|
|
||
| ||||||||
|
Efferati omicidi turbano la tranquillità della sonnolenta Gand, ma niente paura: sulle tracce del mostro c'è Harlan... Dog!
L'uomo nero sbarca in Belgio
|
Poco ci importa, in realtà, che questo episodio abbia un'atmosfera più dylaniata che dampyresca. Al di là delle facili ironie, quel che veramente conta è che abbiamo l'occasione di commentare una storia molto valida, che non fa che confermare l'ottimo momento che sta vivendo la testata ideata da Boselli e Colombo.
I primi due sono protagonisti di una bella storia d'amicizia: divisi da tutto (l'uno fiammingo, ricco e di famiglia collaborazionista ai tempi del nazismo, l'altro vallone e di famiglia di origini modeste e partigiane), il loro sentimento riesce a superare anche la prova più difficile, quella che nega loro persino la possibilità di essere accomunati dall'appartenza al genere umano. Amicizia, dunque, ma anche paura, tra le tematiche della vicenda. Perchè le prime venti pagine della storia e il diario del capitano Flanders sono un distillato di quell'orrore e di quell'inquietudine, che strisciano e si insinuano nella psiche, che il grande H.P.Lovecraft ci ha fatto sperimentare tanto vividamente attraverso i suoi racconti. E Vreemdelinghuis sembra davvero uscita dalla penna del maestro di Providence: viva, impregnata di sentimenti e ricordi, dimora di qualcosa di antico e misterioso nonchè portale che collega due dimensioni. Non è la prima volta che sulle pagine di Dampyr compaiono case maledette (vedi anche n.10 e n.17), ma il ritratto di questo palazzo fiammingo va oltre lo stereotipo, imprimendosi a fuoco nell'immaginario del lettore.
Cosa si può dire ancora a proposito delle magnifiche qualità di Luca Rossi?
Rossi si supera però nella sequenza del diario del capitano Flanders, realizzata con una tecnica acquarellata che aveva già sperimentato in alcune vignette del n.12. Straordinarie anche le prime 25 pagine, che restituiscono perfettamente l'onirismo della sceneggiatura di Boselli. Ottima come al solito anche la resa dei volti, specialmente quelli di De Kremer e Durand, il cui sofferto e intenso rapporto d'amicizia viene ben tratteggiato.
In copertina, una bella illustrazione di Enea Riboldi. Peccato solo per il mostro che esce dal mare, la cui realizzazione è tristemente piatta.
|
||||||||||||||||||||||||
|