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Darkwood Monitor

Anno I, n.2
Ottobre 1997

copertina

Zagor come un romanzo
Prefazione
di Giuseppe Pollicelli

Per la stragrande maggioranza dei lettori di Zagor, Moreno Burattini è solamente l'ideatore di molte delle avventure dello Spirito con la Scure (oltreché, dal settimo speciale in poi, di tutte quelle fuori-serie di Cico). Ma per chi ne conosce meglio l'attività pubblicistica, egli è molto, ma molto di più. Moreno, e chiedo anticipatamente venia di eventuali dimenticanze, è anche lo sceneggiatore di innumerevoli altri fumetti (Battista il Collezionista, Cattivik, Lupo Alberto, ecc.), un prolifico ed autorevole critico e filologo del nostro genere preferito (nel 1985 ha fondato la fanzine "Collezionare" e, in seguito, ha collaborato alle maggiori riviste specializzate del settore, firmando anche un cospicuo numero di libri ed introduzioni), l'autore di plurirappresentate commedie teatrali in vernacolo fiorentino (una per tutte: "Il vedovo allegro"), nonché di ironici monologhi teatrali elaborati a beneficio di un'emergente cabarettista toscana. Al lavoro intellettuale, inoltre, Burattini ne ha recentemente affiancato uno che potremmo definire "imprenditoriale": insieme ai suoi colleghi ed amici Francesco Manetti e Saverio Ceri (in collaborazione coi quali organizza speso e volentieri mostre espositive di argomento fumettistico), ha difatti aperto ben due negozi di fumetti aventi rispettivamente sede in provincia di Prato e di Firenze.

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Questa impressionante mole di impegni lo ha costretto negli ultimi tempi a trascurare un esercizio, quello della narrativa in prosa, che pure aveva praticato con profitto sino ad alcuni anni fa (una sua novella fantascientifica è stata addirittura inserita, previa traduzione, in un'antologia ungherese). Quando ci ha domandato se eravamo interessati ad ospitare sulle pagine di Darkwood Monitor un suo racconto avente Zagor per protagonista, non abbiamo perciò esitato un attimo a rispondere affermativamente. E, visti i risultati, credo di poter dire che abbiamo fatto bene. Non solo "Le mura di Jericho", di cui nelle pagine seguenti potrete leggere la
prima parte (illustrata degnamente da un abilissimo Mauro Laurenti, che vedete qui a destra in un simpatico autoritratto), è scritto con uno stile secco e coinvolgente che ricorda quello dei più dotati scrittori western (avete presente Louis L'Amour?), ma il sapiente dosaggio dei colpi di scena (abilmente disseminati, come avrete modo di constatare, nell'arco delle varie puntate) non potrà non entusiasmare gli estimatori (noi siamo tra questi) dei feuilletons, ossia di quei romanzi e di quei racconti la cui originaria sede di pubblicazione erano appunto le riviste, che li ospitavano spezzandoli in differenti capitoli.

Spero siate d'accordo con me: attendere il prosieguo di una storia avvincente è, insieme, una delle maggiori torture e uno dei più sublimi piaceri che sia dato di sperimentare a un essere umano. Non esitate oltre, quindi, e voltate pagina. A me non resta che augurarvi, da bravo prefatore, una buona lettura.

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