandra, Nazikian l�oscuro, � della stessa schiatta di Kyazar, ma �molto pi� antico e potente�. Alessandra � stata quindi il passivo strumento del demone per portare il suo seme su questa Terra e quindi la propria volont� demoniaca.
La vicenda si concluder� secondo le migliori tradizioni con il folgorante bene che avr� la meglio sull�oscurit� del male.

Tavola 11/79
disegni di Arturo Lozzi

(c) 2006 Sergio Bonelli Editore

Tavola 11/79<br>disegni di Arturo Lozzi<br><i>(c) 2006 Sergio Bonelli Editore</i>

L'anello di congiunzione

L�avventura, dilatata, in quasi un anno e mezzo (anche se nella finzione narrativa sono poco pi� di sei mesi), non presenta una piena continuit� narrativa. Infatti si pu� correttamente parlare di due storie distinte, unite solo dalla vicenda che coinvolge il personaggio di Alessandra. La storia narrata in "Nazikian l�oscuro", mantiene una sua dignit� se considerata individualmente, ma perde completamente di fascino se accostata all�avventura narrata in "L�ombra del male". Leggere Nazikian dopo L�ombra � un po� come bersi un vino novello dopo un buon Barolo di annata: appare scipito e senza gusto. Infatti dal momento in cui la scena si trasferisce a Marrakesh, l�orrore sottile ed inquietante delle prime pagine cede il passo ad una storia d�azione incentrata sulla violenza delle bande criminali della citt� marocchina, pericolosamente simili a quelle che popolano i bassifondi delle metropoli americane e le pagine dei romanzi hard-boiled ad esse dedicati.
Non scopriamo oggi la maestria di Colombo nel creare le atmosfere...peccato che il tutto pian piano si annacqui in una consueta storia d'azione
Queste atmosfere vengono ibridate dalle apparizioni del soprannaturale, soprannaturale che caratterizza le ultime pagine, che vedono infine la conclusione della gravidanza di Alessandra e della storyline ad essa dedicata. La sottotrama dedicata alle due bande rivali di Marrakesh serve quindi unicamente per permettere a Nazikian di portare avanti il suo oscuro piano (in modo piuttosto macchinoso) e proprio per questo non appare ben integrata con il resto della vicenda, sia per tematiche che per atmosfere.
Non scopriamo oggi che Colombo sia un genio nella creazione delle atmosfere e lo si vede anche nelle prime pagine di Nazikian, in cui ci prospetta una storia ricca di suspence ed emozioni. Peccato per� che il tutto pian piano si annacqui in una consueta storia orientata pi� all�azione piuttosto che alla realizzazione di atmosfere di tensione e di autentico terrore. Nel complesso per� di buon livello il ritorno del co-autore di Dampyr. Le idee ci sono e l�abilit� dello sceneggiatore si vede sempre e allora� speriamo che non lasci trascorrere altri cinque anni per realizzare una nuova storia.



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