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Darkwood Monitor
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Siccome sono una persona dotata di scarsa fantasia non posso fare a meno di provare un misto di meraviglia e di invidia ogni volta che leggo una nuova storia di Zagor. La meraviglia la suscita in me la constatazione che gli sceneggiatori dello Spirito con la Scure riescono ancora, malgrado sia da quasi quarant'anni che il Signore di Darkwood vive ogni mese le sue rocambolesche avventure, a ideare situazioni e personaggi in grado di catturare l'interesse del pubblico; l'invidia, che è per l'appunto diretta verso Boselli, Burattini, Colombo, Casanova e gli altri, è originata dal fatto che mi piacerebhe essere provvisto di una creatività della quale, come detto, purtroppo non dispongo. Per poter lavorare con buoni risultati ad un prodotto seriale, tuttavia, avere delle buone idee non è sufficiente: bisogna saper alternare con sapienza i momenti di tensione con quelli di stasi ed utilizzare i personaggi in modo incisivo ma al contempo credibile, cioè senza mai snaturarli. È necessario, insomma, possedere una solida tecnica ed abbinare al talento perizia e applicazione. Dal momento che coloro che oggi scrivono Zagor, e in particolare i già nominati Boselli e Burattini, sono indubbiamente forniti delle qualità sopra elencate, non si può che affermare che lo staff dello Spirito con la Scure sia costituito da gente in gamba. Analogo discorso va fatto per le altre serie storiche di casa Bonelli, ossia Tex e Mister No, senza dimenticare che anche i personaggi di più recente ideazione, da Martin Mystère fino all'ultimo arrivato Napoleone, riservano agli sceneggiatori (così come ai disegnatori) insidie ed ostacoli di non lieve entità. I tantissimi autori che collaborano con la Sergio Bonelli Editore, alcuni dei quali straordinariamente bravi, molti solamente onesti ma nessuno meno che dignitoso, rappresentano dunque un patrimonio straordinario di cui la casa editrice può e deve andare orgogliosa. Proprio in considerazione delle ragguardevoli capacità evidenziate da chi è alle loro dipendenze, siamo dell'avviso che Bonelli e Canzio, e qui veniamo al merito della nostra "modesta proposta", dovrebbero offrire ai propri sceneggiatori e disegnatori la possibilità di esprimersi nella maniera più libera possibile, così da farne emergere in modo più marcato lo stile, le attitudini e i tormenti. Se è vero infatti che un autore dalla forte personalità riesce a trasmettere qualcosa di sé in qualunque circostanza, finanche se ha a che fare con un personaggio che gli è del tutto estraneo, è innegabile che l'obbligo di sottostare a delle regole formali e di contenuto piuttosto rigide, come sono quelle che i fumetti bonelliani, certuni in misura maggiore di altri, impongono di osservare, impedisce di dare pieno sfogo a ciò che di più profondo ci si porta dentro. Riteniamo pertanto che la Bonelli, in ragione della sua forza economica e del profondo e sincero amore che il suo proprietario nutre verso il fumetto, sarebbe "moralmente" tenuta ad allestire una rivista-contenitore (che già altrove abbiamo definito "Bonelli Magizine") sulle cui pagine i vari Castelli, Sclavi, Manfredi, D'Antonio, Boselli, Casertano, Venturi, Villa, ecc. ecc. possano dare pieno sfogo alla propria immaginazione senza dover badare a quei vincoli che sono normalmente tenuti a rispettare. E' alquanto probabile che Sergio Bonelli, ancora scottato dalle fallimentari esperienze di Pilot, di Orient Express e di Full, tre riviste peraltro assai diverse tra di loro, abbia pochissima voglia di battere di nuovo la strada della pubblicazione senza personaggio fisso. Il progetto che stiamo proponendogli non avrebbe però nulla a che spartire né con Pilot né con Orient Express né con Full: non si tratterebbe, infatti, di concepire un epigono di Comic Art o del vecchio Intrepido, bensì una testata (il cui formato potrebbe benissimo essere quello solito bonelliano) sulle cui pagine gli stessi componenti della squadra di Via Buonarroti, la cui ampiezza e il cui ottimo livello abbiamo già sottolineato, siano messi in condizione di realizzare in quasi completa autonomia storie autoconclusive o sviluppantisi per un numero limitato di puntate. Un'operazione del genere, che ci piace paragonare a quella che negli anni Sessanta sostenne il benemerito Florenzo Ivaldi con Sgt. Kirk (non dimentichiamoci che fu grazie ad essa che nacque Corto Maltese), non solo sarebbe motivo di vanto per la Sergio Bonelli Editore e per il suo corpo redazionale, ma risulterebbe probabilmente gradita a un numero non insignificante di lettori e, ne siamo persuasi, gioverebbe molto sia agli sceneggiatori che ai disegnatori, circostanza di cui gli stessi grandi eroi della scuderia bonelliana, a cominciare dal nostro Spirito con la Scure, non potrebbero che avvantaggiarsi. |
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