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Prosegue l'approccio di Harlan al suo mondo, composto da
maestri della notte, vampiri, e demoni vari: un
cocktail di personaggi che stanno arricchendo la sempre più variegata saga
del nostro dampyr.
Un nuovo nemico per il futuro
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Torna ai testi Maurizio Colombo, il cui ultimo lavoro in solitario nella serie era stato il n.24 "La milizia oscura". L'autore milanese conferma la sua predilezione per storie molto dinamiche e movimentate. Infatti in questo albo sono le scene d'azione a recitare il ruolo di protagonista assoluto, con Harlan che, in solitario, si muove freneticamente fra incidenti automobilistici, agguati, e sparatorie.
Ma l'aspetto principale da mettere in evidenza è un altro: anche questo episodio, proseguendo sulla scia tracciata dagli ultimi che l'hanno preceduto, è chiaramente teso a gettare le basi di nuove avventure future. Dopo aver letto gli ultimi numeri, infatti, si ha la netta impressione che gli autori abbiano deciso di aprirsi varie strade per quello che sarà il mondo futuro in cui potrà muoversi Harlan. I primi episodi erano tutti più o meno autoconclusivi, con il nostro eroe che sconfiggeva il maestro della notte di turno; episodi chiaramente tesi a presentarci sempre meglio Harlan ed i suoi due pards, Tesla e Kurjak, nelle loro caratteristiche. Ora, invece, possiamo registrare una chiara inversione di tendenza, particolarmente evidente:
Tornando allo specifico dell'albo in questione, per quanto riguarda l'aspetto prettamente narrativo dell'episodio è simpatica ed apprezzabile l'idea-base di associare un demone cannibale ad una fabbrica di carni in scatola, la Blumenstock, che, tra suini e bovini, di nascosto accoppa anche degli esseri umani per la gioia dei suoi dirigenti, tutti adoratori del demone Thorke. E', inoltre, molto accattivante l'idea di sviluppare un nuovo personaggio di spessore diverso (e forse anche più ampio) dei maestri della notte: un personaggio che va a porsi su un nuovo livello di battaglia, e che lo stesso Caleb definisce "troppo forte per Harlan" (pag.98). Un nuovo avversario, che conferisce delle nuove, ampie, potenzialità all'evoluzione futura della serie, lasciando immaginare sin da ora future battaglie di altra dimensione, condotte magari in altre terre e con nuove modalità, e con eventuali nuovi protagonisti in gioco. Si spalancano, insomma, orizzonti nuovi e finora quasi inesplorati dagli autori: quelli di coinvolgere il Dampyr, oltre che nella caccia ai vampiri, anche nell'eterna lotta Bene-Male.
Grazie a questo espediente l'intera organizzazione dei "cattivi" si sgomina totalmente da sola, con tutti i protagonisti che si sbranano selvaggiamente a vicenda... Ci sembra, nel complesso, un finale un pò forzato, sbrigativo, con Harlan che si limita a portare temporaneamente in salvo Rose e la sua bambina Ljuba, due tra le "cavie" della Blumenstock cui era particolarmente legato (e lo fa, tra l'altro, in un modo un pò discutibile: vedere, in proposito, la scheda della storia) e ad uccidere Rudolph Scholberg, un killer cui dava la caccia fin dall'inizio.
L'espediente dell'aiuto di Youssum-Thorke ad Harlan non sarebbe comunque così criticabile se non nascondesse un paio di incongruenze di base, in base alle quali ci chiediamo:
Terzo albo realizzato da Piccininno nella serie, dopo i precedenti n.11 e 20.
Anche stavolta la sua pecca maggiore resta la stessa delle precedenti
occasioni: la resa grafica del protagonista Harlan, un pò troppo distante
dai canoni della serie. I volti degli altri personaggi sono invece di
qualità superiore, principalmente nelle sequenze d'azione: i dialoghi, che
conferiscono staticità alle pose dei protagonisti, evidenziano un'altra
carenza grafica di Piccininno.
Sono gradevoli le scene notturne, grazie ad un bell'utilizzo dei contrasti
bianco-nero: i bei giochi di ombre che ne derivano trasmettono un senso di
"attesa", di "pericolo nell'aria", consono alle sequenze illustrate. L'impressione globale è quella di aver assistito ad una storia transitoria, imbastita soprattutto con la finalità di introdurre nella saga un altro potenziale nemico per il futuro: Thorke. Le ultime vignette, infatti, ci regalano un Harlan preso dallo sconforto per non essere riuscito a portare in salvo Rose e Ljuba, con Caleb che lo consola dicendogli: "Chissà!...Prima o poi il demone nero lascerà un altro segno della sua presenza, in qualche parte del mondo... e quel giorno anch'io scenderò in campo con te!" (pag.98).
In proposito, l'idea che la saga stia acquisendo delle caratteristiche di
una continuity, con evoluzioni progressive e costanti di alcuni
personaggi sempre più intrecciati tra loro, diventa sempre più nitida. Delle
caratteristiche, per fare un esempio "bonelliano", che stanno tuttora
facendo la fortuna di una serie completissima qual è Magico Vento.
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